Secondo i dati di HotelHub, nel primo trimestre 2026 l’aumento delle tariffe alberghiere ha toccato il 7,17%. Il dato in arrivo dal portale di prenotazione riservato alle Tmc riguarda la tariffa media giornaliera degli hotel business, che in un anno ha raggiunto i 189 dollari.
Questo dato, considerato a livello mondiale, segue un periodo di crescita relativamente stagnante nel 2025 e si inserisce in un contesto di notevoli mutamenti geopolitici e nuove politiche commerciali.
L’Europa ha registrato gli aumenti più consistenti, con tariffe medie in rialzo del 13,88%, arrivando a 175 dollari a notte.
Diversi importanti centri d’affari hanno visto una crescita ancora maggiore: Milano ha chiuso a +29,29% (soprattutto a causa delle Olimpiadi: da una media di 195 dollari a 314), Stoccolma a +22,11% e Amsterdam a +18,62%.
Anche negli Stati Uniti, HotelHub ha registrato un aumento delle tariffe alberghiere, raggiungendo una media di 226 dollari pari a una crescita del 7,61%. Oltreatlantico il volume delle prenotazioni è diminuito di quasi il 12%, con una perdita di spesa alberghiera di oltre 27 milioni di dollari.
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Aumento tariffe alberghiere, le categorie di hotel
Nonostante questi aumenti di prezzo, i dati suggeriscono che i viaggiatori d’affari mantengono inalterato il livello di servizio a cui sono abituati. Le prenotazioni presso strutture a cinque stelle sono aumentate leggermente, raggiungendo il 12,13%, mentre quelle per hotel a quattro e tre stelle sono rimaste stabili, rispettivamente intorno al 45% e al 38%.
Per contenere i costi, i viaggiatori sembrano aver modificato altri aspetti dei loro viaggi. La durata media del soggiorno è scesa da 2,5 giorni nel primo trimestre del 2025 a 2,43 giorni, limitando l’aumento della spesa media per prenotazione al 4,62%.
Si osservano anche variazioni regionali, come nel Regno Unito. A Londra, le prenotazioni sono diminuite del 5,24% mentre a Manchester si è registrato un aumento del 9,30%, con tariffe medie di 160 dollari, circa la metà di quelle della capitale (324).
Paul Raymond, chief commercial officer di HotelHub, ha commentato la situazione. «La crescente instabilità degli ultimi mesi non ha certo creato condizioni favorevoli per i viaggiatori d’affari. Sebbene questi dati coprano solo le prime settimane delle recenti ostilità in Medio Oriente, sembra improbabile che la situazione migliori nel secondo trimestre. Per me, tuttavia, il vero punto cruciale è come i viaggiatori stiano gestendo la situazione attuale. Il mondo degli affari è ancora attivo: sta semplicemente trovando modi più intelligenti per ottimizzare i budget. Che si tratti di comprimere i viaggi in meno giorni o di optare per destinazioni più economiche».
L’analisi su quasi 1,8 milioni di prenotazioni
Il rapporto ha anche evidenziato l’impatto del conflitto con l’Iran, che su larga scala è iniziato a fine febbraio 2026. Le prenotazioni per gli Emirati Arabi Uniti sono diminuite di quasi il 77% a marzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Al contrario, si è registrata una crescita in altri mercati, con un aumento delle prenotazioni alberghiere in Canada (+5,16%), Australia (+4,30%) e Cina (+4,20%).
I dati sull’aumento delle tariffe alberghiere ha visto la luce dopo l’analisi di 1,78 milioni di prenotazioni alberghiere effettuate tramite HotelHub tra gennaio e marzo.
Il +7,17% risulta significativo confrontandolo con l’aumento pressoché nullo dello 0,19% registrato tra il primo trimestre 2024 e il primo trimestre 2025. Significativo anche paragonandolo all’incremento medio del 3,13% registrato nell’intero 2025.
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