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Da Share Now for Business un nuovo contratto aziendale di car sharing

  

Share Now for Business prepara nuove soluzioni per le aziende. L’abbonamento rivolto alle imprese del servizio di car sharing nato dalla joint venture tra Bmw e Daimler è utilizzato da 34mila account corporate in Italia – ve lo abbiamo scritto qui -: questo dato mette in evidenza il nostro mercato per l’incidenza del canale b2b più alta d’Europa. Al primo posto c’è Milano, seguono Torino e Roma. «Sono fiero di questo risultato perché l’offerta è partita dopo la Germania e in poco tempo ha superato il Paese di origine del gruppo», spiega Horacio Reartes, sales director Europa occidentale di Share Now.

Il Belpaese è primo anche rispetto a Spagna e Francia, dove Share Now for Business è presente nelle capitali.

Cosa convince le aziende a utilizzare questa formula di car sharing?

Reartes: «In generale, la nostra concentrazione rimane sull’utente e sulla sua esperienza: stiamo continuando a sviluppare sia b2c sia b2b la prenotazione anticipata (45 giorni) e la consegna del veicolo gratuita, introdotta nel 2020. Sia dall’app sia dal sito web».

In tal modo, la vettura viene consegnata anche all’indirizzo dell’ufficio o di casa del driver, in un raggio di 80 metri di distanza. Il delivery è una opzione, su richiesta.

Horacio Reartes

Il car sharing ha un futuro in crescita?

«Abbiamo capito che le nostre auto saranno utilizzate di più e per noleggi duraturi, perciò ci focalizzeremo sul car sharing di lungo termine: ha avuto successo eccezionale su clienti sia privati sia aziendali».

Share now for business: quali i vantaggi per una impresa?

«Siamo in una fascia tra il Nbt e il normale car sharing. Offriamo i vantaggi dell’ultimo (dove trovi l’auto, la prendi e la lasci ovunque), cioè tanta libertà, anche se abbiamo una scelta di modelli più ridotta. Tuttavia, per un utilizzo aziendale dove il focus è la praticità siamo preferiti».

Ecco che a Roma, le auto sono Smart a 2 e 4 posti. A Milano c’è anche la versione cabrio della piccola di Mercedes, più Mini Clubman e Bmw Serie 1, Serie 2 Active Tourer, X1 e Bmw i3. A Torino come a Roma, solo Smart.

Una curiosità: nella flotta in Germania c’è anche la nuova Fiat 500.

Come sta cambiando la mobilità aziendale?

«Il Covid19 ci ha insegnato che oltre alla crisi profonda abbiamo cambiato le abitudini: i noleggi sono più lunghi, i pacchetti giornalieri sono aumentati del 160% e del 128% la durata dei noleggi: ne abbiamo meno ma si allunga il periodo».

I pacchetti giornalieri si possono acquistare nell’offerta a lungo termine. Un cliente può noleggiare un’auto scegliendo tra il costo al minuto oppure le tariffe orarie (2,4,6 ore) e i pacchetti giornalieri, che vanno da 1 a 30 giorni consecutivi.

Quali sono le funzionalità specifiche b2b?

«Abbiamo sviluppato un pannello di controllo dove “l’admin” è il travel o fleet manager, chi si occupa della mobilità aziendale insomma: nell’ultimo anno è stata migliorata la procedura degli inviti ai dipendenti, che si devono registrare come privati e possono essere invitati come driver aziendali dall’amministratore».

Da un accesso dedicato dal sito web, l’admin verifica tutti gli spostamenti della lista dei driver che ha in carico. L’utente singolo, invece, vede il suo profilo e i viaggi pagati privatamente, così come quelli aziendali.

Da piattaforma b2c state dunque incrementando il business b2b, quali sono i prossimi step?

«Dal 2019 il canale b2b è molto cresciuto e nel 2020 c’è stato il boom, quindi nel 2021 insisteremo: nelle tariffe lavoriamo per produrre un corporate agreement: un contratto per le aziende. Stiamo negoziando con il nostro pricing per uno schema tariffario. L’accordo gli permetterà di accedere a particolari offerte sia nella guida giornaliera sia nei pacchetti. Un passaggio importante perché avremo l’opportunità di dare offerte di sconto».

Nel 2021 Share Now confermerà la strategia b2b, dunque. Tra i prodotti dovrebbero essere confermati i “pass”, fino a oggi un test. Cioè pacchetti per le aziende che riducono del 25-50% le tariffe al minuto a fronte di un abbonamento mensile. «In tal modo, possono ottenere una struttura di costi ben definita: cosa pagano per un tot di minuti».

L’azienda-tipo di Share Now for Business è una Pmi, per le grandi corporation che non hanno un Dna digitale, la società sta allineando lo schema di fatturazione elettronica perché possa incontrare i meccanismi talvolta complessi che certe imprese hanno messo a punto per soddisfare l’obbligo fiscale telematico. «Con le grandi aziende digital native europee non abbiamo problemi, ne abbiamo già diverse in portafoglio», conclude il manager.

L’obiettivo del 2021 è di incrementare le revenue del canale b2b, almeno del 20%. La pulizia dei veicoli è stata triplicata con la pandemia. Flotte elettriche? In Francia e in Spagna le auto sono solo EV. In Italia i piani sono stati rallentati dal Coronavirus.

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