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Il ceo di HRG entra nel Cda di American Express GBT

Il ceo di HRG, David Radcliffe, entrerà a far parte del Consiglio di amministrazione di Amex GBT, una volta completata l’acquisizione. Lo scorso febbraio, infatti, Amex GBT ha avviato le operazioni per l’acquisto della travel management company britannica al prezzo di 411 milioni di sterline. Scopri i dettagli di questa acquisizione.

David Radcliffe è entrato a far parte di Hogg Robinson Group plc nel 1978. Il suo ingresso nel consiglio di amministrazione risale al 1989. La nomina a ceo invece è avvenuta nel 1997. Radcilffe è anche direttore non esecutivo di Wincanton plc,  fornitore di servizi di trasporto e logistica. Radcliffe è anche partner del Chartered Management Institute. Infine, è stato inserito nella BTN Hall of Fame in Nord America e nella British Travel and Hospitality Hall of Fame nel Regno Unito.

Il ceo di HRG favorirà l’integrazione tra le due Tmc

Il nuovo incarico di David Radcliffe nel Consiglio di amministrazione di Amex GBT, inizialmente onorario, consentirà di gestire al meglio l’integrazione della Tmc britannica. A confermarlo è Greg O’Hara, Presidente del Consiglio di Amministrazione, GBT: “Sarò lieto di dare il benvenuto a David nella GBT Board dopo il completamento dell’acquisizione di HRG da parte di GBT. Radcliffe apporta una grande esperienza e competenza nel settore. Svolgerà un ruolo importante nell’integrazione di HRG, garantendo continuità e contribuendo a creare valore per tutti gli stakeholder e gli azionisti”.

David Radcliffe, inoltre, ha detto: “Sono entusiasta di avere l’opportunità di lavorare con i migliori talenti e le migliori tecnologie di entrambe le organizzazioni. Dall’operazione nascerà un’azienda di livello mondiale in grado di offrire vantaggi significativi a clienti, colleghi e fornitori”.

Il ceo di HRG entra nel Cda di Amex Gbt, l’acquisizione però è rimandata

Hogg Robinson Group nel frattempo ha reso noto che la sua acquisizione da parte di American Express Global Business Travel non sarà effettiva prima del terzo trimestre 2018, anziché prima dell’estate. L’operazione ha già ricevuto l’autorizzazione di Russia e Stati Uniti, rispettivamente in aprile e maggio. Deve però ancora ottenere quella delle autorità europee garanti della concorrenza.

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