Business travel: gli Usa cresceranno!

Se è vero che le tendenze nel business travel iniziano negli Stati Uniti (leggi: business travel,  cinque trend in Usa di cui prender nota) e proseguono in Europa dopo qualche mese, prepariamoci a un 2016 e a un 2017 in cui le aziende spenderanno di più per far viaggiare i propri dipendenti. Una ricerca effettuata da Gbta  (l’associazione globale del butiness travel) sponsorizzata da Visa ha infatti mostrato diversi segni che possono indurre all’ottimismo tutto il settore, anche se prima di stappare le bottiglie di spumante occorre leggere bene tra le righe.

In sostanza il reporto dice questo: “Negli Usa il business travel continuerà a crescere a tassi costanti almeno per i prossimi 2 anni, nonostante le difficoltà che arriveranno da regioni come l’Asia meridionale, l’America Latina e il Medio Oriente”. Attenzione, però: la crescita è data dall’aumento della spesa delle aziende americane e non dall’aumento del numero di viaggiatori. Che è un modo per dire che i traveller saranno numericamente sempre gli stessi ma che se prima si tirava un po’ la cinghia in certe spese, nel prossimo biennio ce la si prenderà più comoda e ci si concederanno dei piccoli “lussi”.

Per gli Stati Uniti, i dati previsionali di Gbta relativi ai viaggi d’affari in destinazioni internazionali sono in linea con quelli rilevati in Europa: + 3,2% nel 2016 e +3,5% nel 2017, quando si supereranno i 310 miliardi di dollari. Sempre calcolando le spese. “Negli Usa il mercato del business travel rappresenta un’isola di stabilità in un mare globale di volatilità” ha detto Michael McCormick, direttore esecutivo e COO dell’associazione.

Attenzione, però: se aumenta la spesa, aumenteranno anche alcuni indicatori tariffare strettamente correlati ai viaggi d’affari. Il prezzo medio delle camere di albergo, nel 2016 è previsto in aumento del 3,4%, contro il +2,2% nel comparto “food and beverage“, il +2,6% dei servizi di terra (come taxi o treni) e il +5,2% dell’autonoleggio. Le uniche tariffe a calare (anche se impercettibilmente) saranno quelle legate al trasporto aereo, che segneranno un -0,1%.

Secondo il rapporto, saranno 2 i fattori chiave che limiteranno una ulteriore crescita della spesa globale delle aziende d’oltre Atlantico: da una parte l’inflazione, che è stata ai minimi a causa del dollaro forte e del crollo del prezzo del petrolio, raggiungendo il punto più basso dai tempi della Grande Depressione del 1929. Dall’altra, il business travel verso destinazioni internazionali continuerà a risentire della situazione economica mondiale, ancora zoppicante eccetto che in nord America e nell’Europa occidentale, che nel 2015 hanno mostrato più stabilità.

“Questa crescita prevista per il biennio 2016-2017 rappresenta una buona notizia per i buyer e per i fornitori di servizi” ha detto David Henstock, vicepresidente global commercial solution di Visa. “A qualunque livello, le organizzazioni che utilizzano pagamenti elettronici disporranno di un modo sicuro e conveniente di pagare le spese del business travel”.

Un’ultima indicazione: nel 2015, la spesa correlata ai viaggi d’affari di gruppo ha superato quella degli individuali anche se la prima è in calo costante dal 2014 e nel prossimo biennio sarà altalenante (ok nel 2016 e male nel 2017). La spesa per i secondi, invece è prevista in aumento sia nel 2016 sia nel 2017 (rispettivamente +4,9% e +2,4%) con percentuali simili sia nella spesa sia nei volumi.

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