BizTravel Forum 2020 in versione virtuale: «Il business si fa di persona, stiamo vivendo una vita di serie B»

Il Biztravel Forum 2020 in versione virtuale è tutto nelle parole di Luca Patané, presidente del gruppo Uvet e di Confturismo-Confcommercio: «Il digitale non è la soluzione di tutto. Il business si fa di persona. Stiamo vivendo una vita di Serie B: ce la stiamo facendo passare, ma senza andare nelle destinazioni non c’è turismo». E’ questa la verità. Tutt’intorno ci stiamo sforzando di costruire una nuova normalità e non sta venendo nemmeno troppo male.

Vediamo il quadro tracciato dal primo panel dell’evento in onda su Biztravelforum.it.

Biztravel Forum 2020 in versione virtuale: l’economia italiana indietro di 21 anni

Da Valerio De Molli, managing partner e Ad di The European House Ambrosetti, la doccia fredda: «Sarà un 2021 complesso, molto complicato il 1° trimestre e solo nell’ultimo periodo arriveremo alla luce di una presunta normalità. Il Fondo monetario internazionale stima una contrazione del Pil pari al -4,4%, cioè 44 volte peggio del peggiore dato della storia, cioè la crisi finanziaria del 2008».

L’economista parla di «consumi devastati: 56 miliardi di euro in meno dalle famiglie italiane; il 30% delle quali non avrà mezzi economici per nuovo lockdown; 1 italiano su 5 non avrà risorse per una spesa imprevista di mille euro».

Oggi la classe media è per il 70% con un livello di reddito tra i 18mila e i 43mila euro annui, la contrazione dei salari è di 23 miliardi. Questo dato moltiplicherà di tre volte il numero delle famiglie in povertà assoluta. Sul piano del lavoro: 841mila sono i posti già persi. Le imprese hanno attinto a oltre 25 miliardi di risorse pubbliche per la cassa integrazione.

Le stime di Pil più pessimistiche ipotizzano una contrazione del 10,8%, il che cancellerà 21 anni di storia economica, torniamo al 1999. Il 2020 è il terzo anno peggiore dei 150 anni di Storia della Repubblica, battuto solo dal ’44 e dal ’43.

De Molli fa sapere che dovremmo crescere del 4,5% per ogni trimestre del 2021: praticamente impossibile.

Svariate le criticità, ma volendo estrarne una c’è l’ancora bassa digitalizzazione. Rigorosamente smentita dagli ospiti sul palco dell’evento moderato dal sempre critico Nicola Porro sulla sua stessa categoria professionale, quella dei giornalisti. Capaci solo di titolare sui contagi e mai sui guariti dal Coronavirus e a sparare a zero sugli assembramenti del turismo e del tempo libero.

L’Italia della digitalizzazione a molte velocità

Perciò se da una parte l’app IO del progetto di cashback fallisce, dall’altra i big dei pagamenti digitali e della mobilità ci disegnano una realtà molto diversa. Fatta di una presenza online che già risponde a una buona parte delle nuove esigenze di consumo.

Gabriele Benedetto, Ceo di Telepass fa sapere che l’azienda fa già il 30% del fatturato dai pagamenti di treni e taxi. Argomenta: «Abbiamo scommesso già nell’intermodalità, perché la mobilità era cambiata con la condivisione. Oggi bici e monopattini fanno numeri pazzeschi. Car sharing e taxi, invece, non hanno ripreso. Tuttavia, la piattaforma che abbiamo generato si scontra con una volontà persa: quella dei gestori delle infrastrutture e delle città stesse che non stanno cambiando alla velocità del Covid19».

Il manager fa l’esempio della smart city per definizione, New York. Densità di popolazione altissima, flussi di mobilità continui.

Dice: «Vive su molte più ore del giorno, mentre noi fissiamo ancora alle 18 la chiusura della attività di ufficio e la scuola si fa al mattino; dovremmo avere una mobilità più spalmata nell’arco della giornata; occorrerebbe una liberalizzazione maggiore degli orari di apertura degli esercizi per assecondare quel cambio che il Covid19 ha innescato».

Approfondisci qui sui panel di oggi al BTF 2020.

Portare la digitalizzazione fuori dal periodo di emergenza

Il direttore merchant services & solutions di Nexi, Enrico Trovati, spiega che il problema della digitalizzazione in Italia è che è agli inizi e stiamo andato a ondate.

Le sue parole: «il picco in un giorno (di accesso a una piattaforma digitale, ndr)  è devastante per l’infrastruttura tecnologica. Se il digitale permeerà, i picchi si sfumeranno e il servizio reso sarà migliore. Sarà un grande motore di sviluppo. L’abbiamo vissuto in emergenza. Viverlo nella quotidianità farà la differenza nell’adozione. Il passaggio tra nuove regole governative è necessario, purtroppo la nostra cultura latina ci fa muovere sotto la spinta dell’obbligo».

Trovati fa un esempio positivo di spinta alla digitalizzazione nel settore dei pagamenti e fuori da ogni sospetto, cioè durante il periodo pre-Covid19.

«Nel 2019, nella Legge finanziaria è stata inserita la possibilità di detrarre la spesa sanitaria e veterinaria solo attraverso i pagamenti con modalità tracciate (bancomat, ad esempio), questo elemento è stato straordinariamente positivo per l’emersione di economie sommerse, oltre a facilitare la vita di tutti noi. Ecco, dovremo portare avanti la spinta alla digitalizzazione al di fuori del periodo di emergenza».

Salesforce al Biztravel Forum 2020

Al Biztravel Forum in versione virtuale, la visione aziendale di medio e lungo periodo è toccata a Paolo Bergamo, senior VP strategic customer transformation and innovation di Salesforce.

La software company nella gestione delle relazioni con i clienti (Crm), fondata nel 1999 da Marc Benioff, imprenditore e pioniere nel campo del cloud, è stata definita la più innovativa del mondo. Ingegnere informatico laureato a Ferrara, Bergamo ha lavorato con il papà di internet (Leonard Kleinrock) all’Università della California e con Steve Jobs. Siede nel board dei direttori di Salesforce, che fattura 17 miliardi di dollari.

Argomenta: «Nel corto termine c’è il bisogno di rassicurare i clienti, sul fatto che l’agenzia di viaggi o l’azienda stessa si prendono cura del viaggiatore. Invece, nel lungo termine voglio essere sognatore della Silicon valley e dirvi che potremo fare un connubio fra spazi fisici e virtuali. Avevamo 170mila persone nella conferenza di Salesforce, in presenza. Quest’anno ne abbiamo svolte alcune migliaia personalizzate per i nostri clienti, in versione digitale. Cambia il paradigma: creare dei caffè virtuali, ad esempio, dove si può ricreare il momento personale, che rimane molto importante nel business. Non possiamo aspettare che Maometto vada alla montagna: c’è un enorme potenzialità di fare affari in questo senso».

Sul modello di business delle aziende digitali, Bergamo asserisce che ne esistono di due tipologie: c’è chi fa più advertising e chi “più piattaforma”. Infine, sulla privacy dei dati afferma di essere contento che anche gli Stati Uniti adotteranno un proprio Gdpr, diverso da quello europeo, antesignano.

Ma assicura: «Tutte le grandi aziende si stanno muovendo verso un “trust” di rispetto per i propri clienti e i loro dati».

Recovery fund e turismo

In chiusura, a Luca Patané una domanda sul Recovery fund dopo la sconcertante presa di coscienza che Next Generation Italia prevede per il turismo solo 3,1 miliardi, da dividere con la cultura, dei 196 disponibili dall’Europa.

Osserva: «E’ una grande opportunità per il turismo, ma il mainstream sono banche e industria perché il capitale muove le idee e spinge le aziende a trasformarsi, infine vengono i consumatori». La sua incitazione va a un tema a lui caro: quello della costruzione di un “centro di dati” provenienti dalle comunicazioni tra i consumatori «che ci diano le informazioni giuste al fine di investire velocemente e bene le nostre risorse finanziarie».

L’attenzione ora è ai vaccini per il Coronavirus.

A parte quelli più noti, il quadro complessivo conforta: ne abbiamo 155 in fase preclinica. 47 in fase più avanzata e 10 alla fase 3. «Siamo alle porte della soluzione vaccinale – afferma De molli -. Ne serviranno miliardi di dosi. Almeno 2 per persona e non essendoci una copertura di 12 mesi, andranno somministrati più volte in un anno».

La buona notizia è che il trasporto aereo è pronto a farli viaggiare, come vi abbiamo scritto qui.

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