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Diffusione delle auto elettriche: cosa fa Evway per le flotte aziendali

La via verso la diffusione delle auto elettriche prosegue senza sosta. Lo sa bene Evway, azienda di servizi integrati per la mobilità a zero emissioni, che da alcuni anni punta a rendere interoperabili le colonnine di ricarica e ad aiutare le aziende nella transizione verso veicoli a emissioni zero.

Sotto la guida del Ceo Franco Barbieri, il responsabile flotte e strategy developer Andrea Pizza ha le idee molto chiare sul prodotto messo in campo. E sulla validità di avere un parco auto a batteria, con benzina e gasolio che possono andare “in pensione”. Anche perché ormai, a livello europeo, circa il 10% dei punti di ricarica è “superfast” e permette di reintegrare l’energia consumata in tempi molto brevi.

Evway cresce e con lei le infrastrutture di ricarica. Facciamo il punto della situazione?

«Dal 2014-2015 abbiamo promosso l’interoperabilità permettendo ai nostri clienti di utilizzare un’unica card in tutta Europa per ricaricare i propri veicoli. Sia elettrici sia ibridi plug in. Da qui ne consegue che Evway ha aperto le proprie stazioni di ricarica agli utenti del continente e allo stesso tempo ha reso possibile per i propri utilizzatori, tramite l’app, l’accesso alle stazioni di molti operatori diversi. Ad oggi abbiamo rapporti di interoperabilità con oltre 200 partner in tutta Europa. Questo cosa significa? Che garantiamo l’accesso a quasi 200.000 punti, di cui oltre 15.000 in Italia».

Per la diffusione delle auto elettriche, sono tanti!

«Sì, visto che rappresentano il 90% delle colonnine presenti nel Paese. Ci sono poi anche società petrolifere che investono in questo settore, perché cavalcano l’onda e capiscono che il settore della mobilità sarà elettrico. La diffusione dell’infrastruttura sta avvenendo grazie all’impegno di attori diversi. Tra i quali anche fornitori di carburanti tradizionali che direttamente, o tramite acquisizione di player già operanti sul mercato, si stanno interessando a questa innovazione.

Oggi, rispetto agli anni precedenti, stanno aumentando molto gli investimenti per l’installazione di stazioni di ricarica in corrente continua».

Quale equilibrio sta raggiungendo il mercato delle EV rispetto all’infrastruttura?

«L’offerta di modelli si sviluppa velocemente. Oggi il costo di un veicolo è chiaramente influenzato non solo dalla potenza del motore, ma soprattutto dalla capacità della batteria, che negli ultimi modelli di auto si amplia. Anche nella fascia media.

Cresce anche la potenza delle colonnine di ricarica, alcune delle quali possono erogare fino a 350 kW mentre la media della potenza di ricarica dei nuovi modelli si sposta intorno ai 100 kW.

Recentemente Evway ha reso operative 3 stazioni ultrarapide: una in val Passiria, una a Fidenza e una a Chiusi (queste ultime due appena fuori dal casello dell’atostrada, ndr), capaci di erogare fino a 175 kW. Si trovano accanto a strutture ricettive come ristoranti oppure hotel per permettere a chi guida di dare valore al proprio tempo mentre il veicolo si ricarica. Con la maggior parte dei quali la ricarica completa può essere raggiunta in meno di 1 ora».

Leggi di più sulla colonnina in val Passiria

Quanto costa un pieno di energia elettrica in Italia, in Germania e in Francia?

«Cerchiamo di mantenere una tariffa omogenea tra i Paesi europei, per semplificare il più possibile l’accessibilità e la trasparenza dei costi di ricarica. Tramite la nostra app, in Italia il costo è di 40 (in AC) e 45 (in DC) cent/kWh. In Germania 40 (AC) e 55 (DC). In Francia la tariffa è a tempo e costa 5 centesimi al minuto. Queste sono le tariffe di ricarica pubblica: se lo si fa a casa oppure in azienda, l’elettricità costa notevolmente meno»

Quanto costa la ricarica a casa oppure in azienda?

«Diciamo sui 18-20 cent/kWh. Chiaramente il risparmio (e la sostenibilità) aumenta ulteriormente nel momento in cui è possibile autoprodurre l’energia elettrica che si consuma per ricaricare l’auto.

Detto ciò, un veicolo con una batteria mediamente di 60 kWh (che permette di percorrere circa 500 km nel ciclo misto o 300 km in autostrada), caricata sulla rete di colonnine pubbliche fa un “pieno” con circa 25-30 euro. Che si dimezzano fino a 13-14 euro se ricaricata a casa o in ufficio. Intanto, le case auto lavorano sull’efficienza delle batterie: stessa dimensione, ma più capacità».

Quali sono i vantaggi (e i costi) per un’azienda di avere una flotta di auto elettriche gestite da Evway?

«Quello che proponiamo alle aziende è semplice: avere un unico sistema per monitorare, gestire e accedere a tutte le ricariche. Pubbliche, aziendali e domestiche. Per le prime, i driver possono utilizzare la nostra app di accesso con account aziendali. Proprio come si è abituati a fare con una “fuel card”. Possono poi utilizzare il portachiavi Rfid che, accostato alla stazione di ricarica, attiva e interrompe il servizio. Lo stesso strumento si può utilizzare anche per gestire le ricariche presso le stazioni di ricarica eventualmente installate in ufficio o a casa».

Le aziende hanno tutto sotto controllo?

«Sì. Mensilmente le vengono addebitati i consumi delle ricariche pubbliche. E, insieme alla fattura, viene inviato un report che mostra i dettagli di ogni sessione effettuata utente per utente tenendo sott’occhio costi, utilizzo e gestione. È una gestione uguale a quelle delle card carburante. Un esempio: a ottobre 2020 a Roche abbiamo creato un impianto presso la loro sede, che permette di monitorare le ricariche.

Scopri di più sull’accordo con Roche

Abbiamo installato 16 punti di ricarica, che il fleet manager gestisce in autonomia. La piattaforma può anche gestire tariffe diverse anche per utenti diversi, magari differenziando tra dipendenti e utenti esterni. Altro vantaggio: oltre a gestire gli utenti, gestisce da remoto tutti i punti di ricarica. Poi è possibile realizzare una distribuzione dinamica della potenza su tutte le colonnine. In pratica: si può scegliere da remoto l’intensità della ricarica aziendale, privilegiando le auto che hanno necessità di ripristinare in fretta l’autonomia. È solo un esempio, che indica quanto sia un sistema flessibile.

Con la wallbox a casa c’è poi un grande vantaggio di gestione. Infatti, l’azienda può monitorare e rimborsare la ricarica che il dipendente ha eseguito presso la propria abitazione».

I tempi di realizzazione delle colonnine in azienda?

«Per la diffusione delle auto elettriche in azienda, una volta definito l’accordo per l’impianto, in 3-4 settimane si può avere il tutto chiavi in mano, di cui una settimana per l’installazione vera e propria. Chiaramente dipende sempre dalle dimensioni dell’impianto».

Quando l’Italia avrà una rete di colonnine in autostrada per percorrere la Penisola in tranquillità?

«Da anni Evway e altri operatori si sono offerti di installare le colonnine nelle aree di sosta delle autostrade. Ma i concessionari non hanno mai dato l’autorizzazione. All’estero ci sono. Dopo numerose pressioni (anche della UE), Autostrade per l’Italia ha iniziato a mettere in campo varie attività per installare e sviluppare finalmente una rete di stazioni di ricarica ad alta potenza. Le prime sono vicino a Modena e vicino a Roma. Quando questa rete si amplierà, potremo parlare di diffusione delle auto elettriche».

L’infrastruttura di ricarica per auto elettriche sull’autostrada del Brennero è più sviluppata?

«Lì sono più avanti: sulla A22 tra Verona e il confine austriaco ce ne sono già diverse. Ci sono comunque piani di aprire, nel giro di 2 o 3 anni, più di 150 aree con impianti ad alta potenza con almeno 4 colonnine l’uno. Una cosa su cui Evway insiste molto è proprio quella di investire sui servizi ai clienti finali della mobilità elettrica».

Visita il sito Evway.net

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