Due notizie arrivate a pochi giorni di distanza, un’unica logica: ridurre le emissioni subito, con le tecnologie disponibili oggi, senza aspettare la soluzione unica.
È la filosofia multi-tecnologica di Toyota, e per chi gestisce una flotta aziendale racconta più di quanto sembri.
Deeside, il primo stabilimento Toyota a emissioni zero fuori dal Giappone
Dal 1° ottobre 2026 la fabbrica di motori di Deeside, nel Galles del Nord, produce a zero emissioni di carbonio. È la prima Toyota a riuscirci fuori dal Giappone e un tassello importante dell’obiettivo di Toyota Motor Europe: rendere carbon neutral tutti i siti produttivi europei entro il 2030.
Il risultato è arrivato combinando più leve: elettricità da fonti rinnovabili, zero rifiuti in discarica e, soprattutto, un digestore anaerobico costruito accanto allo stabilimento. L’impianto, un investimento privato da 282 milioni di sterline, trasforma circa 180.000 tonnellate di rifiuti locali all’anno in biometano ed elettricità, che sostituiscono il gas naturale e consentono di evitare quasi 3.000 tonnellate di CO₂ ogni anno. A completare il quadro, l’economia circolare: l’alluminio recuperato dai cerchi in lega a fine vita torna a nuova vita come blocchi motore.
Per gli appassionati, vale la pena ricordare che Deeside non è una fabbrica qualunque. Dal 1992 ha prodotto oltre sei milioni di motori, è stata la prima a costruire motori ibridi Toyota fuori dal Giappone e oggi è il polo europeo dei 1.8 ibridi e benzina che equipaggiano Corolla e C-HR. In pratica, parliamo del cuore di due modelli che molte flotte conoscono bene. Come ha sottolineato l’AD di TMUK Dariusz Mikolajczak, il traguardo nasce da trent’anni di piccoli miglioramenti quotidiani, non solo da grandi progetti. La certificazione ISO 14068 sarà completata dopo un ciclo produttivo di 12 mesi, nel 2027.

KINTO e il Vaticano: la mobilità sostenibile si noleggia
La stessa logica pragmatica guida l’accordo tra KINTO, la Mobility Company del Gruppo Toyota, e il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Il 30 settembre sono state consegnate le prime unità, alla presenza dei Segretari Generali dello SCV, l’Arcivescovo Emilio Nappa e l’Avv. Giuseppe Puglisi Alibrandi, e del Direttore Generale di KINTO Italia, Vincent Van Acker.
L’intesa si inserisce nel piano “Conversione Ecologica 2030” e prevede due fronti: la sostituzione graduale della flotta del Governatorato con veicoli a zero o basse emissioni entro la fine del decennio, e una proposta dedicata ai dipendenti, che potranno scegliere tra l’intera gamma Toyota e Lexus, veicoli commerciali elettrici compresi, con formule di noleggio a medio e lungo termine.
Il punto interessante per chi gestisce mobilità aziendale è l’impostazione: nessuna scelta obbligata, ma un percorso graduale. Si parte dalle Full Hybrid, che in ambito urbano viaggiano in elettrico per almeno metà del tempo senza bisogno di ricarica esterna, si passa alle Plug-in Hybrid con oltre 120 km di autonomia in modalità elettrica, fino ai modelli 100% elettrici con ricarica rapida, disponibili anche come veicoli commerciali. Ogni azienda può trovare il proprio livello di elettrificazione, in base a come e quanto usa i propri veicoli.
Per le flotte, l’offerta KINTO va oltre il noleggio a lungo termine all-inclusive (da 12 a 72 mesi): include il noleggio mensile, il car sharing, il carpooling aziendale per ridurre l’impatto degli spostamenti casa-lavoro e un’app che integra trasporto pubblico, treni, taxi e pagamento della sosta.
“Siamo certi che l’approccio multi-tecnologico del Gruppo Toyota insieme alle soluzioni di mobilità flessibili di KINTO sia il modo più efficace ed accessibile per gestire la transizione tecnologica”, ha dichiarato Vincent Van Acker.












