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La sostenibilità dei viaggi d’affari non incontra il supporto dei leader

Coronavirus e sostenibilità nei viaggi d’affari: un tema in decadenza? Niente affatto. Nonostante siano cambiate le priorità per le imprese e la sicurezza sanitaria balzi in primo piano, le aziende italiane rimangono le più consapevoli in Europa in materia di viaggi sostenibili. Ciò nonostante il 39% non disponga di dati per comprenderne l’impatto ambientale.

E’ un sondaggio di Sap Concur a richiamare l’attenzione su travel policy green, di cui vi avevamo già anticipato in questo articolo. La survey fa parte della consueta ricerca “Corporate travel sustainability index”. E’ stata condotta su 2.450 travel manager e 2.000 viaggiatori d’affari in 12 mercati europei.

Di loro, 6 professionisti su 10 riconoscono infatti di non sentirsi adeguatamente attrezzati a predisporre una travel policy incentrata sulla sostenibilità ambientale. Eppure il 58% dei viaggiatori d’Europa sarebbe disponibile a rivedere i programmi in tal senso, mentre il 60% sarebbe disposto a trascorrere fino a 8 ore di viaggio in più per avere viaggi più “ecologici”.

Sostenibilità e viaggi d’affari

In particolare in Italia, il 39% dei travel manager dichiara di non disporre di informazioni in grado di fornire un quadro accurato dell’impatto dei loro viaggi aziendali.

A livello europeo tutte le altre nazioni prese in esame hanno espresso meno difficoltà nel reperimento di dati, con Spagna, Paesi del Nord e Benelux (34%), Francia (31%) e Regno Unito (29%) prima della Germania (27%), che risulta avere accesso a informazioni con più facilità.

«Poiché l’Europa inizia attualmente a riprendersi dalla pandemia, le aziende dovranno reinventarsi e ricalibrare il loro approccio ai viaggi d’affari per garantire che la sostenibilità sia una priorità fondamentale – afferma Pierre-Emmanuel Tetaz, general manager di Sap Concur -. Per fare ciò, una corretta gestione dei dati sarà un prerequisito. Senza visibilità dei comportamenti e delle percezioni dei viaggiatori è quasi impossibile implementare una gestione coerente del cambiamento sostenibile».

Travel policy più green in Italia

L’attualità sta portando molte aziende a una ridefinizione dei processi di viaggio.

Aggiunge Gabriele Indrieri, country manager per Italia, Malta e Grecia: «In Italia molti clienti per gestire il “new normal” avranno bisogno di sistemi e modalità differenti rispetto al pre-Cobid19: più digitali e quindi più scalabili in ottica di smart working, ma anche più sostenibili. Lo studio di Sap Concur evidenza come il nostro Paese, che in passato ha segnato un po’ il passo sul tema della sostenibilità,  possa cogliere la riapertura come momento per innovare sul digitale, ad esempio eliminando la carta dai processi di gestione spesa o creando dei sistemi di incentivazione legati alla sostenibilità delle trasferte».

Le barriere della sostenibilità nei viaggi d’affari

Quali sono gli ostacoli all’adozione di politiche di viaggi d’affari green? In una parola: i leader in azienda non supportano l’iniziativa. E se i capi non forniscono l’ispirazione né l’approvazione al viaggio sostenibile, finisce la partita.

Per il 15% degli intervistati la prima barriera è la mancanza di buy in della leadership, infatti. E ancora, l’assenza di una mission aziendale definita (12%), seguita dal poco coinvolgimento dei viaggiatori (10%).

Nel Belpaese, le difficoltà risultano essere la mancanza di priorità nella leadership (18%) e di conoscenze personali o formazione su temi di sostenibilità (16%). leadership sia particolarmente preziosa nel fornire

Inoltre, il Corporate travel sustainability index evidenzia non tutti potrebbero avere la capacità finanziaria per affrontare tale scelta.

Indagine Sap Concur_Alcuni dati interessanti

  • La maggior parte delle aziende è sempre più disponibile a fare scelte ecocompatibili in materia di viaggi sostenibili, ma trova difficoltà nell’applicare scelte green: 6 professionisti su 10 riconoscono di non sentirsi adeguatamente attrezzati.
  • L’82% delle aziende italiane è consapevole di dover apportare modifiche in termini di sostenibilità dei viaggi d’affari. Ma solo il 20% è sicuro di riuscire nell’impresa.
  • Gli ostacoli più significativi sono la mancanza di interesse da parte della leadership (18%) e di conoscenze personali su tematiche green (16%).
  • Nonostante ciò, il 55% degli intervistati a livello europeo si sente ben preparato ad attuare un programma di viaggio sostenibile all’interno della propria organizzazione. Ma spesso mancano dati a supporto.

Il sondaggio è stato condotto da Raconteur nei seguenti mercati: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito. E’ stato condotto tra gennaio e febbraio 2020.

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