Würth Italia e il ritorno al 20% della flotta a benzina

Würth, leader mondiale nella distribuzione di prodotti per il fissaggio e il montaggio, nasce per portare direttamente a casa dell’artigiano tutto l’occorrente per il suo lavoro. Attiva in Italia dal oltre 55 anni, l’azienda dispone attualmente di una flotta di 2.400 vetture, a disposizione degli oltre 2.500mila venditori. Il 94% di essa è diesel.

Il parco mezzi, attivo dal 1998 e pressoché totalmente a noleggio, viene rifornito da cinque società principali. “Facciamo contratti di tre anni per 120mila chilometri, da destinare alla forza vendita che raggiunge e serve più di 250.000 clienti di tutte le tipologie in Italia. Per i colleghi dei reparti interni, con una percorrenza inferiore, vengono invece fatti contratti di durata più lunga”, spiega a MissionFleet il fleet manager Manuel Riselli.

Würth cambia un terzo della flotta auto ogni anno. Sta cercando di ridurre la durata dei noleggi a 24 mesi, per riuscire a soddisfare al meglio le esigenze dei dipendenti e ottimizzare la strategia aziendale di successo. La filiale italiana ha chiuso l’ultimo esercizio a 503,3 milioni, in progressione del 9%.

“L’autovettura è un benefit fortemente legato alla forza vendita, che si identifica con essa”, spiega Riselli. “L’aspirazione ad un modello d’auto ambìto, quindi, rappresenta anche un incentivo a migliorare i risultati”. Il personale è composto da tecnici specializzati, con alle spalle una solida esperienza oltre che una formazione dedicata.

Ecco che la car policy si divide in 5 fasce in base al target di fatturato assegnato al venditore. Si parte da una base di utilitarie come Fiat Tipo, Volkswagen Polo, Opel Corsa, Nissan Micra e similari.

Dalla seconda fascia di obiettivi di produzione in su, i driver diventano user chooser (possono scegliere il modello, ndr) e le auto date loro in dotazione sono più performanti.

Quali sono le priorità per i contratti di noleggio?

“Considerato come i venditori siano spronati alle vendite anche in virtù del benefit dell’auto aziendale, per il fleet management la prima sfida è quella di creare una car policy sempre più incentivante. Le Case rinnovano ormai i modelli ogni sei mesi, con nuovi sistemi Adas di serie, una migliore sicurezza, senza dimenticare funzionalità di infotaitment appetibilissimi sui driver. Avere durate contrattuali di NLT più brevi, dunque, ci porta a una flotta più nuova e accattivante dal punto di vista ‘motivazionale’. Infatti, se un dipendente può cambiare l’auto prima dei canonici 36 mesi, è incentivato a migliorare il suo rendimento”.

Il diesel e le alternative: come state affrontando la trasformazione?

 “Innegabile che il TCO del diesel sia ancora il più vantaggioso. Ma una domanda comincia a farsi insistente: lo rivenderemo fra tre anni? Va da sé che la direzione da percorrere è quella del cambiamento. Già da un anno abbiamo inserito auto ibride, ad esempio per i venditori con clientela nei comuni con zone a traffico limitato. In questi anni di transizione aumenteremo le auto a benzina, passando dall’attuale 6% al 20% entro il 2021. Autovetture con questo tipo di alimentazione andranno in futuro assegnate ai nuovi assunti (auto entry level), a colleghi con percorrenze limitate o a specialisti che andranno in supporto alla forza vendita e ai nostri 168 punti vendita”.

Würth Italia e la flotta aziendale: cosa pensa dell’elettrico?

“Penso che dobbiamo ancora aspettare per prendere decisioni. Al momento stiamo provando la Nissan Leaf sia nella sede di Egna (Bolzano) che in quella di Capena (Roma), utilizzandola e facendola provare a colleghi con una percorrenza giornaliera di circa 200 chilometri. Ormai tutte le case automobilistiche stanno creando autoveicoli full electric, aspetto con curiosità la presentazione della nuova VW ID 3, primo veicolo completamente elettrico della casa tedesca. Questo inevitabile aumento dell’offerta porterà sicuramente un abbassamento dei prezzi. Valuteremo quindi gli effetti del mercato monitorando sia l’aumento della distribuzione delle colonnine elettriche di ricarica, sia l’autonomia e il tempo di ricarica di queste vetture, perché è fondamentale riuscire ad agevolare e limitare le soste per la ricarica da parte dei nostri driver”.

E per i dirigenti sensibili all’ambiente?

“A livello dirigenziale stiamo inserendo vetture mild hybrid e stiamo facendo testare vetture con motori sia full electric tipo Tesla sia ad idrogeno tipo Mirai. In questo ultimo caso il problema rimane la capillarità degli impianti di rifornimento”.

A luglio abbiamo visitato l’unico impianto in Italia a distribuire e produrre idrogeno.

E’ situato proprio a Bolzano ed è stata l’occasione della consegna della Toyota Mirai in prova a Würth. Approfondisci in questo articolo.

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