Corridoi turistici covid free

Corridoi turistici COVID free: dove e come si può viaggiare

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un’ordinanza che istituisce, in via sperimentale, alcuni corridoi turistici Covid free per 7 mete extra europee* dove viaggiare senza osservare la quarantena al rientro in Italia. Con polizza assicurativa alla mano.

Si tratta di: Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana ed Egitto, limitatamente a Sharm El Sheikh e Marsa Alam. Questi i Paesi in cui si può attualmente viaggiare per turismo durante le vacanze, nonostante appartenenti al cluster E.

Anzitutto, è bene chiarire che i livelli di attenzione alla sicurezza sanitaria si sono mantenuti nell’istituzione di tali corridoi.

Sottolineiamo, infatti, che il Governo ha predisposto ed adottato specifiche misure. In questo modo si vuole garantire che tutti i servizi fruiti durante il viaggio e il soggiorno prevengano il rischio di contagio da Covid-19.

Gli operatori turistici che organizzano il viaggio sono obbligati ad assicurare il rispetto delle norme di sicurezza. Inoltre, è stato istituito un tavolo tecnico di monitoraggio di cui fanno parte i Ministeri di Salute, Turismo ed Affari esteri. Oltre ad aziende turistiche e società aeroportuali.

Oltre all’adozione di azioni di prevenzione e pulizia, le strutture ricettive, poi, dovranno controllare la certificazione verde degli ospiti al momento del check in. Inoltre, tutto lo staff deve essere vaccinato e si deve assicurare la presenza di un dottore oppure di staff medico 24/24h nel resort.

Infine, prima di partire, i passeggeri sono obbligati alla sottoscrizione di specifiche polizze assicurative “Covid-19”, che prevedano l’assistenza sanitaria in loco e il rimpatrio sanitario protetto in caso di necessità.

Viaggio a Dubai: i requisiti di entrata e uscita e le regole Covid-19.

  • Aggiornamento: La sperimentazione  è stata prorogata fino al 30 giugno 2022. I Paesi diventano 13. Si aggiungono Cuba, la Turchia, la Polinesia francese, l’Oman, Singapore, la Thailandia limitatatmente all’isola di Phuket.

Andata e ritorno dai corridoi turistici Covid free: le regole di ingresso, permanenza e ripartenza

Possono viaggiare verso le sette destinazioni tutti i soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19 descritte nel decreto del 22 aprile 2021, all’articolo 9 comma 2, esclusivamente alle lettere a) e b).

Questo significa che la documentazione è accettata se e solo se contenuta in un’apposita certificazione verde (con QR code) e se deriva da:

  • Completamento del ciclo vaccinale 
  • Guarigione da Covid-19 

Il semplice tampone non dà diritto all’espatrio.

Alla partenza, poi, i viaggiatori devono presentare al vettore la documentazione attestante il risultato negativo di un test molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti. Ricordiamo che è comunque sempre necessaria la compilazione del Passenger locator form per la destinazione dove si è diretti.

Se la permanenza nel Paese supera i 7 giorni i soggetti sono obbligati ad effettuare un ulteriore tampone a metà soggiorno.

Come detto, i viaggiatori sono esentati dall’obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario al ritorno in Italia nel caso in cui abbiano presentato il risultato negativo di un test Pcr o rapido effettuato nelle 48 ore precedenti alla partenza dalle destinazioni dei corridoi turistici Covid free.

Inoltre, dovranno sottoporsi all’arrivo in aeroporto in Italia ad un ulteriore, ultimo, tampone.

Gli Stati uniti riaprono le frontiere ai vaccinati dall’8 novembre.

Vista di Aruba, Caraibi

Specifiche per tutti i Paesi dei corridoi turistici Covid free

Aruba, Caraibi

I viaggiatori dovranno compilare la carta di imbarco/sbarco (ED-Card), parte dell’Embarkation and disembarkation program. Dopo la richiesta, otterranno un’approvazione di ingresso dal Governo del Paese.

È necessario, poi, possedere un passaporto valido: i cittadini americani, canadesi ed europei non hanno bisogno di visto.

I passeggeri devono contestualmente sottoscrivere l’Aruba Visitors Insurance, un’assicurazione locale che copre eventuali spese mediche e accessorie derivanti da un risultato positivo del test per il Covid-19 durante il loro soggiorno.

Ricordiamo l’obbligatorietà del tampone pre partenza che deve essere solamente Pcr.

Tra le 72 e le 4 ore prima della partenza, i viaggiatori devono, inoltre, dare il proprio consenso alle ordinanze del Governo di Aruba, consultabili, insieme ad ulteriori dettagli, al sito Aruba.com.

Maldive

I viaggiatori possono soggiornare nelle isole che abbiano almeno il 95% del proprio staff nella struttura e il 65% della popolazione vaccinato. Dunque, presentare:

  • Il risultato negativo di un tampone esclusivamente Pcr
  • Un’assicurazione sanitaria internazionale per la copertura di eventuali spese mediche derivanti da Covid-19
  • Una dichiarazione del proprio stato di salute compilabile entro le 24 ore dall’andata e 24 dal ritorno sul sito Imuga

In caso di sintomi riconducibili al Coronavirus, dovranno sottoporsi a un ulteriore test Pcr, come disposto dalle Autorità maldiviane.

È richiesta la compilazione di un visto di soggiorno valido per 30 giorni, fornito direttamente in aereo dal personale di bordo. In alternativa, è reperibile all’arrivo all’aeroporto prima dei controlli.

Mauritius

Per accedere all’arcipelago, i viaggiatori dovranno compilare un Plf e un Health self declaration form da esibire all’arrivo all’aeroporto di Mauritius. Qui il link per l’All in one travel form.

Questi – ribadiamo – dovranno anche presentare l’esito di un tampone Pcr effettuato prima della partenza (per l’Italia, 48 ore prima).

Successivamente, è obbligatorio sottoporsi ad un test rapido all’arrivo, contato come giorno 0 (zero), e ad un altro il quinto giorno di permanenza. Quest’ultimo è possibile effettuarlo anche con tamponi antigenici autosomministrabili.

Solo dopo aver ricevuto il risultato del test del giorno 0 è possibile cominciare il soggiorno vacanziero.

In ogni caso, è obbligatorio sottoscrivere un’assicurazione sanitaria per Covid-19. Non è invece necessario un visto e per i cittadini italiani è sufficiente mostrare il passaporto.

Seychelles

Prima della partenza, tutti i turisti dovranno effettuare un test esclusivamente Pcr con esito negativo. Non appena ricevuto il risultato, dovranno richiedere la Health travel authorisation, l’autorizzazione di viaggio obbligatoria per il Paese.

Al suo interno sono richiesti: i dati del passaporto, le informazioni sul volo, le prenotazioni del soggiorno, nonché i risultati del tampone e il certificato di vaccinazione, se lo si possiede.

L’autorizzazione ha un costo di 10 euro, 5 euro per i minori di 12 anni. Il termine per l’esame della domanda da parte del Governo non supera le 9 ore prima della partenza. In caso di necessità, è possibile richiedere il documento in 60 minuti al costo di 60 euro aggiuntivi.

Risultato del tampone ed Health travel autorization (in formato cartaceo o digitale) andranno esibiti al vettore della compagni aerea prima della partenza.

Anche per le Seychelles è obbligatorio stipulare un’assicurazione sanitaria che copra eventuali costi sanitari e di soggiorno legati a Covid-19.

È possibile soggiornare solamente in alcune strutture ricettive, di cui riportiamo la lista.

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di consultare il sito del Ministero della Salute delle Seychelles.

Repubblica Dominicana

Per viaggiare verso Santo Domingo e tutte le altre mete della Repubblica, è necessario che i viaggiatori compilino ed inviino il “biglietto elettronico”. Si tratta di un modulo richiesto per l’entrata e l’uscita dal territorio nazionale, reperibile a questo link, da esibire in formato digitale o cartaceo al momento del check in.

In linea teorica, l’ingresso sarebbe libero per alcuni Paesi – tra cui l’Italia – per cui non è ufficialmente richiesto né un tampone né certificati vaccinali.

Ricordiamo, tuttavia, che questo è irrilevante nel nostro caso, perché le disposizioni italiane impongono in ogni caso l’obbligo di certificazione verde e di tampone per la partenza e per il ritorno.

I viaggiatori provenienti da Brasile, India e Sud Africa, invece, dovranno presentare un tampone Pcr o antigenico effettuato nelle 72 ore precedenti al volo. Quelli che partono dal Regno Unito hanno bisogno di una tessera di vaccinazione.

Una volta arrivati in aeroporto, ci saranno dei controlli a campione, tramite un tampone rapido non invasivo. Si tratta di un test effettuato sul respiro, quindi si soffierà in un tubo collegato ad un dispositivo che permette di avere i risultati in 10-15 minuti.

Non è necessario un visto – e basterà quindi il passaporto – qualora si provenga da Stati membri dell’Unione Europea o si abbia un visto nel passaporto di un Paese tra: Stati Uniti, Canada, Regno Unito o area Shengen.

Egitto

Ricordiamo che le uniche due mete raggiungibili che costituiscono una deroga alla lista dei Paesi appartenenti all’elenco E (tra cui l’Egitto) sono:

  • Sharm El Sheik
  • Marsa Alam

Oltre agli obblighi già esplicitati – certificazioni verdi e test, in questo caso, obbligatoriamente Pcr -, è richiesto dal Governo egiziano anche un Modulo di dichiarazione sullo stato di salute.

Questo va presentato prima dell’imbarco sull’aeromobile e verrà controllato all’ingresso nel Paese.

Ricordiamo l’obbligo dell’assicurazione di viaggio che copra eventuali spese mediche legate al Covid-19. Anche i dettagli della stessa assicurazione andranno riportati nella dichiarazione di cui sopra.

CORRIDOI COVID-FREE e VIAGGI FAI DA TE

Posso organizzare un viaggio in autonomia o posso viaggiare nei corridoi turistici solamente con un pacchetto gestito da tour operator?

La risposta è che no, non si può organizzare in autonomia il viaggio verso i corridoi.

La possibilità di partire per le sette mete elencate vale solamente tramite l’acquisto un pacchetto turistico che combini più servizi – organizzato e gestito da un operatore turistico.

Sottolineiamo che sia il volo che l’alloggio devono essere acquistati in combinazione presso un’agenzia o un tour operator.

Questo perché il fornitore dei servizi che riguardano il viaggio deve essere obbligatoriamente selezionato e gestito da uno di questi due soggetti, gli unici che possono assicurare quanto disposto nell’Ordinanza. In caso di prenotazione di viaggio in autonomia, infatti, non sarebbe possibile garantire che le soluzioni scelte rispettino le condizioni di massima sicurezza per quanto riguarda gli spostamenti e la permanenza.

Per semplificare i controlli, dunque, l’operatore o l’agenzia organizzatrici rilasceranno al cliente un travel pass corridoi turistici, che certifica tutte le informazioni riguardanti i transiti, il soggiorno presso la struttura ricettiva e la propria polizza assicurativa Covid-19.

COMPILARE IL PLF NEI VIAGGI TRAMITE CORRIDOI TURISTICI

È sempre necessario il Passenger locator form per il ritorno in Italia anche per i viaggiatori che sperimentano i corridoi turistici?

Ricordiamo che è sempre necessaria la compilazione del modulo di localizzazione dPlf  per il rientro in Italia.

Quindi, anche i viaggiatori che si spostano nell’ambito della sperimentazione dei corridoi turistici sono obbligati a compilare il Plf per l’ingresso in territorio Italiano, al ritorno dal proprio viaggio.

SCALI AEREI E VIAGGI NEI CORRIDOI COVID-FREE

E se, partendo dall’Italia, il mio viaggio è diviso in due parti di cui la prima in un Paese dell’elenco C o D e la seconda in una delle mete dei corridoi?

Se un viaggiatore parte dall’Italia ma il suo viaggio è diviso in due parti – a titolo di esempio, la prima con permanenza di 5 giorni in Spagna e la seconda di 5 giorni a Sharm El Sheikh – può comunque recarsi nei Paesi dei corridoi.

La condizione necessaria è che vengano rispettate tutte le regole di sicurezza nel periodo di soggiorno presso lo Stato dell’elenco C o D.

LEGGI QUI TUTTE LE FAQ DEL MINISTERO DELLA SALUTE