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“Diesel pulito per la mobilità”, Bosch e tutte le voci pronte alla battaglia

“Diesel pulito per la mobilità”, con questo pensiero Bosch è pronta a intraprendere una battaglia contro la demonizzazione del motore a gasolio.

Tra immatricolazioni in calo, rialzo delle emissioni, tanti posti di lavoro a rischio, eccellenze del nostro Paese messe da parte: puntare sull’auto elettrica conviene? Se ne è parlato alla presentazione del bilancio 2018 dell’azienda a Milano.

“Creare una cabina di regia tra istituzioni, con l’obiettivo di conseguire soluzioni utili all’ambiente alla sicurezza dei cittadini e alla vitalità del settore automotive”

Le parole dell’UNRAE (Unione Nazionale Rappresentante Autoveicoli Esteri), per chi conosce le cifre che girano attorno al mondo dell’auto e la scossa che sta subendo l’Italia, continuano a sembrare la scoperta dell’acqua calda.

Dal 2030 l’argomento a quanto pare sarà solo uno: l’auto elettrica. Ma il comparto, uno dei più importanti per l’economia in termini di occupazione e PIL – con 5.700 aziende per più di 100 miliardi di fatturato l’anno – è in attesa di una soluzione plausibile.

65.000 operatori ogni giorno lavorano quotidianamente con motori endotermici, convertirsi ad una nuova religione lasciando quella che ha reso l’Italia e la Motor Valley famose in tutto il mondo in un cantuccio deve prima avere basi solide, che ad oggi non ha.

Alle richieste impellenti dell’Unione Europea sul taglio delle emissioni di Co2, è arrivato il panico dei comuni, sulle strade e nei concessionari.

Il parco circolante pubblico e privato più vecchio in Europa, secondo le istituzioni, si sarebbe dovuto rinnovare passando da auto di circa 11 anni di età a sofisticate vetture a batteria. Con assi nella manica come gli incentivi e la demonizzazione del diesel, che però è da sempre una chicca per il nostro paese (oltre per l’industria tedesca) e in Europa corrisponde ancora al 70% degli acquisti.

I risultati finora e il “nuovo” parco circolante

Oggi il 45% del parco circolante continua ad essere a gasolio, vecchi motori euro 3 e euro 4 mentre le BEV corrispondono solo allo 0,03%. Risultato? Le emissioni sono addirittura salite.

In 22 anni dal 1995 al 2017 le emissioni di c02 si sono ridotte del 36%. Ora in soli 2 anni dal 2018 al 2020 è richiesta un’ulteriore riduzione del 20%.

A vedere l’ultimo quadrimestre la scelta degli acquirenti ha premiato più che altro motorizzazioni a benzina con 309.490 unità (+24,3%) e grazie agli incentivi sono salite le ibride con 37.799 unità (+31,7%) e le elettriche a 2.346 unità (+95,2%), infine hanno riscontrato una drastica perdita del -25,2%le auto a gasolio (307.840 unità).

“C’è una scelta da correggere in questa partita tutta italiana – commenta Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto (Federazione Italiana concessionari Auto) -, in mancanza di un disegno organico e coerente da parte del Governo riteniamo che sono necessarie maggiore sinergia e collaborazione tra la nostra Federazione e AsConAuto, per rafforzare un fronte comune in grado di supportare i concessionari italiani nelle sfide che li attendono”.

Un passo in più per creare un unico interlocutore rappresentativo, in grado di interagire a sostegno della filiera e a beneficio del cliente finale, sempre più spiazzato.

Bosch diesel: più pulito del motore a benzina

Bosch, da tempo sta puntando sui diesel di ultima generazione. Nel ciclo RDE (Real Driving Emission) riescono a restituire valori anche 10 volte inferiori rispetto a quelli previsti dalla normativa europea.

Sotto alcuni aspetti il diesel, dunque, è anche più pulito del motore a benzina. Si consideri che quest’ultimo emette il 15% in più di anidride carbonica e le polvere sottili emesse sono ancora più insidiose.

I propulsori più recenti implementano dei sistemi di filtraggio avanzati che sono in grado di far uscire dallo scarico dell’aria meno particolato e addirittura meno inquinante dell’aria aspirata.

Bosch diesel

Gerhard Dambach, amministratore delegato di Bosch Italia, durante report annuale dell’azienda, spiega che, a partire dall’omologazione Euro 5, il pm10 del diesel non è più un problema.

La stessa cosa vale per le emissioni Nox. La soluzione per risolvere l’inquinamento delle città e permettere al diesel di continuare ad esistere è quella di sostituire i veicoli Euro 0, 1, 2 e 3 in modo da ridurre le emissioni di CO2 del 67%, di NOx del 90% e di pm10 del 96%.

“Perché abbandonare una tecnologia che ha compiuto progressi ecologici enormi, e che soprattutto ha ancora mercato? Per togliere corrente al diesel, questo è decisamente il momento peggiore”, ha commentato.

“Sicuri, inoltre, che le materie prime per le batterie non esauriscano prima del previsto? Minerali come il litio non sono una risorsa eterna. In Italia non esistono fabbriche di componentistica per auto elettrica. In Cina e in Scandinavia l’elettrico spopola? Sì, ma in buona parte grazie agli incentivi. Proprio in Cina, non appena lo Stato ha chiuso i rubinetti, il mercato si è fermato”.

Bosch Automotive in Italia e nel mondo

Il diesel rimane un’eccellenza esclusiva in Germania come in Italia.

A Modugno (Bari), Bosch conta oltre 2.000 collaboratori con un sito sulle tecnologie e sui componenti per i sistemi di alimentazione in piena evoluzione.

Vedi in questo video come funziona la tecnologia dei filtri carburante.

Lo stabilimento ha avviato un ampio programma di diversificazione del portafoglio prodotti e di ridefinizione dei processi. Aperto all’innovazione, più volte si è confermato stabilimento d’avanguardia.

Il reparto tecnologie Diesel S.p.A, ad esempio, ha ricevuto il “Premio Imprese x Innovazione 2018” promosso da Confindustria. Un riconoscimento assegnato alle migliori imprese in grado di mantenere e accrescere il proprio vantaggio competitivo attraverso l’innovazione a 360 gradi.

Bosch, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni complete e flessibili per la tecnologia dei sistemi di propulsione, ha una nuova divisione Powertrain Solutions dal 1° gennaio 2018

Oggi è il risultato della fusione fra due precedenti divisioni – Gasoline Systems e Diesel Systems – e offre prodotti per i sistemi di propulsione per case automobilistiche come il gruppo FCA, Mercedes, Opel, Renault, Nissan, PSA, Hyundai e Kia.

Approfondisci qui sulle motorizzazioni alternative al diesel.

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