Great Wall Motors arriva in Italia: vetture di qualità o cinesate flop ?

Col passare degli anni abbiamo imparato a conoscerle, tra vetture mainstream di basso livello e prodotti davvero raffinati capaci di sconfiggere la concorrenza europea. Come si posizionerà Great Wall Motors?

Great Wall Motors – le origini

Fondata nel 1984 con il fine di incarnare al meglio i valori dell’auto cinese, Great Wall Motors – tradotto alla lettera “motori della grande muraglia” – divenne in poco tempo un colosso nella filiera orientale dell’automotive. Ad oggi con un dichiarato globale – e dunque non solo confinato in Cina – di circa 2.3 MLN di vendite, il brand prepara il suo esordio in Italia, pronta ad affiancare i diversi players cinesi che hanno riscontrato un forte successo nel nostro mercato. Ad oggi però, con una proposta così ricca, specialmente da parte dei brand orientali – per citarne alcuni: Dr, MG, OMODA & JAECOO, Geely, Zeekr, etc. – l’intento di ritagliarsi una fetta di mercato si fa sempre più complicato.

Da sempre leader nella produzione di SUV e pick-up, già da qualche anno avevano tentato – con risultati piuttosto scarsi – un primo approccio sul mercato italiano. Il prodotto che avrebbe dovuto “aprire le danze” nella penisola, si è rivelato decisamente fuori target e inappropriato, tanto da lasciare in una fase di stallo il marchio. Commercializzato sotto l’acronimo di STEED, il  pick-up – a GPLsuper economico (con un prezzo di lancio poco superiore ai 20k) non ha convinto quasi nessuno; design obsoleto, appeal qualitativo di bassa gamma (ad eccezione del motore Mitsubishi) e un’identità costruita su garanzie provenienti dall’altra parte del mondo.

L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente

Di recente però, qualcosa è cambiato e quello che sembrava un marchio lontano anni luce dal successo – anche in correlazione ai competitor e alle nuove tecnologie NEV – ha rimesso le carte in tavola, riformulando le sue proposte e riscrivendo il suo futuro. La rinascita del brand parte da molto lontano, precisamente da Pechino, dove durante lo scorso salone dell’auto il costruttore della grande muraglia ha presentato due gamme di prodotti – una di veicoli, l’altra di motorizzazioni – decisamente al passo con i tempi e capaci di una qualità che sembrerebbe terrorizzare la concorrenza occidentale.

E’ giunta la sua ORA (5)

Ad aprire la nuova fase sarà la Ora 5, SUV di segmento C (lunga 4,47 metri) dal design rétro contemporaneo, caratterizzata da linee morbide e dettagli moderni come i gruppi ottici posteriori a LED integrati nel lunotto. L’abitacolo mette al centro tecnologia e qualità percepita, con display centrale da 14,6 pollici, quadro strumenti digitale da 10,25” e una scelta interessante di comandi fisici che richiama alcune soluzioni tipiche del mondo premium.

La Ora 5 sarà disponibile con tre differenti motorizzazioni. La versione benzina adotta un 1.5 turbo da 160 CV con cambio doppia frizione a sette rapporti. La full hybrid, destinata a rappresentare il cuore della gamma, sviluppa 223 CV complessivi e promette consumi vicini ai 20 km/l. In gamma anche la variante elettrica da 204 CV con batteria LFP (litio-ferro-fosfato) da 58,3 kWh e autonomia dichiarata di 435 km WLTP. I prezzi stimati dovrebbero partire da meno di 30 mila euro per le versioni termiche e ibride, mentre l’elettrica si collocherà oltre i 35 mila euro.

Jolion Max, SUV familiare disponibile sia full che plug-in

Nel corso dell’autunno arriverà la Jolion Max, SUV familiare lunga 4,6 metri progettata anche per il mercato flotte. Il modello sarà disponibile in configurazione full hybrid e plug-in hybrid, entrambe basate su un 1.5 turbo benzina. La variante plug-in raggiunge i 326 CV e promette circa 90 km di autonomia in elettrico grazie a una batteria da 19 kWh.

L’abitacolo punta soprattutto sulla praticità, con numerosi vani portaoggetti, doppio schermo digitale e una dotazione ADAS completa che include cruise control adattivo, monitoraggio dell’angolo cieco e telecamera a 360 gradi. Nel mirino ci sono concorrenti come Dacia Bigster, MG HS e Omoda 7.

H7: quando tecnologia e tecnica affiancano uno stile autentico

Più orientata all’off-road è invece la nuova H7, che porterà in Italia il marchio Haval. Le forme squadrate, ispirate al design della  TOYOTA Land Cruiser  anticipano una vocazione da autentica SUV adventure; la meccanica è supportata dal sistema Hi4 con trazione integrale ibrida intelligente e gestione elettronica della coppia. Al vertice della gamma ci sarà una plug-in hybrid da 435 CV con 120 km di autonomia elettrica, affiancata da versioni full hybrid e benzina.

Tank 300: robusto come una LADA, tecnologico come una Mercedes

La proposta GWM si completerà entro fine anno con il Tank 300, fuoristrada dal look robusto e premium, che unisce capacità fuoristradistiche (telaio a longheroni, 224 mm di altezza da terra, ridotte) a un abitacolo lussuoso e tecnologico. Con un design ispirato ai classici off-road, offre motorizzazioni benzina 2.0T , Hybrid 350 CV e la nuova PHEV da oltre 100 km di autonomia elettrica.

La gamma andrà a completarsi con il pick-up Alpha Cannon, modello lungo oltre 5,4 metri che punta a trasferire anche in Europa l’esperienza maturata dal gruppo cinese nel segmento dei pick-up, dove detiene una posizione dominante sul mercato domestico.

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