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Scioperi in Europa, la rivolta delle aziende

Continuano gli scioperi in Europa dei controllori di volo, in particolare in Francia e della Torre di controllo di Marsiglia, che ha comportato 417 cancellazioni solo lo scorso fine settimana, colpendo 70mila passeggeri. Lo sottolinea l’associazione Airlines4Europe (A4E, leggi qui quando venne costituita)  affermando come questo sia già il 99esimo sciopero dell’anno, rilanciando così la petizione contro i continui scioperi dei controllori (vedila qui). Il tema degli scioperi, insieme alla tasse troppo alte (leggi qui), sono i punti su cui i membri di questa nuova associazione spingono, tra cui vi è anche Ryanair.

Scioperi in Europa, la protesta di Ryanair

Ryanair ha più volte espresso il suo disappunto per gli scioperi  del controllo aereo europeo, visto che ha dovuto cancellare poco più di mille voli a maggio e si è rivolta a Bruxelles e ai governi europei per spingerli “ad agire con urgenza per arrestare l’allarmante deterioramento dei servizi di controllo europei nei mesi di maggio e giugno”. “Anche questo fine settimana, il CTA francese sarà in sciopero sabato e domenica, causando la cancellazione di centinaia di voli e sconvolgendo i piani di vacanza di migliaia di passeggeri. Molti di questi voli non raggiungono nemmeno la Francia, ma causeranno perturbazioni in quanto il CTA francese chiede alle compagnie aeree di cancellare i sorvoli proteggendo nel contempo le rotte interne francesi. Anche le compagnie aeree europee stanno subendo migliaia di cancellazioni/ritardi a causa di carenze di personale, in particolare in Germani e Regno Unito” ha tuonato il Ceo Michael O’Leary. Che ha continuato: “queste interruzioni sono inaccettabili e invitiamo i governi di Regno Unito e Germania e la Commissione europea ad adottare misure urgenti e decisive per garantire che i fornitori di CTA dispongano di tutto il personale necessario e che i sorvoli non subiscano conseguenze in caso di scioperi nazionali, come spesso accade in Francia”. Se le autorità  competenti non agiranno “migliaia di altri voli e milioni di passeggeri saranno disturbati, soprattutto durante i mesi di luglio e agosto” ha commentato O’Leary.

Nel mese di maggio sono stati ritardati oltre 117mila voli, di cui il 61% (oltre 71mila) a causa di carenze e scioperi da parte del personale CTA. Inoltre, oltre 56mila voli hanno subito un ritardo di oltre 15 minuti, quattro volte superiore a quello di 14mila voli che hanno subito un ritardo di oltre 15 minuti nel maggio 2017.

Scioperi in Europa, la rivolta delle aziende; il fronte Air France

A fronte di una nuova minaccia di sciopero dal 23 al 26 giugno da parte dell’intersindacale Air France (leggi qui), la presidentessa non esecutivo di Air France e di Air France-KLM Anne-Marie Couderc e l’Amministratore Delegato del vettore transalpino Franck Terner, hanno presentato  lo scorso 14 giugno le misure “approvate dal Consiglio di Amministrazione per rispondere all’espressione dei lavoratori durante questo braccio di ferro, ovvero misure immediate per migliorare la vita quotidiana dei dipendenti”.  La società assicura che “questo approccio coinvolge tutti i dipendenti, che potranno esprimere la loro insoddisfazione ma anche le loro convinzioni e proposte su tutti i temi legati al funzionamento dell’azienda”. La gestione di questo sistema sarà composta dalla direzione, dai rappresentanti dei lavoratori, dai lavoratori volontari ma anche da personalità esterne di riferimento”.

Il consiglio di amministrazione del gruppo franco-olandese ha però confermato che non vi sarà alcun mandato per una nuova contrattazione salariale prima dell’attuazione di una nuova governance pur invitando l’Intersindicale a revocare l’avviso di sciopero dal 23 al 26 giugno “il che aggraverebbe la situazione della compagnia e avrebbe un forte impatto sui nostri clienti alla vigilia del periodo estivo”.

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