industria viaggi post pandemia

Indagine viaggi post COVID: il sondaggio di Sabre

L’industria dei viaggi post pandemia esce più forte. Più matura e preparata. Resistente e consapevole che il divenire sarà ancora sfidante. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio di Sabre, condotto su 500 dirigenti di compagnie aeree e distribuzione del settore Travel, a guerra russo-ucraina in corso e dopo l’impatto delle varianti Covid-19.

In particolare, per quanto riguarda i viaggi d’affari emerge un confine più labile con le estensioni leisure durante le trasferte. Un trend iniziato ormai oltre 10 anni fa, che sembra farsi rivalere.

«Alla tecnologia si chiede un’accentuata individualizzazione del servizio: di questo hanno bisogno le Tmc e le agenzie in generale, per rispondere ai viaggiatori», commenta Paola De Filippo, general manager per l’Italia di Sabre.

Industria dei viaggi post pandemia: la ricerca di Sabre

Velocità è una parola chiave che la survey sottolinea. Ed è un fattore critico: i player dell’industria sapranno garantirla in un contesto di mercato di dinamismo spinto?

Tra i punti emersi, il fatto che ora i viaggiatori prendono in considerazione un elevato numero di fattori decisionali prima di iniziare a prenotare un viaggio. Ancor di più le aziende, che hanno complicato i processi di autorizzazione delle trasferte.

Ricerca Sabre sull’industria dei viaggi post pandemia

  • L’82% dei dirigenti di compagnie aeree intervistati si aspetta che, in seguito alla ripresa del settore, la combinazione di business travel e leisure aumenterà;
  • Più della metà delle agenzie di viaggio rispondenti asserisce che ora dedica più tempo alla ricerca di nuovi strumenti, servizi e tecnologie. Si tratta di un’attività a cui si presta particolare attenzione soprattutto nella regione Apac, come confermato dal 71% delle agenzie intervistate qui;
  • Il 92% delle Adv intervistate ha dichiarato di desiderare il supporto dei partner tecnologici di viaggio per creare un’esperienza più fluida in termini di shopping, prenotazione e vendita, mentre l’89% ha risposto di volere strumenti utili per personalizzare i viaggi.

De Filippo: «Una delle ragioni di queste motivazioni è la spinta alla digitalizzazione che le imprese hanno affrontato negli anni della pandemia. Essa si è tradotta in molteplici processi aziendali: di comunicazione verso più target e con personalizzazione, nei pagamenti, nelle tecnologie contactless dell’hospitality e dell’infrastruttura aeroportuale. Infine, da parte delle compagnie aeree e di noleggio auto».

Il risultato dell’avanzamento tecnologico si evidenzia oggi in una industria all’apparenza più preparata «in cui tutti i componenti concorrono all’obiettivo dell’individualizzazione dei servizi».

Sul ritorno dell’economia dei viaggi ai livelli del 2019, i rispondenti confermano le previsioni di diversi analisti: 2024 e 2025 sarà il biennio del giro di boa.

Nella sua interezza, il sondaggio è Mapping Travel’s New Normal.

Sabre Profiles: la funzionalità per ogni singolo viaggiatore d’affari

Osservando più da vicino i viaggi aziendali, la ricerca evidenzia che a ripartire sono quelli “domestici”, ad intendere nel corto-medio raggio.

«L’attenzione rimane focalizzata sulla sicurezza, è innegabile. Dall’Italia riceviamo feedback più ottimistici a riguardo dei viaggi di piacere, mentre sul business travel l’atteggiamento è di cautela», commenta De Filippo.

A proposito di personalizzazione, per i viaggi di lavoro Sabre Profiles è il tool che permette di profilare il viaggiatore aziendale. In tal modo, l’agenzia riconosce all’istante le preferenze e lo storico, velocizzando la pratica e, soprattutto, soddisfando la compliance della travel policy e i desideri del dipendente in missione.

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