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Riformulata la tassa sull’auto aziendale 2020

  

Nel weekend è stata fatta chiarezza sulla tassa sull’auto aziendale 2020. Giovedì scorso, la notizia dell’aumento al 100% aveva scatenato immediatamente la reazione delle associazioni di categoria, perciò il ministro Roberto Gualtieri, all’Economia e finanze con il Governo Conte II, ha dovuto riferire con più precisione dell’aggiustamento.

Mentre si è sollevato il dibattito politico, tra petizioni e raccolte di firme, mea culpa del Movimento 5 Stelle che si è trincerato dietro una ‘scrittura mal impostata’ della norma, veementi attacchi da parte dei partiti di destra, la tassazione è stata rivista ancor prima di arrivare in Parlamento per la discussione.

Si pensa anche a rimandarla al 2021. Ma resterà, in quanto è un benefit finanziato dallo Stato e risponde a motivi di equità fiscale, oltre che a ragioni legate all’ambiente.

In ogni modo, l’aumento si ipotizza che riguardi automobili in dotazione dopo l’approvazione della manovra.

In estrema sintesi:

non tocca auto ibride ed elettriche (la quota Irpef rimane del 30% del valore convenzionale) né i mezzi commerciali;

-il prelievo aumenta dal 30 al 60% per vetture inquinanti sopra i 160 grammi per chilometro, peraltro già oggetto di ecotassa.

Tassa sull’auto aziendale 2020 in linea con manovra ambientalista

In una intervista al Corriere della Sera, il viceministro all’Economia Antonio Misiani ha chiarito che la modifica è stata apportata in virtù dello spirito ambientalista della manovra. Ha aggiunto che c’è ampia disponibilità a discutere con le imprese per verificare altre incongruenze.

Vero è che se oggi le forze politiche si scatenano contro la supertassa dell’auto aziendale lo fanno in ritardo. Infatti, hanno approvato una Legge di Bilancio con il consenso unanime di coloro che sostengono l’attuale Governo Conte II.

1.500 euro l’aumento medio del reddito imponibile del dipendente

Mentre i giornali fanno ipotesi sull’impatto in termini di migliaia di euro sul reddito imponibile dei dipendenti aziendali che beneficiano del fringe benefit in oggetto, gli uffici del Ministero precisano sul valore. Misani asserisce che si valuta in 1.500 euro l’aumento medio per la nuova tassa sull’auto aziendale. Dimezzato rispetto all’ipotesi iniziale del 100% su tutti i veicoli.

“Si è scelto un intervento selettivo perché i veicoli diesel o benzina verranno considerati sull’imponibile per il 60% del valore convenzionale chilometrico, una percentuale allineata alla media dei Paesi Ocse”, conclude il viceministro.

Hai mai visto il MEF (ministero dell’Economia e delle Finanze)? Qui si decidono i bilanci economici del nostro Paese.

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