AutoDura Lex

Auto aziendali: tutti uniti per l’IVA detraibile al 100%

  

Auto aziendali e IVA detraibile al 100%: per le imprese italiane è un fattore sempre più pesante da digerire il fatto di non averne la possibilità. Come noto, in Italia soltanto il 40% dell’IVA è scalabile. Questo dato di fatto rappresenta un ostacolo per molte società e, come hanno spiegato diversi esperti del settore, portare la quota al 100% significherebbe dare una notevole spinta al mercato dell’auto. Precisamente, secondo Leaseplan varrebbe un mese di immatricolazioni in più, come vi abbiamo scritto in questo articolo.

Missionline.it ha sondato con Asconauto e Federauto i vantaggi di una mossa politica molto attesa e di cui, dall’autunno, si potrebbero ‘scaldare i motori’ dell’associazionismo.

Auto aziendali e IVA detraibile al 100%

Fabrizio Guidi

“La detraibilità dell’IVA al 100% per aziende e professionisti in passato ha sempre dato i suoi frutti – ricorda Fabrizio Guidi, presidente Asconauto -. Ogni due/tre anni stimolava un giro di acquisto di vetture nuove e immissione di vetture usate, ben tenute, fresche che generava un flusso economico positivo per le entrate pubbliche e migliorava la qualità del parco auto. Poi fu, scioccamente, ridotto al 40%”.

Non solo. Anche sulla deducibilità degli ammortamenti delle auto aziendali ci sono limitazioni. In Italia la quota ammortizzabile è di solo 3.615 euro. In Germania, Spagna e nella maggioranza degli altri paesi della Ue è invece ammortizzabile l’intero costo sostenuto.

Domanda: si può mettere un freno a tutto ciò?

Auto aziendali e IVA detraibile al 100%, stop alla deroga

Il vice presidente del Consiglio Matteo Salvini si è impegnato per il Governo a rinunciare con la Finanziaria del prossimo anno alla proroga dell’indetraibilità dell’IVA per le auto acquistate da aziende e professionisti: un’azione che punta ad eliminare la grave disparità con gli altri paesi dell’unione europea.

La detraibilità dell’IVA sulle auto aziendali ferma al 40% infatti penalizza fortemente il Belpaese rispetto il resto dell’Europa, limitando il rinnovamento del parco circolante italiano che registra ormai un’età media superiore ai 10 anni. Una decisione in deroga alla Direttiva 2006/112/CE, dal 1 gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2019: per applicare quanto propone Salvini si tratterebbe, quindi, ‘semplicemente’ di non chiedere più deroghe.

Auto aziendali e IVA detraibile al 100%, benefici

“Servirebbe più che mai ripristinare la detrazione al 100%: contribuirebbe a svecchiare il parco circolante, riducendo anche la percentuale di inquinamento che ne deriva – commenta ancora Guidi, presidente dell’Associazione consorzi concessionari auto –, è chiaro che un parco più giovane avrebbe una ricaduta sul mercato del ricambio originale come anche per l’aumento delle percentuali di manutenzione ordinaria e in garanzia, mettendo in campo anche una manodopera sempre aggiornata e qualificata”.

Secondo Federauto, federazione italiana concessionari auto, pronta a rappresentare gli interessi generali dei concessionari nei confronti del Governo italiano, la proposta non potrebbe essere che un successo per tutti, dai consumatori dalla filiera, allo Stato.

Si tratta di una manovra da 1,8 miliardi di euro in 3 anni e un aumento incrementale annuo stimato di 100 mila vetture nuove, con conseguenti benefici per le città, dato lo svecchiamento del parco auto e le maggiori entrate nelle casse dello Stato tra IVA, costi di immatricolazione, tasse automobilistiche e IPT.

Approfondisci qui sulle aliquote e la detrazione IVA secondo l’utilizzo del mezzo.

mercato auto a luglio 2019
Precedente

Diesel sempre più giù, l'andamento dell'auto a sette mesi

Jaguar GO I-Pace
Successivo

Auto elettriche, la percorrenza media giornaliera è di 14 KM