Ridurre le asimmetrie informative tra acquirenti e venditori, metterli sullo stesso piano ed evitare che l’acquisto di un’auto usata sia un azzardo. È questo l’obiettivo su cui CARFAX, società specializzata nelle informazioni sulla storia dei veicoli, basa il proprio lavoro.
Attiva negli Stati Uniti sin dal 1984, l’azienda propone in Italia dal 2021 un report dedicato al mercato locale, in cui vengono raccolti danni registrati, passaggi di proprietà, revisioni, letture del contachilometri, fermi amministrativi e gravami finanziari.
Durante l’evento “Dietro ogni auto c’è una storia: dati e trend del mercato dell’usato in Italia”, CARFAX ha presentato il proprio Osservatorio. Il quadro riguarda i nuovi trend della compravendita di auto usate e i fenomeni che stanno cambiando il mercato, con i dati in anteprima della nuova ricerca sullo scenario italiano.
Questi arrivano da un sondaggio su 1.000 persone e dalle verifiche fatte dagli utenti sui veicoli. Durante l’evento, oltre a vedere i dati dell’osservatorio, abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con Marco Arban, Direttore Business Development Europa di CARFAX.
Il futuro dell’usato è elettrificato per il 55% degli italiani, che chiedono più autonomia e ricariche rapide
Guardando al 2050, il 55% degli intervistati immagina un mercato dell’usato dominato da auto elettriche e ibride. Il 31% indica l’elettrico come alimentazione più diffusa e il 24% l’ibrido, mentre benzina e diesel si fermano al 16% e all’11%. Quote minori puntano su gas, idrogeno o tecnologie oggi non ancora disponibili.
Il quadro cambia con l’età e con il luogo in cui si vive. L’elettrico è la scelta del 44% dei 18-34enni, ma solo del 26% degli over 55. Raccoglie inoltre il 35% delle preferenze nelle grandi città, contro il 27% dei piccoli comuni. In controtendenza i giovanissimi: tra i 18 e i 24 anni il 17% indica ancora il diesel, la quota più alta tra tutte le fasce d’età.
Per rendere interessante un’elettrica usata, però, l’alimentazione non basta. Il 51% chiede più autonomia, il 36% tempi di ricarica più brevi e il 23% batterie con una vita utile più lunga. Seguono la sicurezza delle batterie (16%), prezzi più bassi (15%) e costi minori per sostituzione o riparazione (13%). Per le ibride l’attenzione va all’efficienza: il 38% vorrebbe più chilometri in sola modalità elettrica, il 31% batterie più longeve e il 23% consumi più bassi a batteria scarica.
Prezzo, annunci e competenze tecniche: perché comprare un’usata è complicato e quali truffe si temono di più
Per il 36% degli intervistati la difficoltà principale è capire se il prezzo richiesto sia adeguato. Il 32% segnala annunci con informazioni incomplete o poco affidabili, e un altro 32% dice di non avere le conoscenze tecniche per valutare un veicolo. Solo il 9% non incontra problemi rilevanti.
Il 40% giudica scarsa o molto scarsa la propria preparazione per comprare in autonomia, contro il 27% che la ritiene buona o ottima. Il divario di genere è marcato: si sente poco preparato il 54% delle donne e il 25% degli uomini. Per ridurre l’incertezza, il 62% chiederebbe aiuto a una persona esperta, come un amico, un familiare o un collega. Il 42% verificherebbe la storia del veicolo e il 20% si rivolgerebbe a strumenti di intelligenza artificiale.
La ricerca ha stilato anche la classifica delle truffe più comuni e più temute. Quando si vende un’auto:
- Finti servizi e link di pagamento: report falsi o link usati per sottrarre denaro o dati
- Phishing e furto di dati: richieste di documenti, OTP, IBAN o QR code con false verifiche
- Pagamenti non accreditati: screenshot di bonifici inesistenti o assegni contraffatti
- Furto durante il test drive: il falso acquirente approfitta della prova per portare via l’auto
- Documenti falsi o rubati: documentazione o identità contraffatte per ostacolare la tracciabilità del veicolo e della sua proprietà
Quando si compra:
- Chilometraggio manomesso: km ridotti per aumentare il valore percepito
- Danni gravi non dichiarati: incidenti importanti nascosti o riparazioni poco trasparenti
- Annunci falsi e caparre: prezzi anomali, urgenza e richieste di pagamento anticipato
- Vincoli o gravami nascosti: fermi, ipoteche, pignoramenti o leasing ancora attivi
- Telaio clonato o auto rubata: VIN alterato o copiato per mascherare l’origine del veicolo
Quasi un italiano su tre ha vissuto una truffa nell’usato, più spesso nelle città e tra i 25-34enni
Quasi un italiano su tre dichiara di aver vissuto, di persona o indirettamente, una truffa o un tentativo di truffa nella compravendita di un’auto usata. Il 9% è stato coinvolto come acquirente e il 3% come venditore. Nel 10% dei casi è capitato a un familiare e nel 9% a un amico o a un conoscente. L’esperienza riguarda una persona su due tra i 25-34enni e il 37% di chi vive in centri con oltre 100.000 abitanti, contro il 25% dei piccoli comuni.
Le informazioni problematiche incidono sulle scelte. Tra chi ha rinunciato almeno una volta a comprare un’usata, il 49% lo ha fatto per problemi emersi dalla storia del veicolo, come danni o anomalie nel chilometraggio. Il 30% ha citato la mancanza di documentazione e un altro 30% le informazioni false date dal venditore.
Il prezzo resta il primo motivo per cui si sceglie l’usato: per il 59% è il vantaggio principale. Il 32% apprezza invece la possibilità di acquistare un’auto di categoria superiore con un budget più contenuto. C’è anche una componente ambientale: per il 67%, allungare la vita di un veicolo esistente, evitando di produrne uno nuovo, potrebbe incoraggiare l’acquisto di un’usata.
Il 51% delle auto controllate ha almeno un fattore di rischio e il 43% un danno registrato
Alle opinioni raccolte tra i cittadini si affiancano le verifiche effettuate dagli utenti italiani. Tra i veicoli controllati, il 51% presenta almeno un fattore di rischio nella propria storia e il 43% almeno un danno registrato, con una concentrazione sulle vetture tra i cinque e i dieci anni di età. Proiettando i dati sull’intero parco circolante, in via teorica si tratterebbe di circa 20,96 milioni di auto con almeno un fattore di rischio e 16,85 milioni con almeno un danno registrato.
L’auto controllata tipo ha 8 anni e 116.000 chilometri. Il 45% ha avuto tra tre e cinque proprietari, il 23% due e il 14% uno solo. Il 13% ha una storia di importazione e, tra queste, quasi una su due ha almeno un danno registrato.

Il 79% è a combustione (43% diesel, 36% benzina), il 13% ibrido e il 2% elettrico. I marchi più verificati sono Fiat (12%), Audi (9%), BMW e Mercedes-Benz (8% ciascuna) e Volkswagen (7%).
Un focus riguarda le auto passate di mano nel 2026, che pesano per il 32% di quelle controllate. Tra quelle cambiate di proprietario nei primi otto mesi dell’anno, quattro su dieci hanno almeno un danno registrato. Hanno in media 8 anni e 116.000 chilometri, l’11% ha una storia di importazione e il 54% ha avuto tra tre e cinque proprietari.
Marco Arban, CARFAX Europe: “Sull’usato serve fiducia: il report è lo strumento indipendente tra venditore e acquirente”
Quali sono le principali preoccupazioni degli italiani quando si avvicinano all’acquisto di un’auto usata?
Sono legate soprattutto al tema delle truffe, che è il timore più grande. Prima di tutto vogliono sapere se stanno pagando il prezzo giusto, se quello che viene chiesto corrisponde davvero al valore dell’auto. Poi si chiedono se ha avuto incidenti gravi e, nel caso di danni strutturali, se è ancora sicura. E vogliono essere certi che i chilometri siano reali, cioè che il contachilometri non sia stato manomesso. Sono le domande più frequenti, e non solo in Italia: accomunano gli utenti di tutti i mercati europei e non solo. Quando si compra un’auto usata, spesso non si sa esattamente cosa si sta comprando.
In che modo CARFAX cerca di rispondere a queste esigenze?
Cerchiamo di raccogliere quante più informazioni possibile sui veicoli che circolano in Italia e all’estero, per ricostruire una storia del veicolo il più completa possibile e darla ai nostri clienti. Così possono capire se l’auto ha avuto incidenti e di che entità: danni lievi, magari solo estetici o di carrozzeria, che non toccano telaio e struttura e quindi non compromettono la sicurezza, oppure danni più seri, che devono far scattare un campanello d’allarme. Poi c’è lo storico dei chilometraggi. Raccogliendo i dati riusciamo a capire se l’andamento è logico, cioè se i chilometri crescono nel tempo, oppure se a un certo punto calano per poi ripartire. In quel caso si parla chiaramente di manomissione del contachilometri, ed è un segnale d’allarme importantissimo per il cliente.
Un altro tema centrale è quello dei dati. Come garantite la sicurezza delle informazioni sensibili dei clienti?
Per noi la sicurezza del dato è uno degli aspetti più importanti. Fino a giugno di quest’anno facevamo parte di S&P Global, multinazionale statunitense che è tra le più importanti agenzie di rating al mondo. Da loro abbiamo imparato che difendere i clienti, le loro informazioni e il nostro know-how è fondamentale per la sopravvivenza di un’azienda. Per questo applichiamo i massimi livelli di protezione ai dati presenti nel nostro database.
Quando si sceglie un’auto usata, quali motorizzazioni vanno per la maggiore? L’elettrico, in un Paese come l’Italia, sta iniziando a farsi spazio?
Le verifiche che i clienti fanno sul nostro portale sono in linea con le statistiche di mercato. La maggior parte dei passaggi di proprietà riguarda veicoli con motore endotermico, diesel e benzina, ed è quello che vediamo controllare anche ai nostri clienti. Poi c’è l’ibrido, in forte crescita: le richieste per questa alimentazione sono aumentate di circa il 52% rispetto all’anno scorso. L’elettrico, invece, è ancora molto basso: pesa per il 2% delle verifiche, a fronte dell’1% di quota nel parco circolante italiano. Quindi è una percentuale più alta, ma al momento ancora irrisoria. Di sicuro, però, è destinata a crescere.
Oltre ai privati, vi capita di lavorare anche con piccole aziende? Avete servizi dedicati?
Il nostro target principale è l’acquirente di auto usate, quindi il privato, ma possiamo raggiungerlo in due modi: direttamente, attraverso la nostra piattaforma, e indirettamente, grazie alla collaborazione con i dealer, in Italia e all’estero. Oggi in Italia migliaia di dealer utilizzano già i nostri report, principalmente per due attività. La prima è l’acquisto: anche loro, quando ritirano un’auto da un privato, spesso non sanno esattamente cosa stanno comprando. La seconda è la vendita: il nostro report diventa uno strumento indipendente per dare all’acquirente informazioni affidabili e creare un clima di fiducia tra venditore e cliente.












