Nel 2026 le imprese rappresentano il 65% delle immatricolazioni di Audi in Italia, una quota superiore di diciannove punti percentuali alla media nazionale. In altre parole, due clienti su tre del marchio dei quattro anelli sono aziende, e per la Casa tedesca il canale business è ormai un asset strutturale.
È da questo dato che parte “Imprese in movimento verso il domani”, l’evento organizzato da Audi Italia sulla pista ASC di Vairano di Vidigulfo, in provincia di Pavia, e dedicato al mondo delle flotte aziendali. Alla giornata hanno partecipato esperti, operatori del settore e fleet&mobility manager in rappresentanza di oltre 120 realtà di medie e grandi dimensioni. L’obiettivo di questo incontro era formativo prima ancora che commerciale: offrire una lettura articolata delle trasformazioni che stanno ridefinendo le flotte, dall’evoluzione normativa ai nuovi modelli di mobilità, fino al ruolo dei dati e dell’elettrificazione.
L’appuntamento rientra nel programma Audi for business, la “marca nella marca” pensata per i clienti flotta, che mette insieme servizi dedicati, consulenza, prodotto e soluzioni di ricarica. Quello di Vairano è uno dei cinque momenti di approfondimento e aggiornamento previsti quest’anno dal programma, un percorso che accompagna il target flotte nella crescita aziendale e professionale.
Plug-in e BEV: la gamma con cui Audi risponde alle flotte
All’origine dell’offensiva di prodotto c’è un fatto molto concreto: le flotte pesano così tanto sui volumi che la gamma deve parlare la loro lingua, e quella lingua è soprattutto fiscale. Il trattamento dei fringe benefit favorisce le motorizzazioni elettrificate, in particolare elettriche e ibride ricaricabili. Per questo Audi ha insistito molto sulle plug-in: sono la tecnologia che consente a un’azienda di assegnare auto in uso promiscuo con un impatto fiscale ridotto per il dipendente.
Dal 2024 la Casa ha lanciato 14 modelli, otto dei quali completamente nuovi. Oggi il listino conta 13 ibride plug-in, che coprono quasi tutti i segmenti. Si va dalla A3 e-hybrid, che dichiara fino a 142 km di autonomia elettrica WLTP e 50 kW di ricarica in corrente continua, alla nuova A6 allroad quattro, passando per la famiglia Q3, la A5, la Q5, la A6, la RS 5 (prima RS plug-in nella storia di Audi Sport) e la supercar Nuvolari. Nel primo semestre 2027 arriveranno le versioni ricaricabili dei SUV full size Q7 e Q9.

Sul fronte elettrico ci sono la Q4 e-tron rinnovata, con fino a 576 km WLTP, la Q6 e-tron e la A6 e-tron. A gennaio 2027 è atteso il debutto della A2 e-tron, che Audi indica come porta d’ingresso al mondo BEV. Un’offensiva di prodotti a cui si affianca, stando ai dati rilasciati dalla casa dei Quattro Anelli, anche un’evoluzione concreta per quanto riguarda le prestazioni dei modelli proposti:
- sulle ICE/MHEV i consumi calano di circa il 15%
- sulle plug-in scendono di circa il 40% e l’autonomia elettrica cresce del 280%
- sui modelli BEV i consumi diminuiscono di circa il 35%, le autonomie salgono del 60% e la potenza di ricarica dell’80%
“Quattro sfide per Quattro Anelli”: i temi su cui Audi costruisce i servizi per le aziende
Fiscalità, tecnologia, assistenza e ricarica: sono questi i quattro argomenti attorno a cui ha ruotato l’evento “Imprese in movimento verso il domani” e su cui Audi ha deciso di organizzare i servizi per la propria clientela business. Per ciascuno c’è stato un confronto con specialisti esterni o con le strutture del marchio.
Fringe benefit: la formazione di Audi sul nodo fiscale dell’auto aziendale
La fiscalità è il tema più tecnico, e Audi lo affronta anche con corsi di formazione dedicati ai clienti business. A Vairano a occuparsene è stato Gennaro Farmesio, dottore commercialista specializzato in fiscalità d’impresa, che ha analizzato le recenti modifiche alla disciplina dei fringe benefit. Le nuove regole orientano le scelte verso vetture molto elettrificate e a basso impatto ambientale, ma introducono nuovi elementi di attenzione gestionale legati ad anzianità, optional e modalità di assegnazione.
Nel suo intervento Farmesio ha ricostruito la ratio della norma (art. 51 del TUIR) e le novità introdotte dal Dlgs 148/2026, il cosiddetto correttivo “Omnibus”. Le principali:
- un incremento del 50% del fringe benefit per i veicoli oltre il quinto anno dalla prima immatricolazione
- una maggiorazione del 5% in presenza di accessori o allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non acquistati direttamente dal lavoratore, che resta unica anche con più optional e si somma all’aumento per anzianità;
- l’estensione del regime transitorio ai veicoli ordinati nel 2024 e concessi in uso per tutto il 2025
Le nuove regole valgono dal periodo d’imposta 2026, con possibili conguagli in busta paga per le ritenute già operate. Farmesio ha anche chiarito che a rilevare è la concessione dell’auto in uso promiscuo, non la semplice consegna: una sostituzione temporanea non genera una nuova concessione. Alcune soluzioni proposte, ha precisato, sono letture interpretative in attesa di chiarimenti di prassi.
Telematica e dati: la partnership tra Audi e Targa Telematics
Il secondo tema è la connettività. Nicola De Mattia, CEO di Targa Telematics, ha spiegato che i veicoli connessi generano una quantità crescente di dati: servono a monitorare l’utilizzo delle auto, migliorare le decisioni e ottimizzare i costi. Il passo successivo, ha aggiunto, è l’intelligenza artificiale, dalla manutenzione predittiva all’automazione dei processi.
Targa Telematics ha presentato i suoi numeri: 4,5 milioni di asset connessi, oltre 25 anni di esperienza, circa un miliardo di dati elaborati ogni giorno, 125 milioni di euro di ricavi nel 2025 e 150 ingegneri in R&D. Secondo l’azienda, la connettività nativa dei veicoli Audi, per qualità e completezza dei dati, abilita soluzioni rapide da adottare, anche sul parco circolante. Tra gli esempi di uso già in corso c’è il britannico Motability Operations, che integra dati di più costruttori per individuare anomalie e attivare la manutenzione.
Il processo descritto ha quattro passaggi: rilevare le anomalie, prioritizzarle (anche con un agente AI), indirizzare il veicolo verso la rete ufficiale e monitorare il fermo tecnico. Con questo approccio Targa dichiara una riduzione del 13% dei giorni di fermo. Le applicazioni toccano anche la rendicontazione ESG, il monitoraggio dell’uso reale delle plug-in (senza il quale il vantaggio fiscale rischia di trasformarsi in un costo), la sicurezza e il piano spostamenti casa-lavoro.
Post-vendita: la rete Audi in numeri e i servizi per chi guida in azienda
Il terzo tema riguarda l’esperienza dopo l’acquisto, che secondo Audi non dipende solo dal prodotto ma dall’intero ecosistema di servizi. La rete ufficiale in Italia conta 114 concessionari, 103 service partner e 21 filiali service, per un totale di 238 punti di assistenza distribuiti su 90 province.
Cambia, nelle intenzioni, anche l’esperienza in rete. La consegna avviene in concessionario con un esperto che illustra il prodotto, si attivano i servizi digitali MyAudi e si sceglie il service partner preferito. La manutenzione è affidata a tecnici specializzati con strumentazione Audi. Nelle concessionarie sono previste una Service Station, per ritirare la vettura in qualsiasi momento, e una Waiting Area, oltre a un servizio di Customer Care. C’è anche la possibilità di noleggiare accessori per il tempo libero.
Alla base c’è l’approccio One Audi, con vendita e post-vendita pensati come un unico ecosistema lungo tutto il percorso del cliente. A seguire le aziende ci sono key account manager dedicati, divisi in due canali: uno per le grandi flotte, l’altro presso i dealer specializzati per le imprese attive sul territorio.
Ricarica: Elli e MOON POWER Italia, i due partner per elettrificare le flotte
L’ultima sfida è l’infrastruttura di ricarica per modelli sempre più “elettrificati”. Audi la affronta con due realtà del Gruppo Volkswagen, partendo da un’idea: elettrificare una flotta non significa solo installare colonnine, ma integrare energia, software, sistemi di accumulo, fotovoltaico e gestione dei consumi, partendo dalle esigenze operative di ogni azienda.
Sul fronte software c’è Elli Fleet Charging: con un unico contratto e tariffe fisse dà accesso a oltre un milione di punti di ricarica pubblica in Europa, più di 75mila in Italia. Elli, marchio del Gruppo dedicato anche alla ricarica privata e domestica, copre così l’intera gamma di casi d’uso, dalla strada al garage di casa.
Sul fronte hardware c’è MOON POWER Italia, marchio di Volkswagen Group Italia rivolto al mondo business. Progetta, realizza e gestisce infrastrutture di ricarica con un approccio end-to-end, dall’AC fino all’ultra fast HPC, integrando strumenti di gestione energetica, sistemi di accumulo e piattaforme di controllo centralizzato. Insieme, le due realtà compongono l’offerta di ricarica che Audi propone alle aziende in affiancamento alla gamma plug-in e BEV.












