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Business travel da record nel 2026: la spesa globale salirà a 1,71 trilioni di dollari, ma i viaggi crescono a ritmo più lento

La GBTA Business Travel Index 2026 fotografa un settore ancora in espansione: aumentano gli investimenti nelle trasferte aziendali, ma sullo sfondo restano le incognite geopolitiche e l’impatto delle tensioni internazionali sul comparto.

Il business travel continua a crescere e si prepara a raggiungere un nuovo massimo storico. Nel 2026 la spesa globale per i viaggi d’affari toccherà infatti 1,71 trilioni di dollari, con un incremento del 7,2% rispetto all’anno precedente, mentre il numero complessivo delle trasferte salirà a circa 1,84 miliardi, appena l’1,3% in più rispetto al 2025.

È quanto emerge dalla nuova edizione del GBTA Business Travel Index (BTI) Annual Global Report and Forecast, presentata durante la Convention della Global Business Travel Association a Chicago. Lo studio, considerato uno dei principali punti di riferimento per il settore, analizza l’andamento del mercato in 72 Paesi, coprendo 44 comparti economici e raccogliendo anche le opinioni di oltre 4.700 viaggiatori d’affari provenienti da 66 mercati internazionali.

Cresce la spesa business travel, ma non il numero dei viaggi

L’elemento più significativo del rapporto riguarda il diverso ritmo di crescita tra valore economico e volume delle trasferte.

Se nel 2026 il numero di viaggi d’affari aumenterà soltanto di circa 25 milioni di trasferte rispetto all’anno precedente, la spesa complessiva registrerà un’accelerazione decisamente più marcata. Secondo GBTA, questa differenza è dovuta soprattutto all’aumento dei costi che aziende e travel manager devono sostenere per organizzare ogni singolo viaggio.

Biglietti aerei più cari, rotte modificate dalle crisi geopolitiche, tempi di percorrenza più lunghi e costi energetici ancora elevati stanno infatti facendo aumentare il valore medio di ogni trasferta.

Il messaggio che emerge dal report è chiaro: le aziende non stanno rinunciando ai viaggi di lavoro, ma li stanno pianificando con maggiore attenzione, privilegiando quelli considerati realmente strategici.

Il 2025 ha superato le aspettative

Il 2025 si è chiuso meglio del previsto.

La spesa mondiale per il business travel ha raggiunto 1,59 trilioni di dollari, registrando una crescita dell’8,4%, superiore alle previsioni formulate dodici mesi prima.

A favorire il risultato hanno contribuito un’attività economica più vivace del previsto, un allentamento delle tensioni commerciali nella seconda parte dell’anno e gli effetti dei cambi valutari.

Guardando più avanti, GBTA prevede che il mercato globale supererà la soglia dei 2 trilioni di dollari entro il 2030, anche se con un anno di ritardo rispetto alle precedenti stime, a causa di un progressivo rallentamento del ritmo di crescita dopo il 2026.

Le crisi geopolitiche continuano a pesare sul business travel

Tra i principali fattori che influenzeranno il settore nel corso dell’anno figurano le tensioni internazionali.

Secondo gli analisti della GBTA, il conflitto che ha coinvolto l’Iran e il Medio Oriente nei primi mesi del 2026 ha avuto ripercussioni importanti sull’aviazione mondiale, causando modifiche alle rotte intercontinentali, tempi di viaggio più lunghi, rincari tariffari e pressioni sui mercati energetici.

Il report ipotizza comunque una graduale normalizzazione delle reti aeree nella seconda metà dell’anno, pur evidenziando come eventuali nuove crisi possano rappresentare uno dei principali rischi per la crescita del business travel.

Anche l’economia mondiale dovrebbe rallentare leggermente: il PIL globale è atteso passare dal 3,3% del 2025 al 2,9% nel 2026, con possibili ulteriori frenate in caso di nuove tensioni geopolitiche o di una contrazione degli investimenti aziendali.

Le Americhe corrono, il Medio Oriente rallenta

L’andamento del business travel non sarà uniforme nelle diverse aree del mondo.

Il Medio Oriente dovrebbe registrare la flessione più marcata, con una diminuzione del 12,3% dei volumi di viaggio, penalizzato proprio dall’instabilità regionale.

Europa e Asia continueranno invece a crescere, pur dovendo fare i conti con le conseguenze dell’aumento dei costi energetici e delle difficoltà operative del trasporto aereo.

Le Americhe mostrano invece prospettive più favorevoli. Negli Stati Uniti la crescita è sostenuta dagli investimenti in intelligenza artificiale, infrastrutture digitali e data center, mentre Brasile e Argentina beneficiano rispettivamente dell’aumento dei prezzi dell’energia e di un quadro economico più stabile.

L’intelligenza artificiale spinge il business travel

Uno degli elementi nuovi evidenziati dal report riguarda il ruolo crescente dell’AI come motore della domanda di business travel.

Gli investimenti in tecnologie digitali, infrastrutture cloud, data center e progetti di trasformazione tecnologica stanno generando un numero crescente di trasferte legate all’implementazione dei progetti, agli incontri con i clienti e alla collaborazione internazionale tra sedi aziendali.

Il fenomeno interessa soprattutto Nord America e Asia-Pacifico, dove le imprese stanno accelerando gli investimenti nel comparto tecnologico.

Stati Uniti e Cina dominano il mercato

Il mercato mondiale continua a essere fortemente concentrato.

Dei 1,71 trilioni di dollari previsti per il 2026, circa 1,43 trilioni, pari all’84% del totale, saranno generati dai primi quindici mercati mondiali.

Gli Stati Uniti restano il primo Paese per spesa con 423 miliardi di dollari, seguiti dalla Cina con 403,7 miliardi. Insieme rappresentano quasi la metà dell’intero mercato globale.

Tra le economie con la crescita più dinamica figurano invece:

  • Brasile (+13,8%)
  • Australia (+11,5%)
  • Corea del Sud (+11,3%)
  • Turchia (+10,9%)
  • Giappone (+10%)

Industria e manifattura restano decisive

Dal punto di vista settoriale, i tassi di crescita più elevati fino al 2030 sono attesi per:

  • attività estrattive e minerarie;
  • sanità e servizi sociali;
  • istruzione.

Pur registrando gli incrementi più consistenti, questi comparti rappresentano però una quota limitata del mercato complessivo.

Continueranno invece a determinare l’andamento dell’intero business travel settori tradizionalmente molto rilevanti come manifattura e utility, che insieme pesano ancora per circa il 42% della spesa mondiale destinata ai viaggi aziendali.

I viaggiatori continuano a spostarsi

L’indagine condotta su oltre 4.700 business traveller conferma che la domanda rimane solida nonostante l’aumento dei costi.

Il 74% degli intervistati afferma di aver viaggiato quanto o più degli anni precedenti, percentuale che sale all’80% nell’area Asia-Pacifico.

Guardando al 2026, oltre un quarto dei viaggiatori (28%) prevede di aumentare ulteriormente il numero delle trasferte.

L’aereo resta il principale mezzo di trasporto e il 42% dei passeggeri dichiara di volare abitualmente in classi premium. Il treno mantiene invece un ruolo particolarmente importante in Asia-Pacifico e in Europa, dove viene utilizzato rispettivamente dal 72% e dal 60% dei viaggiatori d’affari.

Sul fronte della gestione aziendale, il 65% degli intervistati utilizza programmi di viaggio gestiti tramite travel management company o piattaforme di prenotazione corporate, mentre oltre due terzi dispongono di una carta di credito aziendale.

Business travel sempre più orientato al valore

Più che un ritorno ai livelli pre-pandemia in termini di frequenza, il business travel sembra entrare in una nuova fase, caratterizzata da una maggiore selettività.

Le aziende continuano a considerare le trasferte uno strumento fondamentale per sviluppare relazioni commerciali, seguire progetti e supportare la crescita internazionale, ma ogni viaggio viene valutato con maggiore attenzione in termini di ritorno sull’investimento.

Il risultato è un mercato in cui la spesa continua a crescere rapidamente, mentre il numero delle trasferte aumenta con maggiore prudenza: un equilibrio destinato, secondo GBTA, a caratterizzare l’evoluzione del business travel anche nei prossimi anni.

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