La sostenibilità nel business travel sta entrando in una nuova fase. Non si tratta più soltanto di misurare le emissioni o compensare l’impatto ambientale dei viaggi aziendali, ma di integrare criteri ESG, sviluppo del capitale umano e governance condivisa all’interno delle strategie di mobilità d’impresa.
È questo il messaggio principale che emerge dal nuovo 2025 Impact Report “Moving People & the Planet Forward Through Business Travel” pubblicato dalla GBTA Foundation, organizzazione internazionale impegnata nello sviluppo sostenibile del settore dei viaggi d’affari.
Il documento fotografa un settore in trasformazione, chiamato a rispondere contemporaneamente alle sfide della decarbonizzazione, della carenza di talenti e dell’inclusione, individuando nel business travel un potenziale acceleratore di cambiamento economico e sociale.
Sostenibilità: il settore è ancora all’inizio del percorso
Uno dei dati più significativi contenuti nel report riguarda il livello di maturità sostenibile dei programmi di business travel. La GBTA Foundation evidenzia infatti che il punteggio medio globale di maturità sulla sostenibilità è pari ad appena 1,4 su 5, segnale che la maggior parte delle organizzazioni si trova ancora nelle fasi iniziali del percorso ESG applicato ai viaggi aziendali.
Il dato assume particolare rilevanza considerando la crescente pressione normativa e finanziaria esercitata da:
- Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD);
- standard ESG richiesti dagli investitori;
- obiettivi net zero delle grandi aziende;
- rendicontazione delle emissioni Scope 3.
Per molte imprese, infatti, le trasferte rappresentano una componente significativa delle emissioni indirette e diventano quindi un’area strategica da monitorare e ottimizzare.
Cresce l’adozione del Sustainable Aviation Fuel
Tra i principali indicatori di avanzamento emerge il ruolo del Sustainable Aviation Fuel (SAF), considerato uno degli strumenti più promettenti per la riduzione delle emissioni nel trasporto aereo. Secondo il report:
- il 20% delle aziende partecipanti ai programmi della Foundation acquista già SAF per mitigare le emissioni residue dei viaggi aziendali;
- l’obiettivo è raggiungere il 50% entro il 2030;
- a livello globale il SAF rappresenta ancora meno dell’1% del consumo totale di carburante per l’aviazione.
Il divario tra potenziale e adozione dimostra come il mercato si trovi ancora in una fase iniziale di sviluppo, caratterizzata da costi elevati, disponibilità limitata e necessità di maggiore collaborazione tra compagnie aeree, aziende e fornitori.
Per i travel manager, tuttavia, il SAF sta diventando progressivamente uno strumento concreto per integrare gli obiettivi di sostenibilità nelle policy di viaggio.

Procurement sostenibile: da requisito opzionale a leva strategica
Un altro elemento chiave evidenziato dal report riguarda l’evoluzione dei processi di acquisto. La GBTA Foundation ha sviluppato standard condivisi per integrare criteri ambientali nelle gare e nelle richieste di offerta rivolte a:
- compagnie aeree;
- strutture alberghiere;
- società di autonoleggio.
L’obiettivo è trasformare il procurement da semplice attività di acquisto a leva di cambiamento dell’intera filiera. Secondo la visione della Foundation, il potere di acquisto delle aziende può generare un forte segnale di domanda verso fornitori più sostenibili, accelerando gli investimenti in innovazione ambientale.
Si tratta di un approccio sempre più coerente con le strategie ESG aziendali, nelle quali il procurement sostenibile rappresenta uno dei principali strumenti di riduzione dell’impronta carbonica lungo la catena del valore.
435 aziende per 35 miliardi di dollari di spesa
Tra i risultati più rilevanti del 2025 emerge la crescita della Sustainability Acceleration Challenge, il programma che consente alle organizzazioni di misurare e confrontare le proprie performance. I numeri evidenziano una partecipazione significativa:
- 435 aziende coinvolte;
- oltre 35 miliardi di dollari di spesa annuale in business travel rappresentata;
- più di 1.000 professionisti formati sulla gestione sostenibile dei viaggi.
La Foundation punta a coinvolgere entro il 2030 oltre 1.000 aziende, rappresentative di circa 100 miliardi di dollari di spesa annua. L’iniziativa conferma una tendenza ormai evidente: la sostenibilità nel business travel sta passando da attività sperimentale a processo strutturato e misurabile.
Il capitale umano diventa una priorità strategica
L’Impact Report non si limita alle tematiche ambientali. Uno dei pilastri della strategia 2030 riguarda infatti il cosiddetto Human Capital, ovvero la costruzione della forza lavoro del futuro.
La sfida è particolarmente urgente. Secondo le stime riportate nel documento, entro il 2035 la domanda di talenti nel settore rischia di superare l’offerta disponibile del 16%. Per affrontare questo scenario, la Foundation ha investito in programmi di mentoring e sviluppo professionale che hanno già coinvolto:
- oltre 2.500 professionisti;
- 23 Paesi;
- una community globale di circa 1.000 donne nel programma WINiT.
Particolarmente significativo è il dato relativo all’impatto delle attività di mentoring: il 70% dei partecipanti dichiara infatti di aver ottenuto una progressione professionale dopo aver completato il percorso. Per le aziende, il messaggio è: sostenibilità e sviluppo delle competenze non possono più essere trattati come temi separati.

Inclusione e accessibilità entrano nell’agenda del business travel
L’ESG non riguarda esclusivamente le emissioni. Il report sottolinea come il 39% dei viaggiatori d’affari dichiari esigenze di accessibilità, evidenziando la necessità di progettare esperienze di viaggio più inclusive.
Per questo motivo la GBTA Foundation ha sviluppato un toolkit dedicato all’accessibilità, già disponibile in nove lingue e destinato a supportare travel manager e fornitori nell’adozione di standard comuni. L’iniziativa si inserisce in una visione più ampia che considera inclusione, diversità e accessibilità come componenti fondamentali delle strategie ESG moderne.
La sfida più grande nella sostenibilità? Allineare l’intero ecosistema
Se il report individua una priorità assoluta per i prossimi anni, questa è l’allineamento dell’ecosistema. Compagnie aeree, hotel, TMC, fornitori tecnologici, buyer aziendali e associazioni di settore devono condividere metriche, standard e obiettivi comuni per evitare frammentazione e inefficienze.
La GBTA Foundation considera proprio questo elemento uno dei principali acceleratori della transizione sostenibile del business travel.
L’adozione di framework condivisi permette infatti di:
- confrontare i risultati;
- migliorare la trasparenza;
- semplificare la rendicontazione ESG;
- aumentare l’efficacia degli investimenti.
Business travel: da centro di costo a motore di valore sostenibile
L’Impact Report 2025 restituisce l’immagine di un settore che sta ridefinendo il proprio ruolo.
Se in passato il business travel veniva considerato prevalentemente un costo operativo, oggi emerge sempre più come uno strumento strategico capace di generare valore economico, sviluppo professionale, inclusione e progresso ambientale.
I numeri mostrano che il percorso verso una mobilità aziendale realmente sostenibile è ancora lungo. Tuttavia, la crescente diffusione di standard condivisi, programmi di formazione, iniziative sul SAF e strumenti di misurazione ESG indica che il settore sta entrando in una fase di maggiore maturità.
Per manager, travel manager e responsabili della sostenibilità, la sfida dei prossimi anni non sarà semplicemente ridurre le emissioni dei viaggi aziendali, ma trasformare il business travel in una leva concreta di competitività, innovazione e creazione di valore sostenibile.












