Allarmi bomba sui cieli europei, voli dirottati e scortati dai caccia: coinvolti anche tre aerei partiti da Malpensa

Giornata di tensione per i voli europei, dove diversi allarmi bomba a bordo hanno fatto scattare le procedure di sicurezza. Gli episodi, registrati nella mattinata di giovedì 5 novembre, hanno coinvolto più compagnie aeree e diversi scali, con voli costretti a modificare la rotta o a effettuare atterraggi precauzionali. Due degli aerei interessati erano diretti a Roma, mentre altri tre casi hanno riguardato velivoli in partenza o in arrivo all’aeroporto di Milano Malpensa.

Tra gli episodi che hanno interessato l’Italia, quello del volo Finnair proveniente da Helsinki e diretto a Roma Fiumicino. L’aereo è atterrato intorno alle 9.30, scortato da caccia dell’Aeronautica Militare, dopo una segnalazione relativa a una possibile bomba a bordo. Una volta raggiunto lo scalo romano, sono state attivate le procedure previste per questo tipo di emergenze, con l’intervento degli artificieri della Polizia per le operazioni di bonifica e verifica del velivolo.

Un secondo allarme ha riguardato un volo Aer Lingus in viaggio da Dublino a Fiumicino. In questo caso, il comandante ha deciso di deviare la rotta e atterrare all’aeroporto francese di Évreux, dove sono state predisposte le verifiche di sicurezza. La situazione è stata seguita anche dall’ufficio del primo ministro francese, che ha comunicato di monitorare attentamente gli sviluppi.

Tre voli coinvolti negli allarmi bomba a Malpensa

Particolarmente interessato dagli episodi anche l’aeroporto di Milano Malpensa. Il caso più significativo riguarda un Airbus A321 di Wizz Air, decollato alle 7 dallo scalo lombardo e diretto a Varsavia. Durante il volo, la compagnia ha ricevuto una segnalazione di una presunta minaccia bomba e ha disposto il dirottamento verso Vienna, dove l’aereo è regolarmente atterrato per consentire i controlli previsti.

Wizz Air ha confermato che la deviazione è stata decisa in seguito alla minaccia ricevuta mentre il velivolo era in volo.

Gli altri due episodi hanno riguardato un Airbus Aegean Airlines, volo A3552, proveniente da Salonicco e atterrato a Malpensa alle 9.33, e un aereo Ryanair, volo FR8953, partito da Porto e arrivato nello scalo milanese alle 10.22. Entrambi sono stati interessati da segnalazioni relative alla possibile presenza di esplosivi a bordo, facendo scattare le procedure di sicurezza.

Tre atterraggi precauzionali anche in Bulgaria

Le segnalazioni non hanno riguardato soltanto Italia e Francia. Altri tre velivoli sono stati costretti a modificare il proprio itinerario e ad atterrare in aeroporti bulgari. Due aerei, provenienti rispettivamente da Copenaghen e Madrid, sono arrivati a Sofia, mentre un terzo, in volo da Londra, è stato dirottato verso Plovdiv. Le informazioni sono state riportate dall’emittente bulgara bTV, che cita il ministro dell’Interno.

Una serie di falsi allarmi bomba negli ultimi giorni

Gli episodi del 5 novembre si inseriscono in una sequenza di segnalazioni che negli ultimi giorni ha interessato diversi collegamenti europei. Martedì 3 novembre, due voli Ryanair diretti a Roma Fiumicino, provenienti da Lisbona e Dublino, erano stati oggetto di analoghi allarmi bomba. Anche in quei casi erano state attivate le procedure di sicurezza, con verifiche che avevano escluso la presenza di ordigni.

Preoccupazione anche nella Repubblica Ceca, dove quattro aerei diretti a Praga hanno ricevuto minacce relative alla presenza di esplosivi a bordo. La polizia ceca ha definito bassa la credibilità delle segnalazioni, precisando tuttavia di non voler sottovalutare il rischio. Per tutti i velivoli sono state predisposte misure di sicurezza e controlli da parte degli artificieri dopo l’atterraggio.

Un susseguirsi di episodi che, pur in assenza finora di riscontri sulla presenza di ordigni nei casi citati, ha imposto alle compagnie e alle autorità aeroportuali di attivare protocolli di emergenza, con inevitabili ripercussioni sulla regolarità del traffico aereo europeo.

Come funzionano i protocolli di sicurezza dei voli in caso di allarmi bomba

Quando arriva una segnalazione relativa alla possibile presenza di un ordigno a bordo, anche se anonima o ritenuta poco credibile, le autorità non possono escludere il rischio senza effettuare le verifiche necessarie. La prima fase prevede la comunicazione della minaccia alle autorità aeroportuali e alla Polizia, che coordinano gli interventi con il comandante dell’aeromobile e gli altri soggetti coinvolti. In base alla valutazione del rischio, possono essere disposti un atterraggio precauzionale o il dirottamento verso uno scalo individuato per gestire l’emergenza. Una volta a terra, vengono attivate le procedure di sicurezza: l’aeromobile è sottoposto a ispezione da parte degli artificieri, mentre possono essere effettuati controlli anche sui passeggeri e sui bagagli, per verificare l’eventuale presenza di materiali sospetti. In alcuni casi possono essere disposte limitazioni temporanee alle operazioni aeroportuali, fino alla conclusione degli accertamenti. Se le verifiche danno esito negativo, l’allarme viene dichiarato cessato e le normali attività possono riprendere. Le modalità operative sono definite da piani di sicurezza specifici, coordinati dalle autorità competenti: in Italia, l’ENAC supervisiona il sistema nazionale di sicurezza dell’aviazione civile e collabora con le forze di polizia nelle situazioni di emergenza.

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