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Autonoleggio: ecco l’Italia dell’auto on demand

Con un milione e 92mila veicoli tutti Euro 6 in flotta, l’autonoleggio e il car sharing rappresentano quel “settore solido” della smart mobility che stanno disegnando un’Italia di driver on demand. Ieri Aniasa ha presentato lo studio sul mercato del noleggio e la condivisione dell’auto con i dati 2018, questi i numeri significativi: 6,8 miliardi il fatturato che cresce ancora a doppia cifra (del 10%) ma abbandona il galoppo tenuto fino a giugno dello scorso anno; le immatricolazioni vedono 482mila mezzi (sia auto sia Lcv) e valgono 8,7 miliardi, il che fa della smart mobility un’opzione per un italiano su 4; il lungo termine tiene testa con 5,5 miliardi di fatturato e 905mila veicoli, andando a soddisfare le esigenze di 77mila aziende e 2mila900 enti della PA.

“Il 2019 si presenta con una flessione di immatricolazioni del 14% nel primo trimestre, ma il fatturato tiene (+9%) – osserva il presidente di Aniasa, Massimiliano Archiapatti -: il noleggio si consolida come soluzione di mobilità per molti italiani, sia privati sia aziende, in particolare vediamo l’espansione del car sharing”. La condivisione dell’auto è la scelta di un milione e 800mila persone iscritte alle svariate proposte sul mercato, di essi però sono 640mila quelle attive. Milano e Roma i grandi centri dove questo avviene con regolarità per 9,5 milioni (80% del mercato) di ‘condivisioni’, che Aniasa chiama noleggi tout-court. Gli incrementi di questi valori fanno comprendere quanto sia un settore in auge: +36% il numero degli iscritti, una flotta di 6mila600 unità stabile. Uomo, 35enne e utilizzatore nella fascia pre-serale dalle 16 alle 19 il profilo dell’utente-tipo.

Leggi qui “Gli Italiani preferiscono il noleggio”.

Autonoleggio, i numeri

  • 5,3 milioni i contratti del noleggio a breve termine
  • 12 milioni i contratti del car sharing
  • Rete assistenza: 30mila officine

Focus aziende

Il noleggio a lungo termine rimane la formula prediletta per le flotte aziendali, ma si fa strada il mid-term che prevede contratti della durata di qualche mese. “E’ certamente un effetto della percezione di non convenienza rispetto all’acquisto – conferma Archiapatti -, faccio l’esempio di una impresa alberghiera soggetta a stagionalità che intende offrire un servizio di mobilità ai propri clienti senza impegnarsi nel possesso”. Ma la novità significativa è rappresentata dal fatto che il NLT raggiunge i privati, automobilisti senza partita Iva: sono 40mila i contratti targati 2018 che arriveranno a 50mila e più nel corso di quest’anno.

Autonoleggio: i 4 punti della To do list

In uno scenario florido non mancano le criticità, a cominciare da un Codice della strada da rinnovare. Aniasa invita ad accelerare l’aggiornamento, sospeso al 1992 quando le vetture a noleggio erano 31mila, mentre quest’anno diventeranno un milione 120mila. Promuovere il rinnovo del parco circolante italiano è l’altro must nella lista, così come il sostegno alla diffusione delle alimentazioni green, cui l’autonoleggio peraltro contribuisce alquanto, contando oltre la metà dei veicoli elettrici immatricolati nel Belpaese. Infine, il neo delle multe. Un argomento delicato perché la Cassazione ha ‘violato’ il tema della responsabilità personale consentendo a un Comune italiano di rivalersi sulla società di autonoleggio non potendo rintracciare il driver.

Deducibilità Iva auto aziendali

“Lascia particolarmente delusi la recente e ulteriore richiesta dell’Ue di tenere fermo al 40% per altri tre anni il regime di detraibilità dell’Iva per le auto aziendali – conclude Archiapatti -, una nuova beffa per le aziende che si devono misurare con la competizione europea, agevolata dalla detraibilità al 100% oltre che dalla maggiore deducibilità dei costi di mobilità”. La normativa fiscale per le auto aziendali in questo senso non è in equilibrio rispetto ad altri stati dell’Unione, un esempio: in Germania le aziende deducono il 100% i costi di mobilità mentre in Italia del 19%.

Alimentazioni, il diesel vince

Il diesel rimane l’alimentazione leader nel noleggio, complessivamente. Il 70% delle immatricolazioni appartiene a quest’alimentazione. Sono invece 33mila le auto elettriche, con una incidenza che sale al 7,5%, il doppio del 2017. Le motorizzazioni a benzina scendono dal 17 al 15% perdendo due punti percentuali. Le ibride incrementano del 142% e arrivano al 6% del totale acquisti. Il gasolio rimane la scelta più vantaggiosa considerato che le percorrenze delle flotte sono elevate, tra i 26 e i 28mila chilometri all’anno, conclude il 18esimo Rapporto di Aniasa.

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