Modifiche al codice della strada

Modifiche al Codice della Strada, patente digitale e 150 km/h in autostrada

Dal governo e dalla UE potrebbero arrivare novità relative al CdS, soprattutto per quanto riguarda i 150 km/h in autostrada e il documento digitale

Il governo è alle prese con alcune modifiche al Codice della Strada, soprattutto per quanto riguarda i limiti di velocità.

Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha infatti detto di voler intrudurre alcune novità, come il limite di 150 km/h in autostrada. Un limite, peraltro, già presente nell’articolo 142 del CdS che dà facoltà ai gestori di metterlo in pratica a loro discrezione.

Il testo parla chiaro: “…Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocita’ fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato…”.

E su quest’ultimo punto si è espresso il responsabile del dicastero, aprendo alla possibilità di aumentare i limiti senza attendere il via libera di Autostrade per l’Italia.

[Leggi dell’iscrizione dei veicoli esteri secondo il CdS]

In crescita il numero dei decessi sulle strade

«Oggi su certe tratte il limite a 150 non è un problema. Il problema sono le strade extraurbane» spiega il leader della Lega, aggiungendo che 200 morti sulle strade tra gennaio e febbraio sono troppi. Salvini ha anche aggiunto che su certe strade i limiti potrebbero essere aumentati mentre in altri diminuiti.

Considerando l’intera Unione Europea e l’intero 2022 sulle strade sono morte 20.000 persone, di cui 1.489 in Italia (+11,1% sul 2021). E a proposito di Europa, le modifiche al Codice della Strada arrivano anche da Bruxelles, che vuole introdurre alcune novità.

La prima riguarda la patente di guida: nell’immediato, i documenti in scadenza dovrebbero essere sostituiti con la patente digitale, utilizzabile anche attraverso il proprio smartphone. Oltre naturalmente in formato tessera, sul modello delle nuove carte d’identità.

Il vantaggio? Procedure burocratiche più semplici in fase di rinnovo o di sistituzione. Se dovesse passare la proposta della Commissione Europea, si potrebbe guidare già a 17 anni, anche se con accanto un patentato maggiorenne. Una volta superati gli esami di guida, la patente vera e propria arriverebbe in occasione del 18° anno compleanno.

La patente digitale dovrebbe rendere più facile rintracciare – e perseguire – gli automobilisti che hanno compiuto infrazioni stradali all’estero. Oggi, infatti, la riscossione di 4 contravvenzioni su 10 compiute in un paese straniero risulta impossibile.

Modiche al codice della Strada, il nodo del riutilizzo dei proventi delle contravvenzioni

C’è poi il nodo di come le autorità riutilizzino i proventi derivanti dalle contravvenzioni. L’attuale CdS è molto chiaro in questo, anche se da più parti sorgono dei dubbi sulla sua reale applicazione.

Gli articoli 12 bis e 12 ter del suddetto articolo 142 dicono che “I proventi delle sanzioni derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità … sono attribuiti, in misura pari al 50% ciascuno, all’ente proprietario della strada su cui è stato effettuato l’accertamento o agli enti che esercitano le relative funzioni e all’ente da cui dipende l’organo accertatore”.

E poi: “Gli enti destinano le somme derivanti dai proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie alla realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali. Ivi comprese la segnaletica e le barriere…e le spese relative al personale”.

Una curiosità: in attesa delle modifiche al Codice della Strada, la città che più di ogni altra nel 2021 ha incassato dalle contravvenzioni è Milano con 102,6 milioni di euro. Al secondo posto Roma, con 94,1 milioni. Più distaccate Torino e Bologna, con 41,5 e 37,6 milioni.

Considerando solo gli autovelox: Milano 13 milioni di euro, Torino 5 milioni, Bologna 4,8 milioni, Roma 4,6 milioni, Napoli 27.000. Spicca il dato di Bari, che ha incassato zero euro con gli autovelox.

Nonostante l’obbligo di legge, circa un terzo dei comuni italiani non ha comunicato al governo l’ammontare dei proventi delle contravvenzioni stradali.

Come vengono spesi gli introiti? In base a quanto comunicato, Milano utilizza 22 milioni di euro per la manutenzione e l’educazione stradale mentre 11 milioni alla sostituzione dei segnali. Roma ha utilizzato 10 milioni per l’illuminazione pubblica, cifra simile a quella destinata al fondo di previdenza e assistenza integrativo del corpo di polizia.

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