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Auto usate più vendute: prezzi su del 12%, il chip crunch frena il nuovo

  

Sale la voglia di auto usate in Italia: nei primi otto mesi del 2021 il mercato automotive di seconda mano recupera terreno rispetto al 2019, quando ha perso il 2% delle vendite. A contribuire, la crisi dei microchip, che colpisce duramente il nuovo, spingendo gli acquirenti a soluzioni immediate prese dai piazzali. Secondo Autoscout24, il maggior marketplace automotive online europeo, sono 2.002.597 i passaggi di proprietà netti da gennaio ad agosto 2021.

Questi valori si combinano a un aumento della spesa media di 2.000 euro, per complessivi 18.370 euro per un’auto usata (+12,6%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Con settembre la progressione si fa più consistente, del 4,6%, sempre confrontando con lo stesso mese pre-Covid-19. Al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), la flessione sul 2020 è dell’11,9%.

Nel nono mese dell’anno, ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 240 usate.

Approfondisci sugli incentivi per le auto usate, partiti dal 28 settembre 2021.

Auto usate più vendute: le marche e i territori dinamici

A livello territoriale, la Lombardia e il Lazio sono le regioni che nei primi otto mesi del 2021 hanno registrato il numero più alto di passaggi di proprietà netti.

Invece, i territori più dinamici nei preventivi sono Calabria, Basilicata e Sardegna.

Le alimentazioni più acquistate? Va da sé che si tratti di motorizzazioni tradizionali. Secondo i dati di Aci, quasi la metà dei passaggi di proprietà da gennaio a agosto (49,9%) riguarda vetture diesel. Seguono le auto a benzina con il 36,9%, mentre le ibride e le elettriche rappresentano solo il 2,2% delle richieste totali, come comprensibile.

Tra le auto usate più vendute, la Volkswagen Golf rimane regina. Tuttavia, prendendo in considerazione solo vetture ibride e a zero emissioni spiccano Toyota Yaris e Tesla Model 3.

Approfondisci su ALD Automotive e il noleggio a lungo termine di Tesla.

Vetture troppo vecchie in Calabria, Sicilia e Campania

Qual è la situazione del parco circolante italiano? È ancora uno dei più datati d’Europa.

Secondo gli ultimi dati di Aci relativi al 2020, in Italia il 30,5% dei veicoli è Euro 0-1-2-3, mentre solo il 26,2% è una Euro 6.

Le aree con la percentuale più alta di vetture “datate” (Euro 0-1-2-3) sono la Calabria (46,1%), la Sicilia (44,7%) e la Campania (44,5%), mentre quelle virtuose rimangono Valle d’Aosta (10,9%) e Trentino–Alto Adige (11,9%). Ad ogni modo, un’ulteriore spinta al mercato ora potrà arrivare daagli incentivi per l’acquisto di auto usate Euro 6 (da 750 euro a 2.000 euro in base a tre fasce di emissioni).

Sul portale di Autoscout24, ad esempio, ben il 42% delle vetture presenti è Euro 6 e il 66% ha meno di 6 anni.

Recentemente è stata inserita una nuova funzionalità. Gli utenti possono creare gli annunci per vendere le auto con pochi click e in tempi rapidi, inserendo il numero di targa.

Il sistema riconosce le automobili immatricolate dopo il 1994, con formato AA000AA.

Se la vettura è più datata o non viene recuperata, si può comunque utilizzare l‘inserimento manuale tramite marca e modello. I dati relativi al modello e alla data di immatricolazione vengono ricavati dal database del Ministero dei Trasporti. Invece, i dati tipici della vettura, come le caratteristiche e la lista degli optional di serie, hanno come fonte la banca dati Motornet–Eurotax, che contiene le informazioni su tutti i modelli in commercio.

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