Una vettura elettrica formato SUV, aziendale, di alta prestazione ma anche massima sicurezza e con feeling europeo, nonostante una pertinenza industriale cinese? La Polestar 3 è sul mercato italiano dal 2024, oggetto di aggiornamenti recenti. Per le flotte che apprezzano le elettriche premium è un modello pop-up: marchio svedese del gruppo Geely, con le premium europee come riferimento. Come rivale c’è anche la Tesla Model Y, di cui abbiamo già scritto a lungo. La Polestar 3 si distingue però nella qualità costruttiva, nelle prestazioni dinamiche, con feeling di guida europeo, nel massimo comfort e nella ricchezza, anche lussosa, delle dotazioni.
Rispetto alla Polestar 4, che abbiamo provato nel 2025 in versione top di gamma, la 3 guidata quest’anno è meno ricercata per certi elementi di design e nelle dotazioni, forse anche più semplice da approcciare. È anche più capiente della Polestar 2. Sul fronte sicurezza Euro NCAP l’ha nominata miglior executive car del 2025: cinque stelle, 87% complessivo, con 90% adulti, 93% bambini, 79% utenti vulnerabili e 83% assistenze alla guida.
La versione che abbiamo guidato
Abbiamo guidato la Long Range Single Motor, ed è piaciuta molto: forse la più coerente con il progetto della Polestar 3 per il mondo fleet. Ha trazione posteriore e 220 kW (299 CV) e 490 Nm, batteria da 111 kWh, ricarica DC fino a 250 kW (10-80% in circa 30 minuti), 0-100 km/h in 7,8 secondi e 180 km/h di velocità massima. Polestar dichiara un’autonomia fino a 706 km WLTP. Il listino italiano al lancio era di 85.900 euro. La Single Motor ha un assetto passivo con ammortizzatori a molle, equilibratissimo, mentre le dual motor hanno sospensioni pneumatiche, ancor più evolute. Esiste quindi una versione “top” vlendo: al lancio la gamma includeva la Dual Motor da 489 CV (92.900 euro) e la Performance Pack da 517 CV (99.900 euro). Qui parliamo solo della Single Motor.

Polestar 3 fuori e dentro
La Polestar 3 è ricca di aiuti alla guida e di dettagli che colpiscono avvicinandosi. Le personalizzazioni sono ovunque, in ogni particolare visibile. Ci sono grandi cerchi con pneumatici dedicati nelle giuste proporzioni, senza esagerare in delicatezza dei profili. Oltre alla card e al telecomando, è possibile sbloccare l’auto con lo smartphone tramite la utilissima app.
A bordo, lo spazio è più che adeguato per i cinque occupanti. L’accesso al bagagliaio è molto comodo, anche se la tendina impone un profilo di carico un po’ contenuto rispetto a certa concorrenza. Sono però ben comodi il doppio fondo e il frunk anteriore. La seduta è confortevole e l’abitacolo silenziosissimo, e questo valorizza i contenuti multimediali. ‘Il sistema ruota intorno a un display centrale da 14,5 pollici e uno da 9 dietro al volante, oltre a HeadUp, se gradito. Sui comandi, l’impronta è moderna e ricca. Alcuni sono digitali, soprattutto a sfioramento sul volante, richiedono un po’ di apprendimento ma poi gratificano: una volta capite, però, le funzioni risultano più semplici e meno articolate di certa produzione cinese o americana.
Come va la Polestar 3
Nonostante il peso, dichiarato tra 2.403 e 2.470 kg, e un passo di 2.985 mm, la Polestar 3 si conduce con facilità e grande precisione. La sua prestanza non mette mai in crisi un’impostazione telaistica finemente centrata, come quella delle sorelle già apprezzate. Non è fulminea come la Dual Motor, ma ha un potenziale ben superiore alle necessità dell’uso normale e al codice stradale. Gli ADAS sono ampi e si richiamano dal menu touch. Le regolazioni dinamiche sono poche: tre livelli per sterzo e frenata. Con questo assetto passivo non siamo mai arrivati a sfiorare i limiti reali.

Consumi e ricarica
I consumi non sono da record, salvo calibrare bene il pedale destro. Nel nostro uso, tra città, montagna, autostrada e a pieno carico, siamo stati tra 16 e 20 kWh/100 km. È in linea con i dati di lancio per la Single Motor, tra 18,9 e 20 kWh/100 km in via preliminare, certo se si chiede tutto quanto sa dare i valori salgono.
Con 111 kWh il conto porta, sulla carta, a oltre 500 km in ogni caso, una stima ottimale oggi giorno. Il record Guinness a 12,1 kWh/100 km (935,44 km con una carica in 22 ore e 57 minuti) è stato ottenuto da professionisti dell’efficienza, quindi non è un riferimento per l’uso aziendale nostrano.
L’autonomia è sempre adeguata a ogni tipo di uso, dicevao, con una ricarica DC che non delude. La scheda parla di 250 kW, noi ci siamo avvicinati ai 200 kW, con la facilità del Plug&Play. Per le trasferte poi, c’è Polestar Charge, incluso con l’auto: secondo Polestar dà accesso a oltre 1,25 milioni di punti in Europa (compresa la rete Supercharger) con piani opzionali che per pochi euro, generano ottimi sconti.

In flotta
Per le flotte BEV premium la Polestar 3 è un’ottima scelta, non per tutti, dato l’onere d’acquisto. Anche se le aziende possono dialogare e direttamente con il reparto fleet della Casa, che offre anche valida assististenza da una rete in crescita, anche grazie al legame con il mondo Volvo. Con l’arrivo della MY2026, ordinabile da 83.600 euro, per la Rear motor, si aggiungono l’architettura a 800 V con ricarica DC fino a 350 kW, il software Breathe Charge, un nuovo motore posteriore e fino a 500 kW di potenza di sistema (nella Performance). Cambia anche il processore, ora NVIDIA Orin. Merita un posto nella car list aziendale, a fianco di altre premium del segmento. E merita gli apprezzamenti di chi ama guidare ma anche rilassarsi e fidarsi di Adas e programmazione soste ricarica: dà soddisfazione anche con un veicolo di queste dimensioni, senza invidiare nulla alla concorrenza, anche con velleità sportive.
Scheda Tecnica Breve – Polestar 3
Versione in prova: Single Motor MY25
Potenza: 220 kW (299 CV), 490 Nm
Batteria: 111 kWh
Autonomia: 706 km WLTP
RIcarica: DC 250 kW
Prestazioni: 0-100 in 7,8 s
Massa: 2.403-2.470 kg
Passo: 2.985 mm




















