Le aziende mostrano il pollice verde

L’interesse per le tematiche ecologiche cresce di giorno in giorno, soprattutto tra le flotte aziendali. L’impegno delle società di noleggio, quindi, aumenta di pari passo con la coscienza “verde” delle imprese, che sempre di più chiedono soluzioni efficaci per offrire il proprio contributo alla salvaguardia dell’ambiente.
«È una sorta di allineamento ideale degli astri, – esordisce Massimiliano Nunziata di GE Capital Solutions, intervistato da Mission Fleet – perché si sta verificando la massima convergenza tra le normative europee in tema di emissioni, l’identificazione del proprio ruolo da parte delle multinazionali e il purtroppo vertiginoso aumento del prezzo del petrolio. Elementi positivi ed elementi negativi, dunque, che contribuiscono a rendere sempre più attuale questa tematica. Il costo dei carburanti diventa un’urgenza da affrontare in tempi rapidi per le aziende che utilizzano il parco per spostamenti di lavoro. Per evitare di rendere troppo dispendiosa la mobilità, le imprese chiedono a noi noleggiatori delle soluzioni immediate, che comprendano anche alcune ricette che da una parte permettano la libera circolazione anche in caso di blocchi del traffico, dall’altra contribuiscano in modo significativo al rispetto ambientale».
«La stretta correlazione tra emissioni e consumi – prosegue Nunziata – rende necessario un approccio
strutturato al problema dell’ecocompatibilità della flotta. Ge Capital Solutions ha realizzato a questo scopo Clear Solutions, ovvero un pacchetto di tool informatici rivolti ai fleet manager per misurare le emissioni della flotta già esistente, in vista dell’adozione di una car policy di minore impatto ambientale. Ma Clear Solutions permette anche di partire da un foglio bianco per implementare una strategia di flotta totalmente ecoresponsabile».
«Poter iniziare da zero, senza vincoli di sorta se non una ragionevole strategia di cost saving, permette alle aziende di ottenere risultati di impatto ambientale estremamente significativi – continua il dirigente di GE Capital Solutions –; particolarmente interessante è la partnership che abbiamo realizzato con la multinazionale Akzo Nobel, che ci ha consentito di vincere assieme un importante riconoscimento, che ci è stato assegnato proprio per il sistema che abbiamo adottato in Akzo per migliorare l’impatto ambientale della flotta».

Da push a pull
La maggiore coscienza ecologica sembra quindi provenire dalle multinazionali, che si stanno dimostrando più sensibili nell’affrontare questa tematica: «Il progetto Clear Solutions – conferma Nunziata – è partito dai clienti paneuropei, ed è soprattutto indirizzato ai grandi clienti; quelli che hanno dimostrato maggiore disponibilità a investire nelle tematiche della flotta verde. Occorre però sottolineare un’importante novità: se fino a qualche mese fa eravamo noi noleggiatori a spingere i clienti per una maggiore sensibilità verso il rispetto ambientale, oggi sono le imprese che ci chiedono di suggerire soluzioni applicabili. Stiamo passando quindi da un sistema che era push a uno di pull».
«È chiaro che parte di questa maggiore coscienza ecologica è dovuta a fattori economici: minori emissioni significano minori consumi – prosegue Nunziata – e quindi le imprese ritengono vantaggioso passare a una flotta pensata anche in termini di sostenibilità ambientale. Noto però una certa e corretta maturità da parte delle aziende, nel giudicare i costi di flotta secondo il TCO (total cost of ownership), cioè prendendo in considerazione tutte le variabili in gioco. Alla luce di queste considerazioni, la variabile dei valori residui diventa uno dei parametri, a pari livello di altri».
Nunziata propone un interessante spunto di riflessione sul prodotto a basso impatto ambientale: «Gpl e metano sono soluzioni interessanti, ma non sono ancora sufficientemente dominanti nel panorama del mercato. Troppo pochi sono i modelli a disposizione dei clienti. Le aziende che decidono di convertirsi al gas lo fanno più per una scelta filosofica, piuttosto che pratica. Diverso è invece l’impatto della clientela retail, che reagisce con istintività più all’effetto-pompa che all’effetto- ambiente: fare un pieno di carburante con pochi euro per il gas è immediatamente gratificante. Il trend nascente sui carburanti alternativi è comunque minimo, seppure in crescita, rispetto ai numeri assoluti del mercato».

Pochi modelli oggi, ma novità all’orizzonte
Le considerazioni di Nunziata sono assolutamente condivisibili. Anche se possiamo notare una certa proattività da parte dei costruttori, dei petrolieri e dello Stato. I primi stanno per lanciare sul mercato diverse novità: da qui a pochi mesi dovrebbero debuttare non meno di 40 tra modelli e versioni di vetture a minore impatto ambientale, contribuendo in modo determinante a diversificare l’offerta. Giova ricordare che per le flotte aziendali l’opportunità di puntare su soluzioni differenti è uno degli stimoli maggiori al rinnovamento del parco.

Tutti i costruttori hanno previsto un impegno verde nei prossimi debutti, a partire da Fiat che si conferma in prima linea nello sposare la soluzione del metano. Dopo le ferie estive è previsto infatti il debutto della Grande Punto Natural Power. Ma Fiat non trascura anche soluzioni meno immediate (e ancor più ecologiche), quali l’idrogeno e l’ibrido-elettrico. Vi è da dire che Fiat parte da una posizione di vantaggio, visto che è il costruttore europeo con la media di emissioni di CO2 più bassa per tutti i suoi prodotti: solamente 137 gr/km, a brevissima distanza (6%) dall’obiettivo che l’Unione europea ha fissato come parametro per tutti i costruttori a partire dal 2012, 130 gr/km.
Anche i petrolieri e lo Stato stanno facendo la propria parte: da qui alla fine dell’anno la rete di distribuzione del metano crescerà al ritmo di due impianti nuovi alla settimana. Per fine anno i benzinai che ne saranno dotati saranno più di 800. L’impegno dello Stato è di snellire le pratiche burocratiche di concessione dei permessi alla realizzazione di nuovi impianti.
L’impegno a produrre modelli a sempre minore emissioni di CO2 è cavalcato dai noleggiatori captive, quelli cioè che sono di proprietà dei marchi produttori d’auto. Per esempio Savarent del Gruppo Fiat, che sta avviando una strategia commerciale molto aggressiva sui prodotti a metano, sia vetture sia veicoli commerciali leggeri.

Masterlease, forte della partnership con i marchi GM (Chevrolet, Opel, Saab e Cadillac), punta sulla tecnologia Opel eco-Flex diesel e sulla variegata gamma a gpl di Chevrolet, in attesa che il carburante E85 (miscela di alcol e benzina verde) sia distribuito in Italia. La tecnologia flexyfuel è grandemente sviluppata da Saab in Svezia. Masterlease ha anche dato il proprio appoggio, attraverso tutte le sue filiali di ogni paese, alla giornata mondiale per l’ambiente. E ha distribuito ai propri clienti un decalogo che suggerisce i comportamenti da tenere al volante per ridurre emissioni e consumi.
Volkswagen Leasing si avvale dei sistemi diesel a bassi consumi ed emissioni Volkswagen Bluemotion, Seat Ecomotive e Skoda Greenline, oltre che di una nutrita gamma di versioni convertite al Gpl.
Ald Automotive, forte della sua collaborazione con il marchio Ford, per conto del quale distribuisce i servizi di noleggio a lungo termine alle Pmi, si avvale dell’ultima generazione dei prodotti dell’ovale azzurro, ovvero la gamma Econetic, già presente su Ford Focus e C-Max, con emissioni e consumi ridotti e dell’avvento delle versioni a Gpl. Il vero cuore della gamma Econetic sarà, entro fine anno, la nuova Fiesta, le cui versioni “verdi” garantiranno un livello di emissioni inferiore ai 100 gr/km. Rimandiamo al prossimo numero di Mission Fleet un’analisi più dettagliata delle politiche commerciali in favore dell’ambiente da parte di Ald Automotive, che è uno dei quattro player più importanti del mercato italiano, assieme a Leasys, Arval e Leaseplan (già analizzati sullo scorso fascicolo).
Mercedes Financial Services, infine, si è sintonizzata sulla strategia verde della Casa tedesca: punta sulle versioni NGT (alimentate a metano) e sugli ultimi modelli, caratterizzati da minori consumi ed emissioni di CO2 più bassi, come la nuova Classe C e la Classe B restyling che si ripropone nella veste di “vetrina tecnologico-ambientale” di serie della capacità progettuali del marchio della stella a tre punte.
Anche il “breve” punta al verde Non sono soltanto le grandi società di noleggio a lungo termine a spingere verso le flotte a minore impatto ambientale: anche i rent-a-car stanno adottando strategie commerciali volte alla riduzione dei consumi e per un maggiore rispetto ambientale.
Per esempio Avis, azienda leader in Italia nel noleggio a breve termine, ha varato quest’anno il progetto Eco Avis, che per il momento è attivo nell’area pilota della Lombardia, ma che nel corso dell’anno verrà esteso ad altre importanti aree geografiche nazionali, in particolare quelle dove è maggiore la presenza di clientela business. Eco Avis prevede l’inserimento in flotta di 250 esemplari di Volkswagen Golf Bifuel a gpl, con tariffe concorrenziali (98 euro al giorno, 120 la tariffa weekend, 363 il canone di noleggio settimanale).

L’eco-decalogo per le flotte
1. Misurare il chilometraggio dei veicoli aziendali. Anche se questi sono documentati nel caso degli autisti aziendali, il chilometraggio nei veicoli privati spesso non è riportato nel conto spese.
2. Le aziende potranno ridurre il chilometraggio verificando che tutti i dipendenti abbiano a disposizione e comprendano le possibili alternative, quali:
a. car sharing per viaggi di affari e pendolari;
b. pubblicizzare le informazioni sui trasporti pubblici;
c. la condivisione di mezzi o il noleggio di veicoli a breve termine offrirà la necessaria copertura assicurativa e garantirà che il chilometraggio aziendale sia coperto dai veicoli più economici;
d. utilizzare maggiormente gli strumenti di video e tele-conferenza;
e. migliore pianificazione degli spostamenti.
3. Verificare che i dati sulle emissioni di CO2 siano riportati in modo evidente in tutti gli elenchi dei veicoli a disposizione in azienda.
4. Offrire incentivi agli autisti che scelgono l’opzione più rispettosa dell’ambiente, ovvero: programmi di rimborso per chi guida mezzi a emissioni ridotte o chi riduce la scelta di mezzi e opta per determinati tipi di carburante.
5. Portare ad esempio e incoraggiare la dirigenza a scegliere auto a emissioni ridotte.
6. Analizzare eventuali opzioni alternative all’impiego di auto aziendali. Un’indagine effettuata mostra che gli autisti tendono a preferire per il 25% veicoli più inquinanti quando sono di tipo privato.
7. Rivedere i programmi di indennità chilometrica previsti in azienda. Eliminare i maggiori rimborsi previsti per chi guida auto più grandi può scoraggiare il personale a scegliere veicoli che consumano più carburante. Può contribuire inoltre a ridurre il chilometraggio, sia nel caso di auto aziendali che di proprietà. Se al dipendente viene sempre garantito il rimborso per il carburante della propria auto privata, nella maggior parte dei casi sostituire questo benefit con un’indennità fissa può essere economicamente più vantaggioso sia per il datore di lavoro che per il dipendente, portando a una riduzione del chilometraggio.
8. A chi non ha veicoli aziendali, suggeriamo di prendere in considerazione l’uso di veicoli a noleggio per brevi periodi da impiegare per fini lavorativi. Ciò consente all’utente di decidere la classe del veicolo da utilizzare, può rappresentare una scelta più economica rispetto all’indennità a chilometro, oltre a ridurre i rischi per responsabilità del datore di lavoro: sono noti gli standard del veicolo ed è garantita la copertura assicurativa per l’intero periodo di utilizzo da parte della polizza aziendale.
9. I veicoli funzionano al meglio se oggetto di una corretta manutenzione. Verificare che tutti i veicoli siano sottoposti ai programmi di manutenzione raccomandati dal produttore.
10. Incoraggiare gli autisti a controllare regolarmente la pressione degli pneumatici. Pneumatici non sufficientemente/eccessivamente gonfiati possono influire sui costi di carburante e sulla sicurezza.
Fonte: Masterlease

Il tool di GE per il parco auto eco-compatibile
Clear Solutions è il sistema che GE Capital Solutions Fleet Services ha ideato per le aziende che hanno deciso  di contribuire a ridurre l’impatto ambientale della propria flotta. Attraverso il tool informatico Clear Solutions i fleet manager delle aziende possono visualizzare online il livello di emissioni di anidride carbonica della propria flotta (la quantità totale delle emissioni, la media per ciascun veicolo, la classifica dei veicoli più e meno inquinanti e altro ancora). Clear solutions consente inoltre di ridisegnare la propria flotta, scegliendo vetture alternative ecocompatibili attraverso un configuratore che fornisce una comparazione auto per auto in base a diversi criteri: alimentazione, cilindrata, potenza, consumo, livello di CO2. L’operazione permette di individuare la quantità di CO2, e, quindi, di carburante, che può essere risparmiata confrontando le auto già in flotta con le possibili alternative più “ecocompatibili”. Attraverso Clear Solutions si può ottenere direttamente la quotazione di una nuova auto da noleggiare ed effettuare l’ordine online dei veicoli scelti e permette di confrontare l’incidenza sui costi delle alternative identificate.

 

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