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Supertassa sull’auto aziendale, due milioni di lavoratori colpiti

Lo spettro della supertassa sull’auto aziendale prende vita con la bozza della Legge di bilancio 2020. Il disegno approvato dal Consiglio dei Ministri a metà ottobre verrà discusso in Parlamento con il consueto animato dibattimento nelle prossime settimane, ma ha già cominciato ad occupare le prime pagine dei giornali e scatenato le polemiche.

Le associazioni di categoria come Aniasa e Unrae hanno definito la proposta un “atteggiamento miope” da parte della politica, verso un settore trainante come quello dell’automotive, soprattutto oggi che allo stallo delle vendite corrisponde l’urgenza del rinnovo del vetusto parco auto italiano. Inoltre, il comparto delle company cars vale il 40% delle nuove immatricolazioni, una quota significativa di cui i costruttori hanno assolutamente bisogno per affrontare gli investimenti nell’innovazione non più rimandabili.

Tra dietrofront sull’aumento del diesel, tasse sulla plastica e sugli zuccheri, la bozza di legge ha triplicato la tassazione dell’auto concessa in uso promiscuo  (sia per lavoro sia personale) ai dipendenti delle aziende.

Dal 1° gennaio 2020, la gabella passa dal 30% al 100%, come noto calcolata sul costo chilometrico stabilito sulla base delle Tabelle Aci (approfondisci qui sulle Tabelle Aci 2019).

La tassa al 30% rimarrà in vigore per i mezzi assegnati in uso promiscuo ad agenti rappresentanti di commercio.

Supertassa sull’auto aziendale, un esempio

La stangata pesa 513 milioni di euro e coinvolge due milioni di lavoratori italiani. L’esempio riportato dagli organi di stampa riguarda una base imponibile del reddito da lavoro di 40mila euro l’anno sulla quale il dipendente pagherebbe 2mila euro di tasse in più per una Fiat Punto 1.4. In caso di auto ibride oppure elettriche, la proposta di legge non fa distinzione.

Approfondisci qui sull’Indagine retributiva 2019 di Assolombarda sul benefit più desiderato.

I dipendenti useranno la propria auto

Il presidente di Unrae, Michele Crisci dichiara al Il Sole-24 Ore che questa legge farà diminuire il parco auto aziendale del 70-80% e i lavoratori preferiranno utilizzare la propria auto, addebitando i chilometri percorsi per lavoro alla società.

Da notare che Il Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli aveva tenuto lo scorso 18 ottobre un tavolo di confronto sul settore automotive cui era presente anche FCA, che oggi ha confermato le trattative per la fusione con PSA. Il dicastero aveva fatto sapere di volere “individuare i migliori strumenti per rilanciare il comparto, anche attraverso le opportunità messe a disposizione dalla mobilità ecosostenibile”. Evidentemente, le idee non sono proprio chiarissime.

Per Aniasa un colpo letale

“Così si uccide il settore dell’auto e si penalizzano i lavoratori”, è il commento dell’associazione confindustriale guidata da Massimiliano Archiapatti.

“Il Governo che, a parole con il Tavolo sull’Auto, dichiara di voler supportare la filiera delle quattro ruote, ne sta determinando il collasso. Siamo scioccati da questo atteggiamento schizofrenico che conferma i timori di un’attitudine antindustriale che sembra animare le scelte di questo Governo”, è il piccato commento di Aniasa di cui riportiamo a seguire il testo per esteso.

La nota di ANIASA: intervento alla Corte EU per Iva equiparata

La supertassa sull’auto aziendale è una misura assurda anche da un punto di vista concettuale, si tassa non solo l’uso privato dell’auto (che già lo è), ma quello lavorativo. Produci fatturato per l’azienda? Sostieni la produzione e il benessere aziendale? TASSATO!

Inoltre, se da una parte con l’annuncio del taglio del cuneo fiscale si vogliono aumentare i soldi in busta paga, dall’altra, con queste misure, si generano pesanti ripercussioni sulle politiche retributive di centinaia di migliaia di aziende di ogni settore.

Si colpiscono tutti i lavoratori che utilizzano questi veicoli, tassando perfino i chilometri percorsi per necessità di lavoro.

Per non parlare dell’imponente impatto sulle minori entrate di gettito fiscale generate dal settore.

Sulla complessiva flotta di veicoli in noleggio a lungo termine più della metà sono veicoli di piccola e media cilindrata e tutti i veicoli sono Euro 6, ibridi o elettrici. Il pesante e negativo impatto riguarda, quindi, il fronte delle emissioni.

In questo modo si rendono ulteriormente gravosi i costi di mobilità e trasporto delle imprese italiane, già penalizzate da una disequilibrata fiscalità rispetto ai competitor europei, rendendo a questo punto inevitabile il ricorso in Commissione Europea per l’immediata applicazione della Sentenza di Strasburgo sull’equiparazione dei regimi Iva.

In Europa le tasse sull’auto realizzano 428 miliardi di euro di gettito, approfondisci in questo articolo.

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