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Il futuro degli hotel secondo Marriott: un nuovo Rinascimento di viaggi

Il futuro degli hotel secondo Marriott International: ieri il gigante dell’hospitality ha tenuto una conferenza stampa per spiegare la propria visione sul «nuovo Rinascimento del viaggio», così l’ha chiamato il suo presidente Emea, Satya Anand. Lusso, privacy e, quindi, più appartamenti e ville in portafoglio risultano tra le attenzioni ai fenomeni che la pandemia lascerà in eredità ancora per un po’. Insieme a il/la “workation”, contrazione delle parole “work” e “vacation” ad indicare gli ospiti che lavorano dai luoghi di vacanza.

Anand: «Adattamento e sicurezza sono le sensibilità emerse dall’emergenza sanitaria, c’è molta voglia di tornare a viaggiare e ora che in Europa stanno togliendo alcune restrizioni, l’effetto sulle prenotazioni è immediato». Il manager parla di incrementi del 60-70% nei mercati dove si sono aperti corridoi di viaggio Covid tested, come tra le Canarie e il Regno Unito. Ma anche in Germania.

L’effetto “rimbalzo” riguarda attualmente il viaggio leisure.

Futuro degli hotel Marriott: da Roma a Dubai

Ad un futuro di ritorno al viaggio trepidante, la catena americana si sta preparando con nuove aperture ad un ritmo sorprendente. Nel 2020 ha aperto 15 nuove strutture e quest’anno saranno 20.

Dal brand W che debutta a Roma al St. Regis de Il Cairo (sul Nilo), passando per il Moxy Lisbona per city break e viaggi d’affari e il Westin London che aprirà nella tarda estate, i debutti sono per la gran parte dei marchi. Non dimentichiamo il Matild Palace a Budapest, che ha ingaggiato la star degli chef Wolfgang Puck per le sue tre proposte di ristorazione, e il Marriott Jumeirah a Dubai con 8 ristoranti.

Approfondisci qui sui nuovi hotel Marriott 2021.

Più case per riservatezza e spazi ampi

La catena è impegnata fortemente nella diversificazione dell’offerta. Questa è una “chiave” di lungo periodo sulla quale Anand ha sottolineato.

Osserva: «Diversifichiamo il nostro business continuamente, oggi cerchiamo di soddisfare una domanda crescente di riservatezza e bisogno di spazi ampi».

Ecco perché il brand Homes and Villas Marriott International che solo a Milano conta attualmente 43 appartamenti.

«H&V continuerà a crescere con 28 ulteriori case: in Finlandia, in Sudafrica: vogliamo dare più modalità di accoglienza e l’opportunità di spendere i punti fedeltà di Marriott Bonvoy, ampliare il nostro pubblico di famiglie quindi di turismo leisure».

Inoltre, il portfolio delle “Collection” che includono insegne di altissima gamma accolgono le novità dell’Autograph di Bucarest in una ex banca, un JW Marriott a Madrid nel 2020 e un Ritz Carlton Zermatt pronto per il 2026, che con 69 alloggi immersi nel bosco si annunciano già come il “ritiro” da sogno sul Matterhorn.

Glli chalet del futuro resort di Zermatt

L’acquisizione di Design Hotels

All’inizio di quest’anno Marriott è divenuto il proprietario al 100% di Design Hotels, società tedesca che per prima nel mondo ha avuto l’intuizione di riunire alberghi di design indipendenti e unici. Era stata acquisita da Starwood e dopo la fusione tra i due colossi, è entrato tra gli asset dapprima con quote di maggioranza, infine con l’assorbimento totale. In tutto circa 300 proprietà, perlopiù in Europa.

Lo ha ricordato durante la presentazione Jenni Benzaquen, che ne è managing director oltre ad avere la funzione di senior VP Emea dei brand di lusso di Marriott International.

«Oggi ogni brand è al centro dei cambiamenti del modo di viaggiare – spiega : i nostri clienti cercano sostenibilità. Nei Deisgn Hotels abbiamo ampliato il portfolio con Concepciò by Nobis a Palma di Maiorca (apre a giugno), mentre Moxy Bergen ha un forte accento sull’impatto ambientale in ogni aspetto dell’esperienza del soggiorno».

Se crede che l’estate del 2021 replicherà il ritorno vacanziero come l’anno scorso? «Ne sono certa e i nostri resort in Turchia così come in Algarve (Portogallo) torneranno all’80-90% di riempimento appena le restrizioni di viaggio verranno sollevate».

Il futuro del business travel nella workation

E il business travel? Benzaquen: «Siamo stati testimoni dei trend bleisure per anni e la pandemia ha trasformato questa tendenza con il workation: ora i viaggiatori d’affari hanno flessibilità dir lavorare da casa e il 54% dei rispondenti ad un nostro sondaggio ha detto che la flessibilità di poter operare da un altro luogo è quello che si aspettano».

L’offerta Marriott in questo ambito è Residence Inn con strutture ad Amsterdam, a Dubai, a Copenhagen.

Anche la sua divisione non si esime dal lusso e dall’esigenza di riservatezza: «La pandemia ha dimostrato la resilienza del consumatore di servizi di lusso, questo target vuole esperienze esclusive da vivere all’interno dell’hotel: a Vienna collaboriamo con il museo d’arte contemporanea che ha scelto alcune opere speciali per esporle in una nostra suite, mentre al Ritz Carlton De La Paix di Ginevra si può prenotare l’intero albergo per una privacy totale».

Per quanto riguarda gli impegni di corporate social responsibility, Marriott continuerà a «mantenere il contatto con le comunità all’interno delle quale opera e prospera, per realizzare operazioni alberghiere con il minor impatto ambientale possibile, infine offrendo l’opportunità di crescita personale allo staff con corsi di formazione e difesa dei diritti», ha concluso Satya Anand.

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