Europe Endless
Tanto tuonò, che piovve, si dice. Per ora, sulle flotte è piovuto il Decreto Omnibus (qui una guida per affrontarne i non pochi nodi sul fringe benefit), con l’ennesimo non certo appetibile in azienda, ritocco fiscale.
La correzione vera, chiesta da anni, è ancora sul tavolo. Con l’autunno ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE hanno inviato al Governo una proposta congiunta, sostenuta da Top Thousand e AIAGA: deducibilità fino al 60% per elettriche e plug-in e tetto di costo da 18.075 (i 35 milioni di lire del 1998) a 26.000 euro. Costo stimato 515 milioni in tre anni, per circa 400mila veicoli: circa 1.300 euro di spesa pubblica a veicolo. Il fronte è abbastanza unito, ma non del tutto compatto (v. Federauto) e la Legge di Bilancio dirà, se sarà “meglio tardi che mai”.
Il prezzo si misura: le flotte pesano in Italia quasi il 30% delle immatricolazioni, in Europa circa il 60%; da gennaio le elettriche valgono da noi l’8%, nell’Unione il 22,7%.
Eppure, momento davvero difficile e polemiche popolari a parte, un po’ come sempre e come ai tempi di uscita per la canzone citata in titolo, l’Europa resta il centro della partita, e per questo il campo più conteso.
A settembre i marchi cinesi hanno toccato il record del 14,5% di quota, con Leapmotor, alleata di Stellantis, a +324%: chi viene da fuori sta imparando a diventare europeo nella sostanza operativa. I costruttori storici faticano: Mercedes ha tagliato le attese sul margine automotive 2026 all’1-3%, per Volkswagen si parla di 100mila tagli e l’export è sceso al 32,4% della produzione europea, sotto il terzo che per anni era la norma.
Le agitazioni sociali che scuotono l’Europa, danneggiano tutto il tessuto produttivo: se si chiuderanno con riflessioni e scelte politiche all’altezza, il passo di lungimiranza sarà dare pace ma anche ossigeno a un settore che ha ancora molto da dare, a Paesi come l’Italia con filiera, attori e mercato di buon livello. Altrimenti – ma confidiamo di no, credendo anche in una proficua “convivenza europea” di attori globali – la miopia avrà dei nomi: quelli di chi ha lasciato erodere le fondamenta della stagione migliore.
Per gli obiettivi 2030 la quota delle elettriche deve più che raddoppiare, avverte l’ACEA. Le flotte, che rinnovano le auto in media entro quattro anni, sono una leva rapida per riuscirci, e puntano su ecologia, efficienza e, per fortuna, anche soddisfazione delle persone.
In questo numero autunnale, verso i MissionFleet Awards, il Cruscotto racconta il mercato, il Focus la ricarica, l’Osservatorio i prezzi, lo Speciale l’industria; interviste, anteprime e prove su strada, il lavoro di tanti fornitori e manager (dove si può trovare, ancora oggi, spazio di soddisfazione).
Oltre che in distribuzione agli abbonati, il numero 5 2026 di MissionFleet – la rivista dell’auto aziendale – è anche sfogliabile online sul nostro sito.












