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Lo scenario delle assicurazioni di viaggio Covid-19 secondo AIG Europe

Lo scenario delle assicurazioni di viaggio continua a cambiare con la pandemia, assumendo contorni fluidi.

«Incredibile come in pochi mesi anche le certezze che sembravano consolidate si siano sgretolate. Le abitudini delle trasferte di lavoro stanno mutando rapidamente e sono in una continua fase di assestamento: i rischi legati alla salute hanno assunto una rilevanza ancora maggiore», spiega Aig Europe.

Scenario assicurazioni di viaggio e Covid: tutelare le competenze dei dipendenti

Appena ieri, prima dello scoppio del Covid-19, la compagnia assicurativa globale ricordava che i primi contratti di tutela risalivano ai primi anni del 1200 e riguardavano i commerci marittimi che da Venezia si diffondevano in tutto il mondo.

«L’oggetto dell’assicurazione erano le merci e il carico della nave era la parte di maggior valore. Oggi il maggior valore che viaggia intorno al mondo è rappresentato dalle competenze delle persone e dal loro diritto alla salute. Viaggiare all’estero può ancora creare disagio a chi non è abituato.

La percezione che molte situazioni potrebbero nascondere insidie o contrattempi è sempre nella testa dei viaggiatori più esperti: che si tratti del ritardo del bagaglio, la cancellazione del volo o un problema di salute».

Cure omogenee in Europa: un quadro non più certo

Da sempre leader nell’assicurazione delle trasferte all’estero, Aig Europe propone ai propri assicurati coperture ampie e complete, disegnate per garantire la massima tranquillità a chi viaggia per lavoro.

«Prima della pandemia, il 50% delle destinazioni del business travel si svolgeva oltre i confini nazionali, in particolare il 30% in Europa. Invece, il rimanente 20% principalmente in Asia e Nord America.

In caso di emergenza medica, le prestazioni variano, oggi più che mai, in maniera significativa sia in Europa che nel resto del mondo. In particolare, in Europa il diritto alla prestazione sanitaria è garantito su base locale, ossia ogni Stato membro riserva ai cittadini delle altre nazioni lo stesso trattamento che riserva ai propri. Tuttavia il livello di cure garantite non è omogeneo e può riservare sorprese».

Questa disomogeneità si è acuita durante la crisi sanitaria. Inoltre, in questo momento non si sta definendo un protocollo comune per il passaporto sanitario.

Senza dubbio, tutto questo avrà un impatto sulle modalità di viaggio nel mondo.

Come prima conseguenza c’è il fatto che i rischi una volta considerati minori ed accessori, come il ritardo del volo, stanno cambiando profilo se, come sembra, l’implementazione delle nuove procedure di imbarco continueranno a causare ritardi del 500%.

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