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La telematica dell’automotive in prima linea con le flotte durante il Coronavirus

Mai come in questo periodo la telematica dell’automotive ha assunto un ruolo di primo piano. Con le flotte aziendali impegnate in prima linea durante il Coronavirus, tra consegne di merci e trasporto di pazienti e attrezzature sanitare, gli operatori delle tecnologie di norma impegnate nel tracciamento dei veicoli si sono trovati al centro dell’attenzione per una resposnabilità molto più ampia.

Per i fleet manager che hanno operato in smart working, le applicazioni informatiche si sono rivelate indispensabili e chi ha detto che dopo l’emergenza da Covid-19 «rinasceremo più digitali» ha visto giusto.

«Soprattutto con i clienti del Nord Italia siamo impegnati nella gestione delle flotte coinvolte nell’emergenza sanitaria – argomenta Fabio Saiu, Leasing and renting european director di Geotab -. Non solo veicoli commerciali leggeri, ma autoambulanze e mezzi di aziende che devono recapitare medicinali e respiratori, oltre a generi di prima necessità sono in attività a pieno regime e pongono la telematica al centro in questa particolare fase socio-economica». In tutto, un centinaio di mezzi.

Geolocalizzazione, routing, geofencing: i must have della telematica oggi

Tra le funzionalità basiche della telematica, la geolocalizzazione e il routing si rivelano degli autentici “salvavita”. «Si pensi al fatto che aiutano i mezzi ad arrivare rapidamente a destinazione, così come il geofencing perimetra le zone rosse e aiuta le organizzazioni a capire quando il veicolo entra ed esce dall’area a rischio», argomenta Saiu.

Insieme all’applicazione per scopi di antifurto, Geotab sta impiegando le sue soluzioni anche per avvertire i driver quando varcano al soglia della “congestion charge” a Londra. Cioè una sorta di Ztl in cui le auto pagano una cospicua fere d’ingresso. Dunque, potrebbe essere applicato anche alle nostre aree “low emission”, come i centri urbani che vietano i mezzi inquinanti. Ma non solo.

«Per un noto noleggiatore a breve termine – continua il manager -, intercettiamo il veicolo in prossimità della stazione di ritorno e prepariamo la pre-fattura, prendendo il chilometraggio e il livello del serbatoio. Inoltre verifichiamo se ci sono stati incidenti. Poi avvisiamo lo staff della società, che sa con anticipo della restituzione dell’auto e in quali condizioni».

Non dimentichiamo che il geofencing, che significa “circoscrivere il perimetro virtuale” di uno spazio reale, serve anche ad avvertire quando il veicolo si avvicina ai confini nazionali (per evitarne la sparizione) oppure in zone a rischio di furto, come lo sono alcune regioni italiane.

Telematica dell’automotive e privacy

Spesso la geolocalizzazione è vista come una violazione della privacy. Oggi invece si parla della necessità di tracciare le persone e gli spostamenti per circoscrivere i pazienti positivi da Covid-19 e limitare il contagio. Cosa ne pensa un colosso come Geotab che nella connettività sta sviluppando gli accordi ad ampissimo raggio, come quello con Vodafone (leggilo qui)?

Saiu: «Penso siano tormenti cerebrali, visto che le forze dell’ordine sanno benissimo dove siamo dalle celle telefoniche e a questo proposito mi viene in mente l’esperimento di un artista che a Berlino ha passeggiato con 99 cellulari in un carrello, facendo credere a Google Maps che le strade che percorreva fossero intasate di traffico».

La ri-partenza dopo il Coronavirus

Con due milioni di veicoli connessi, Geotab vede così la ri-partenza: «I colleghi europei stanno raggiungendo ora il picco dei contagi, mentre noi ne stiamo uscendo. I nostri piani di crescita vanno avanti, nonostante una stima del 60% di mancate vendite sulla considerazione che alcune aziende potrebbero non riaprire. Ma recupereremo un 25% nel terzo trimestre. Va detto che l’implementazione della telematica ha una curva di apprendimento lunga».

Telematica dell’automotive, i consigli ai fleet manager

Premesso che l’adozione di strumenti tecnologici mostra elementi da tradurre in benefici dopo 6-8 mesi, sono due i messaggi ai fleet manager da Saiu: la telematica non va interpretata come un costo e va sfruttata per fare emergere nuove opportunità di risparmio.

Telematica uguale commodity: «L’applicazione puntuale porta a risultati positivi, ma non è una bacchetta magica – spiega -. E non agisce in breve tempo. Ad esempio, aiuta a migliorare lo stile di guida e questo giova dal punto di vista assicurativo. Però il fleet manager deve analizzare la dashboard. E studiare le leve di efficienza. Non è un esercizio matematico, occorre studiare».

La seconda equazione che Saiu sconsiglia è quella che vuole la telematica un “semplice” attivatore di risparmi su Tco oppure total cost of management (Tcm).

«Nessuno dice mai che serve a sviluppare nuovi servizi. Ad esempio per realizzare una polizza assicurativa “pay as you use”. In realtà, una grande compagnia lo sta facendo. E si potrà pagare la rata secondo il chilometraggio annuo percorso. E ancora, usare la telematica per gestire il fermo dei veicoli anche in funzione della manutenzione delle batterie».

In arrivo la soluzione per il car sharing

Entro l’anno, Geotab lancerà l’applicazione per gestire il car sharing. I primi clienti sono i noleggiatori di lungo e di breve termine, più le società di leasing che offrono formule corporate. L’apertura degli uffici a Milano è in previsione. Il mercato delle flotte aziendali pesa per il 70% del fatturato.

Approfondisci qui sul prodotto per le aziende con flotte in transizione da motore endotermico ad elettrico o ibrido.

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