AutoGallery

Proace City Toyota inaugura la rete dei concessionari Professional

Con Proace City, Toyota punta al raddoppio nel mercato delle flotte e lancia il promesso terzo brand oltre che una rete di concessionari dedicati agli Lcv. E’ Toyota Professional a rappresentare l’asso nella manica della casa giapponese all’alba della ri-partenza dell’automotive, che proprio nei veicoli commerciali leggeri vede il ramo dell’industria più operativo di ogni altro durante il lockdown.

«L’inizio delle vendite del nuovo furgone compatto è molto importante perché introduce un nuovo pilastro (gli Lcv, ndr) andando ad affiancarsi alla road map dell’elettrificazione, che per Toyota comprende anche l’idrogeno – esordisce Massimiliano Loconzolo, fleet & used senior manager di Toyota Italia -. I veicoli commerciali avranno un peso del 10% in Europa, complessivamente prevediamo un calo di vendite del 25% nel 2020, tuttavia nei primi giorni di maggio ci sono arrivate richieste di immatricolazioni, immaginiamo dai settori food and beverage».

Approfondisci in questo articolo sull’offensiva LCV di Toyota., presentata l’anno scorso.

Toyota Professional con 36 concessionari

Con l’arrivo di Proace City, la casa conta di soddisfare il 70% di un mercato che tra i competitor trova Berlingo di Citroen. Precedentemente, con il pick up Hilux soddisfaceva il 24%. Loconzolo: «La nostra proposizione per le flotte aziendali si amplia e lo fa differenziandosi attraverso i contenuti: vogliamo rafforzare le vendite con la rete dei concessionari, 36 dei quali sono stati selezionati per l’offerta di Toyota Professional. Dunque, non solo vendita, ma assistenza alle imprese».

Toyota intende realizzare l’80% dei volumi con i dealer specializzati, che vengono affiancati da 8 venditori specialisti del mercato flotte.

In particolare, il programma di manutenzione è il medesimo delle vetture, replicato sugli Lcv. Con garanzia per 5 anni e 200mila km. Un altro plus sono gli Adas già dall’entry level. E per chi prenota online c’è uno sconto extra di 500 euro. Il prezzo di lancio parte da 11.400 euro (Iva e Mss escluse) e per il 7 posti Proace City Verso da 17.150 euro. Le formule di noleggio a lungo termine prevedono, nella fase di promozione alle vendite inziale, di pagare la prima rata nel 2021.

Proace City Verso a 7 posti

Proace City in versione Van e passeggeri

Nato dalla partnership con il Gruppo Psa, il nuovo furgone compatto di Toyota si presenta in due versioni, la Van e quella passeggeri. Proace City va ad affiancare l’omonimo di medie dimensioni e il già citato pick up Hilux. Vediamo le caratteristiche tecniche, studiate per soddisfare aziende e liberi professionisti. In due propulsioni, benzina e diesel.

Le lunghezze sono due, in entrambi i casi. Una corta da 4,4 metri e la lunga da 4,7. La versione passeggeri sarà disponibile con 5 e 7 sedili su entrambe le varianti. Le capacità di carico sono pari a un volume massimo di 3,7 m3 (versione short con smart cargo) e 4,3 m3 (long con smart cargo). Lo smart cargo permette di ottenere spazi ulteriori, ad esempio sotto il sedile passeggero, oppure un tavolo per lavorare, abbassandolo.

«Nella versione corta, Proace City è l’unico a caricare due Euro pallet», dicono da Toyota.

La portata utile disponibile sulla versione lunga, pari a una tonnellata, si attesta come una delle migliori della categoria. Il nuovo furgone rimorchia masse fino a 1.500 chilogrammi. Al posteriore, la versione Van prevede di serie 2 porte asimmetriche, mentre la versione passenger una singola con apertura verticale finestrata.

Tecnologia a bordo

Come dicevamo all’inizio, il Van è il primo del segmento ad essere dotato di svariati sistemi di sicurezza passiva e attiva standard su tutti e tre gli allestimenti (City, Comfort, Ground). Altrettanti per Proace City Verso, che come detto è il furgone da 7 posti, negli equipaggiamenti Lounge, Executive e Luxury.

Disponibili di serie (sul City) sono il pre-crash, road sign assist, lane keep assist, cruise control ed un coffee cup warning, funzionalità pensata per consigliare al conducente di prendersi una pausa dalla guida dopo un lungo periodo al volante.

Il secondo equipaggiamento (Comfort) include inoltre l’automatic high beam, sway warning, il nuovo road sign assist e il blind spot monitor. Infine, il terzo (Ground) e più completo, per chi frequenta strade dissestate, prevede anche l’adaptive cruise control.

Tutti i modelli sono equipaggiati con la funzione eCall, che contatta automaticamente i servizi di emergenza in caso di incidente.

In tema di connettività, Proace City ha un display touchscreen da 8 pollici che consente di accedere allo smartphone sia Apple sia Android. Oltre a navigatore e servizio online, comandi vocali, mappe 3D e informazioni sul traffico. Dietro c’è una telecamera con visione a 180°. Il blind spot monitor consente al conducente di cambiare corsia in tutta sicurezza, rilevando le automobili presenti nell’angolo cieco, attivando un alert sul display del sistema audio. Il monitoraggio circostante è garantito da altre telecamere e da un display al posto dello specchietto retrovisore interno.

Una novità: il Van è dotato di un indicatore di pressione degli ammortizzatori. Essa avvisa se si raggiunge il 90% del carico massimo, visualizzando un alert all’interno del quadro strumenti.

Proace City

La gamma Proace City

Un futuro elettrico per Proace City?

Perché no. Per la casa che nell’ibrido ha giocato una partita d’attacco e che mixa l’elettrico con l’idrogeno, il furgone compatto a emissioni zero potrebbe arrivare in Italia nel 2021, ma solo per il Van e non subito sulla versione passeggeri. In Olanda, Svizzera e Norvegia viene già commercializzato.

Intanto, l’attenzione delle grandi aziende sull’elettrico non scema.

«Con le grandi flotte stiamo cominciando a parlare di elettrico in linea generale – conclude Loconzolo -, Enel e Telecom ad esempio hanno esigenze di questo tipo per gli spostamenti nei centri urbani. Cominceremo a quotargli i nostri EV. Occorrerà constatare se l’autonomia dei veicoli risponderà alle loro necessità».

Le aspettative di quest’anno sono suddivise in tre aree, fa capire il manager.

Quella del noleggio a breve termine completamente azzerata, sia per turismo sia per business con player che incassano la riduzione del 50% di vendite. Invece nel Nlt, le grandi flotte aziendali hanno continuato a lavorare sul rinnovo e hanno ordinato. Infine le Pmi e i liberi professionisti che hanno un approccio similare a quello del mercato auto dei privati. Per Loconzolo, gli ultimi due canali dovrebbero registrare una flessione nell’ordine del 10-15% ciascuno.

mobilità
Precedente

Una nuova mobilità tra smart working e social distancing

filiera dell'auto
Successivo

Filiera dell'auto in crisi, Aniasa avverte di segnali positivi dal governo