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Rapporto Aniasa 2018, irrompe il Noleggio a Lungo Termine ai privati

Alla presentazione del 17° rapporto Aniasa 2018 (vedilo qui), il neo-presidente Massimiliano Archiapatti (leggi qui della sua conferma ai vertici associativi) ha sottolineato come il pay off che accompagna il nome dell’associazione confindustriale, ovvero Aniasa, Muoviamo il futuro, guidi le sue attività (vedi qui il sito, recentemente rinnovato). Basandosi però su numeri eccezionali, con un valore economico importante per il paese: “nel 2017 il settore del noleggio dei veicoli ha registrato un fatturato di ben 6,2 miliardi di euro, a più 7,7% anno su anno, per quasi un milione di veicoli a noleggio per un volume di immatricolazioni che ha raggiunto il 22% del mercato”, dice Archiapatti. Dati positivi per l’Associazione nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici che si ripetono anche nel primo trimestre del 2018: “con un aumento del 16% del giro d’affari, una flotta a quota 936 mila unità e un nuovo boom delle immatricolazioni, balzate da 154mila a 172mila unità, con un cumulato trimestrale arrivato per la prima volta al 27,5% dell’intero mercato”. Perfomance che devono tantissimo al Noleggio a Lungo Termine, con 4,9 miliardi di fatturato con 70 mila aziende clienti, 2700 della P.A e, novità dell’anno, con ormai oltre 25mila privati. A cui si aggiunge l’1,2 miliardi di euro di fatturato del Noleggio a Breve termine, anno record per il settore con, però, sempre più concorrenza al suo interno, soprattutto low cost, registrando quindi più gironi di noleggio ma a tariffe più basse. Infine ecco l’1,3 milioni di euro del Car Sharing, mondo entrato in Aniasa lo scorso anno (leggi qui).

Rapporto Aniasa 2018, l’avanzata dei privati nel Noleggio a Lungo Termine

Se i confini tra i tre segmenti delle aziende che fanno parte di Aniasa “sono sempre più labili” come sottolinea il presidente, è perché  vi è sempre più uno spostamento dell’asse culturale che, dopo aver conquistano le aziende negli scorsi anni, ora va alla caccia dei privati, con molti operatori del settore che, avvalendosi di grandi economie di scala, offrono oggi servizi di mobilità a costi contenuti anche per le famiglie, che non godono delle agevolazioni fiscali, auspicate dall’Associazione, insieme a detrazioni di imposta e al cambio del Codice della Strada, vecchio di vent’anni, che non comprende né il Car Sharing né il Noleggio. Secondo uno studio della società di consulenza globale Bain&Company, presentato da Gianluca Di Loreto, la crisi del 2013, che ha spinto le immatricolazioni a 1,3 milioni, sotto alla quota minima toccata negli anni ’90, che ha visto il dimezzamento dei concessionari (da 3mila a 1500 circa) e alla diminuzione delle filiali bancarie (da 35 mila a 26 mila circa), ha fatto nascere nuovi soggetti, che hanno spinto a nuove linee di business orizzontali ma anche verticali, creando la figura
del Full mobility provider. “Una filiera con bassi margini ma che sono saliti fortemente nel caso del Noleggio, arrivando a doppia cifra, perciò molte sono le aziende che si stanno attrezzando per proporlo anche ai privati, tenendo conto quattro punti essenziali: il servizio prevale sul prodotto, l’utilizzo prevale sul possesso, il costo prevale sulla personalizzazione e la certezza prevale sul rischio”  commenta Di Loreto, che in un sondaggio realizzato su 1300 utenti ricorda che in molti conoscono e vedono di buon grado il Noleggio a Lungo Termine, ma nella gran parte non conoscono le aziende che lo fanno, confondendoli con società Rac, di car sharing, addirittura con le case auto o anche con i broker: “perciò le aziende di Nlt che  voglio andare sul privato devono tener conto di quattro pilastri; la customer journay, trasparenza di prezzi e contratti, la velocità e la flessibilità, tenendo però anche conto dei rischi sui valori residui di questi veicoli, sulle condizioni di acquisto, che qui vedono scendere in campo direttamente le case, e la complessità operativa”.

Rapporto Aniasa 2018, il car sharing alla caccia di massa critica

Secondo il 17° Rapporto Aniasa 2018, nello scorso anno le attività di car sharing hanno registrato una crescita di iscritti, q quota 1,3 milioni (più 21% sul 2016), di cui 820 mila attivi (a più 38%), passando dal 50% del 2016 al 65% dell’anno passato, per oltre 7 milioni di noleggi, a più 7%, ovvero circa 20 mila al giorno, concentrati a Milano (per il 50%) e Roma (per il 30%) : “ma, secondo alcuni studi, sono 15 milioni i nostri potenziali clienti, a cui diamo la caccia anche per poter mantenere queste ottime tariffe e, finalmente, andare in positivo” commenta Giuseppe Macchia, sezione car sharing di Aniasa, nonché Vice President Smart Mobility presso Eni, a capo di Enjoy, che sottolinea come questo settore per poter crescere ha bisogno di: “Regole chiare e uniformi nelle amministrazioni locali, con bandi simili, entrare nel codice stradale, dove non siamo previsti, e la creazione di isole della mobilità nei comuni. Con blocchi da 5/10 parcheggi nei Punti di interesse quali ospedali, stazioni, centri storici, etc.” a cui aggiunge, “naturalmente aiuterebbe anche la decisione di definire il car sharing come un servizio di pubblica utilità, quindi con Iva calmierata, la detrazione fiscale per gli utenti al 19% e un credito d’imposta per le aziende, oltre a una maggior comunicazione sul territorio”.

Rapporto Aniasa 2018, basta attacchi al diesel

Alla presentazione dle 17° Rapporto Aniasa 2018, anche lo studio di Fleet&Mobility, dove si sottolinea come le vetture in locazione oggi possono contare su emissioni decisamente ridotte rispetto a quelle del parco circolante nazionale, tra i più anziani d’Europa, con meno della metà (se a benzina) e due terzi (se diesel) in meno di monossido di carbonio, il 50% in meno di ossido di azoto e i meno 70% di emissioni di idrocarburi incombusti. Con il curatore Pier Luigi del Viscovo che ha ricordato come “le Flotte sono composte da un 13% di euro 5, che probabilmente andranno a scomparire nel 2018, con l’87% euro 6, e che, secondo un recente studio del 2016, solo il 4/5% degli inquinanti arriva dagli scarichi auto, il resto da freni e gomme ma soprattutto dalla strada non pulite”. Perciò nell’incontro di oggi si è ribadito come la guerra al diesel sia veramente controproducente per saving ma anche per l’ambiente, “so di concessionari che vedono clienti rinunciare alle auto ibride per tornare al diesel” commenta del Viscovo.

Rapporto Aniasa 2018, le stime per l’anno in corso

Il presidente Archiapatti ha chiuso ricordando le tante cose fatte dall’Associazione nel 2017, tra cui anche il Db anti-fode che ha incassato l’ok dalla autorità della privacy, così come Aniasa è stata “assolta” dall’antitrust per non aver fatto cartello (leggi qui), e ha annunciato le stime, positive, per l’anno in corso: “ci attendiamo un più 18% per il noleggio, a quota 1 milione 75 mila unità, con 447 nuovi immatricolazioni a più 10%. Il che testimonia che la nostra visione della mobilità come servizio è vincente. Perché noi” ribadisce Archiapatti, “muviamo il futuro”.

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