LucianoPareschi Presidente Assoparchi

I parchi acquatici riaprono: a pieno regime l’offerta 2026 dei parchi divertimento italiani

AssoParchi: i parchi investono in qualità, servizio e accessibilità. La scelta britannica di ridurre l'IVA al 5% incentiva domanda, consumi e occupazione

Adrenalina, divertimento ma anche relax, spettacoli e benessere: è la proposta dei grandi parchi acquatici che, con il ponte tra fine maggio e giugno 2026, al netto di traffico e meteo del 2 giugno di cui scriviamo a parte su Missionline, riaprono i battenti, portando a pieno regime l’offerta dei parchi divertimento italiani.

Per le imprese del settore l’obiettivo è chiaro: continuare a investire su qualità dell’esperienza, sicurezza, accoglienza e accessibilità, nonostante l’aumento dei costi energetici e la spinta inflazionistica abbiano reso ancora più complesso mantenere un posizionamento competitivo, allineato alle attese del pubblico.

Novità 2026 nei parchi divertimento italiani

Tante le novità, in linea con l’evoluzione che negli ultimi anni ha trasformato i parchi acquatici italiani in vere e proprie oasi immersive tematizzate, sul modello dei water theme park internazionali. Spazi più vivibili, scenografici e accoglienti, servizi potenziati e ambientazioni pensate per offrire un’esperienza che va ben oltre i soli scivoli e le piscine con le onde: una direzione di sviluppo che riguarda innanzitutto gli oltre 100 parchi acquatici presenti sul territorio nazionale, 60 dei quali rappresentati da AssoParchi, ma che coinvolge anche i parchi a tema, dove aree dedicate con attrazioni e ambientazioni legate all’acqua si stanno ampliando fino a diventare, in alcuni casi, veri e propri “parchi nei parchi”.

Il trend incontra il favore del pubblico: secondo una recente analisi condotta da GRS per l’Osservatorio AssoParchi, la prima motivazione di scelta è proprio la disponibilità di aree relax e benessere, seguita dalle ambientazioni immersive e dalla presenza di spazi attrezzati per i bambini. Scivoli estremi e attrazioni adrenaliniche si collocano solo al quarto posto.

I parchi divertimento come destinazioni per eventi aziendali

Accanto al pubblico delle famiglie, cresce con continuità la domanda proveniente dal mondo delle imprese: team building, convention, incentive e feste aziendali trovano nei parchi una cornice unica, capace di coniugare l’impatto emozionale di un ambiente esperienziale con la flessibilità organizzativa richiesta dai clienti corporate.

Spazi modulabili, aree riservate, servizi di ristorazione strutturati e la possibilità di personalizzare l’esperienza rendono i parchi una scelta sempre più competitiva rispetto ai tradizionali format dell’event management. Un segmento in crescita che, oltre ad ampliare il perimetro di clientela, contribuisce a destagionalizzare i flussi e a ottimizzare la redditività delle strutture nelle fasce orarie e nei periodi a minore affluenza spontanea.

Il commento di AssoParchi e il tema delle imposte

Luciano Pareschi, Presidente AssoParchi, dichiara: “Il settore arriva a questo appuntamento con un’offerta che non ha nulla da invidiare ai migliori parchi europei. Le imprese hanno continuato a investire nonostante l’aumento dei costi energetici, la spinta inflazionistica e un quadro regolatorio che non sempre favorisce la crescita. Per i parchi tematici i primi mesi dell’anno sono sostanzialmente in linea con il 2025. La stagione appena iniziata per i parchi acquatici è tutta da scrivere anche se le aspettative, clima permettendo, sono di crescita. Ora guardiamo con attenzione a una domanda che potrebbe essere favorita dalla tendenza delle famiglie a viaggiare meno all’estero e a scegliere mete di prossimità. In una fase in cui molti operatori turistici hanno aumentato in modo rilevante i prezzi, i parchi hanno fatto una scelta diversa: contenere il costo del biglietto e investire in promozioni e formule flessibili per favorire la partecipazione. È una scelta industriale, ma anche sociale”.

Sul fronte dei prezzi, AssoParchi chiede da tempo che agli sforzi delle imprese si associ anche l’intervento del Governo, attraverso semplificazioni sui processi di vendita e la riduzione dell’IVA sui biglietti, sul modello della Gran Bretagna, che ha recentemente deciso di abbattere l’imposta per i mesi estivi portandola al 5% sui biglietti per parchi divertimento, parchi avventura, zoo, musei e attrazioni.

Maurizio Crisanti, Direttore AssoParchi, spiega: “La scelta britannica dimostra che la leva fiscale può essere utilizzata in modo concreto per sostenere l’accessibilità dell’offerta turistica, culturale e ricreativa. È esattamente il principio che sosteniamo da anni, insieme a Rete Imprese di Spettacolo/AGIS. Ridurre l’IVA significa creare le condizioni perché le famiglie possano uscire di più e generare più domanda. Una misura di politica economica per stimolare i consumi interni, favorire l’occupazione stagionale e produrre benefici anche per i territori”.

Oltre 400 strutture per 350 milioni di fatturato

Tra parchi a tema, acquatici, faunistici e avventura, il settore comprende più di 400 strutture in Italia. Con oltre 350 milioni di euro di fatturato dalla sola vendita dei biglietti, 21,1 milioni di visitatori certificati SIAE e 25.000 posti di lavoro diretti, i parchi divertimento si collocano a pieno titolo tra i principali attori dell’industria turistica e dell’intrattenimento in Italia: vere e proprie destinazioni in grado di attivare e sviluppare economie locali, alimentare flussi di visitatori, sostenere l’ospitalità, la ristorazione, i servizi, i trasporti e l’intera filiera del tempo libero.

Un impatto che si traduce in un indotto del valore di 8 miliardi di euro a fronte di circa 60.000 posti di lavoro, a conferma del ruolo centrale dei parchi divertimento come presidi di sviluppo, occupazione e attrattività per i territori in cui operano.

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