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Noleggio e mobilità condivisa nel Rapporto Aniasa 2020

Noleggio e mobilità condivisa incassano lo “tsunami Coronavirus”. Così lo ha chiamato il presidente Massimiliano Archiapatti stamane durante la presentazione del 19° Rapporto Aniasa: «Il Covid19 ha avuto un impatto drammatico per il nostro settore, non comparabile ad eventi del recente passato e dopo una crescita costante dal 1995 al 2019. Oggi avviene una battuta d’arresto dell’autonoleggio che insieme al car sharing aveva preso piede nei consumi. Ma ritorneremo a questa corsa». Il 2019 si chiude con 7 miliardi di fatturato complessivo, una flotta di tutti Euro 6 (1,2 milioni di veicoli), 11 miliardi il valore delle 517mila immatricolazioni, 150mila aziende clienti del Nlt e 2 miliardi di contributi all’Erario. L’incidenza sul mercato automobilistico è pari al 25%. Oggi, il brusco azzeramento.

Noleggio e mobilità condivisa durante il lockdown

Dai dati raccolti da Fleet & Mobility per conto di Aniasa, tra marzo e maggio l’impatto del Coronavirus ha oscillato tra l’azzeramento e il -80% dei fatturati.

Nel dettaglio: del 76% la riduzione del fatturato del car sharing seppur con una flotta in aumento del 2%. Nel breve termine, il giro d’affari crolla del 70%, con un numero di giorni di noleggio a -56%.

Per il noleggio a lungo termine si è verificata l’estensione media dei contratti e nel complesso immatricolazioni a -84% con un impatto di 3,1 miliardi in meno per le case automobilistiche.

L’erario perde un miliardo

Nel trimestre marzo-aprile-maggio gli acquisti di auto dal noleggio e mobilità condivisa si sono bloccate. In 90 giorni si sono perse 155.000 nuove auto e veicoli commerciali. Per un valore di 3,1 miliardi di euro e quasi 1 miliardo di entrate per l’erario in meno tra Iva e tasse varie.

Il Governo non reagisce

Nota dolentissima per il Nbt legato al turismo. La stima è di perdere quest’anno 46 miliardi dai noleggiatori italiani e altri 20 dagli stranieri.

Nota ancora peggiore: il Governo non reagisce agli appelli delle associazioni dell’automotive. Restano ancora inevase le richieste di ri-allineare la fiscalità dell’auto aziendale ai Paesi europei. Così come di ampliare l’ecobonus oltre auto ibride e plug in. E ancora, nessuna manifestazione certa sul superammortamento.

«Purtroppo è molto difficile il rapporto con le istituzioni – argomenta Archiapatti-. Continuiamo a vedere segnali non incoraggianti. In tema di sostenibilità si parla di biciclette e monopattini quando sappiamo che la media di chilometri percorsi in un giorno è di 25 km per gli italiani. Il “partito anti-auto” ha ancora un numero consistente di sostenitori. Ricordo due elementi concretizzati che stanno creando problemi al noleggio e ai clienti aziendali: il bollo con un trasferimento di onere da proprietario a utilizzatore e il secondo le multe con Comuni che arrivano al paradosso di notificare sia al guidatore sia al proprietario la stessa sanzione. Dalle istituzioni riceviamo posizioni dogmatiche. Diventa complicato gestire questa situazione».

Tra le misure sull’automotive, Aniasa ha proposto di incentivare l’acquisto di auto usate Euro 6 con la formula del credito d’imposta e dell’esenzione delle tasse regionali e dell’Itp. Così da spronare anche coloro che stanno rimandando l’acquisto di un mezzo. « Toglierebbe di torno il 30% dei veicoli Euro 4».

Approfondisci sulle misure suggerite da Aniasa.

Al lavoro sugli emendamenti del Decreto Rilancio

Non risultano tavoli imminenti per riaprire queste questioni, ma Aniasa spiega di stare lavorando agli emendamenti del Decreto Rilancio che va convertito in legge entro il 18 luglio. In questa settimana si tengono le votazioni delle proposte di modifica, sembra circa ottomila. Il testo emendato deve essere ri-letto da lunedì 29 giugno alla Camera.

Archiapatti: «Crediamo sia assolutamente necessario muoversi, in ogni sede possibile abbiamo sollevato l’amarezza di non essere citati nel Decreto Rilancio. Dovevano esserci altri tavoli, partiti con buona iniziativa del ministro Patuanelli, poi si sono spenti. Stiamo lavorando sugli emendamenti per portare benefici sul settore. Tra turismo e automotive non sappiamo quale sia quello più dimenticato».

Scarica qui il Rapporto Aniasa 2020 con la raccolta dati 2019.

Analisi Bain & Company

Come riprenderà la mobilità urbana post Coronavirus? Risponde un’analisi di Bain & Company: meno spostamenti e in auto privata. Tre fattori impattano su queste decisioni  e sono lo smart working, la paura di contagi e le difficoltà economiche. L’effetto interessa sia i noleggi, sia l’auto privata e anche il trasporto pubblico locale, perciò le aziende municipalizzate che lo operano.

Di mille intervistati, la metà del campione sostiene di tornare alle abitudini precedenti non prima di sei mesi. Il 20-30% addirittura oltre un anno per riprendere la mobilità pre Covid19, tra mezzi pubblici e auto privata. L’aspettativa è pensano di trascorrere almeno metà della settimana al lavoro da casa.

Spiega il partner di Bain & Company, Gianluca Di Loreto: «L’auto privata torna protagonista e il trasporto pubblico rimane al palo: a giugno la prima è già tornata ai livelli pre lockdown in fatto di utilizzo. Tuttavia il 24% ha già rinunciato all’acquisto dell’auto oppure l’ha posticipata (60%). L’incertezza economica è la prima causa, mentre 1 su 4 attende la diminuzione dei prezzi. Se l’aspetto economico è principale, unitamente alle previsioni di recupero di Pil, del reddito delle famiglie e della loro spesa, prima del primo trimestre 2021 non vedremo la luce in fondo al tunnel».

Che ne sarà della formula mobility as a service? «La migrazione dal prodotto al servizio si accentuerà, a condizione che continuino gli investimenti sul digitale. Senza confondere un acquisto online con una esperienza digitale dell’intero percorso e-commerce», conclude Di Loreto.

Il Rapporto Aniasa 2019 (su dati 2018) ve lo abbiamo spiegato qui.

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