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Veicoli commerciali in flotta, lo studio di Arval: è l’anno dei furgoni

I veicoli commerciali si affermano come mai prima d’oggi una fetta importante del mercato automotive nonché un investimento da scegliere con cura da parte delle aziende. Secondo l’osservatorio sulla mobilità di Arval, in una ricerca volta ad analizzare gli aspetti principali della gestione degli Lcv da parte dei fleet manager, emerge che i furgoni arrivano a rappresentare oltre un terzo della flotta totale (36%).

Si attestano come un asset strategico, che il lockdown ha posto in luce. L’ultimo monitoraggio di Dataforce sulle vendite di giugno mostra che la flessione è inferiore a quella delle auto: sono stati targati dalle reti ufficiali 13.826 Lcv fino a 3,5 t (2.087 in meno rispetto allo stesso mese del 2019), per una flessione del 13%. Quest’anno gli analisti prevedono una chiusura a 110.000 Lcv immatricolati.

Approfondisci qui sulle analisi di Dataforce sul mercato automotive.

Veicoli commerciali in flotta: come acquistano le aziende

Arval rileva che uno dei più importanti trend da evidenziare riguarda i metodi di acquisizione e finanziamento.

La modalità più diffusa per acquisirli in flotta è il noleggio a lungo termine (45%), seguito dall’acquisto vero e proprio (30%), con finanziamento (13%) e leasing (12%).

Le imprese, indifferentemente dalla grandezza della propria flotta, preferiscono l’utilizzo on demand, piuttosto che il possesso, confermando una maggiore richiesta per formule di leasing o Nlt.

Il tempo medio di permanenza in flotta è pari a 6 anni e 1 mese per il leasing, 4 anni i mezzi noleggiati.

Furgoni e fleet manager

Ancora il 43% delle aziende dichiara di gestire in autonomia l’allestimento della flotta di Lcv. Nel 20% dei casi sono proprio il fleet manager ad occuparsene.

Sicurezza, monitoraggio ed efficientamento sono i loro focus. I fleet manager intervistati giudicano strategici gli strumenti capaci di proteggere i driver nei loro spostamenti (85%), gli alert sulla manutenzione in tempo reale (73%). Solo per il 51% i servizi di geolocalizzazione.

LCV e Adas: gli obblighi in flotta

L’attenzione verso la sicurezza di chi guida è confermata dalla crescente diffusione degli Adas di serie. Il più gettonato è la frenata d’emergenza automatic, indicata come obbligatoria dal 35% delle aziende, capace di ridurre in modo significativo gli incidenti per persone e merci.

L’indicatore di sovraccarico viene considerato d’obbligo nel 31% dei casi. L’avviso di collisione e il sistema di mantenimento della carreggiata sono fondamentali rispettivamente nel 25% e nel 24% dei casi. Meno frequente l’adozione del sistema di sorveglianza dell’angolo cieco (16%).

Solo il 5% delle aziende intervistate ha deciso di dotare i propri veicoli con tutte e cinque queste tecnologie, mentre il 41% non ne adopera nessuna. Almeno fino al 2022, dopo ci sarà l’entrata in vigore della nuova regolamentazione che li renderà obbligatori.

Flotte LCV: l’85% ancora diesel

I fleet manager sono solo in esplorazione del mondo elettrificato: è innegabile.

Rispetto alle flotte di Lcv analizzate da Arval nel suo osservatorio, l’85% oggi è ancora con motori tradizionali, il restante 15% si muove con energie alternative, ma solo il 3% di questi sono mezzi elettrificati.

Ad ogni modo le società stanno pensando di passare ad un’alternativa al diesel: come prima scelta pensano all’ibrido, in grado di coniugare autonomia e libertà di accesso nelle Ztl (il 29% risponde così). Come seconda scelta il 22,3% al gas (metano-gpl) per libertà di movimento e riduzione di costi di Tco. Infine, la terza scelta va all’elettrico (21,7%), motivata dalla scarsità di infrastrutture.

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