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Detrazione Iva auto aziendali al 100% se c’è addebito al dipendente

Per un’impresa, la detrazione Iva delle auto aziendali, relativa ai costi di acquisto e di impiego delle stesse, è possibile in maniera integrale. Purché, a carico del dipendente, ci sia un corrispettivo specifico per l’utilizzo del veicolo. Si tratta di un’assodata conferma per chi si occupa di servizi per le flotte, come Fleet Support, cui abbiamo chiesto un commento. L’AD Simone Costantini osserva: «Il recente chiarimento dell’Agenzia delle entrate non cambia quanto già applichiamo da anni». Proprio perché è sempre bene rinfrescare la Legge, ci interessiamo al caso e ve ne scriviamo.

Il 29 dicembre scorso, l’Agenzia ha emesso la risposta numero 631 in seguito all’istanza di interpello di un’azienda di Monza.

Quest’ultima, una società attiva nel settore dei prodotti per l’infanzia, concede autovetture aziendali in uso promiscuo ai propri dipendenti, tassando l’utilizzo “privato” del veicolo a titolo di fringe benefit e la messa a disposizione dei veicoli avviene a titolo gratuito. Non potendo perciò detrarre l’Iva al 100%, chiedeva se sia possibile beneficiare della detrazione integrale tramite autofatturazione calcolata sull’intero importo del fringe benefit tassato in busta paga.

L’Agenzia ricostruisce lo schema normativo che regola l’argomento:

  • l’articolo 19-bis1, comma 1, lettere c) e d), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633che riconosce al 40% la detrazione Iva delle auto aziendali;
  • la risoluzione n. 6/Dpf del 20 febbraio 2008 che spiega in quali casi la soglia del 40% non opera.

Dunque precisa che per ottenere lo sgravio al 100% occorre un “addebito a carico del lavoratore del corrispettivo relativo all’uso privato del veicolo”.

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Detrazione IVA delle auto aziendali: l’Agenzia delle entrate precisa

E’ proprio il secondo documento di prassi che sancisce la possibilità di fruire della detrazione integrale dell’imposta anche in ipotesi di veicoli assegnati in uso promiscuo al personale dipendente in presenza di addebito a carico del lavoratore del corrispettivo relativo all’uso privato del veicolo.

«In tal caso, infatti, l’utilizzo può considerarsi integralmente inerente all’attività di impresa, stante la configurabilità di una prestazione di servizi resa dal datore di lavoro in favore del proprio dipendente dietro corrispettivo».

L’Agenzia conclude che – nel caso dell’interpello – «non è possibile beneficiare della detraibilità integrale dell’Iva in quanto l’impiego dei veicoli in questione non configura un’operazione (prestazione di servizi) rilevante ai fini Iva». Il motivo è l’assenza del corrispettivo specifico addebitato al personale dipendente per l’utilizzo dei mezzi.

Leggi la risposta completa dell’Agenzia delle Entrate

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