Volkswagen reagisce con il cambio dei vertici e info trasparenti ai clienti

Dopo un primo momento di disorientamento, Volkswagen reagisce. E lo fa  innanzitutto cambiando la squadra. Del nuovo ceo che dovrà traghettare l’azienda al di fuori della crisi abbiamo già scritto (leggi: E’ Müller il nuovo timoniere di Volkswagen). Ora invece il Consiglio di sorveglianza della casa tedesca ha eletto Hans Dieter Pötsch (64 anni) come proprio Presidente con effetto immediato, a cui succede come Membro del Consiglio di amministrazione con responsabilità per Finanza e controlling  Frank Witter (56 anni), già presidente del Consiglio di amministrazione di Volkswagen Financial Services AG
“Il nostro ringraziamento sincero va al Signor Pötsch per aver accettato un incarico importante in questo momento difficile. Il signor Pötsch ha una conoscenza profonda del Gruppo Volkswagen e, più in generale, dell’industria automobilistica, oltre a una grande esperienza nei mercati finanziari” ha detto  a nome del Consiglio di sorveglianza, Wolfgang Porsche, Membro del Comitato Esecutivo. “Vogliamo ringraziare Berthold Huber per aver svolto l’incarico di Presidente del Consiglio di  sorveglianza ad interim prestando un grande servizio all’Azienda”.
Azienda che si appresta a varano “tagli dolorosi”, come affermato da Müller , che dovrà varare  “un massiccio programma di risparmi” per riuscire a dare liquidità necessaria ad andare incontro alle molte spese, legali e no, che il gruppo si troverà ad affrontare dopo lo scandalo Dieselgate. Cifre che il Gruppo ad oggi non può che stimare; “perché dovremmo affrontare  conseguenze commerciali e finanziarie non prevedibili”.  Perciò il gruppo “sta rivalutando tutti gli investimenti previsti”, in quanto “la crisi potrebbe minacciare l’esistenza dell’azienda” come ha detto ai top manager dell’azienda lo stesso Pötsch, la persona che ha in mano le redini finanziarie del gruppo.
Investimenti che al momento si sono diretti nel risolvere il problema alle auto incriminate, Volkswagen richiamerà almeno 8 milioni di autovetture in Europa, ma anche sui media, con un campagna in occasione del 25° anniversario della riunificazione tedesca, per scusarsi dell’accaduto, con pagine sui giornali che puntano a recuperare la fiducia dei tedeschi, con la frase “Vogliamo dire solo una cosa: faremo di tutto per riacquistare la vostra fiducia”. Iniezione di fiducia che serve a tutta l’economia tedesca, anche se la cancelliera Angela Merkel pur definendo “drastiche” le conseguenze dello scandalo, non teme che l’appel del Made in Germany avrà grosse ripercussioni: “credo che la reputazione dell’economia tedesca non sia scossa al punto che il nostro Paese non sia più una buona base per investire” ha commentato a Deutschlandfunk, sottolineando che spera che “si faccia rapidamente la necessaria chiarezza e si sistemino le cose”. Secondo Interbrand il valore del marchio Volkswagen è sceso del 9% a 11,1 miliardi di euro nell’ultima classifica annuale, unico marchio automobilistico a perdere valore, scivolando dal 31° al 35° posto, a causa proprio dello scandalo, visto che prima dell’accaduto segnava un +10% (vedi: I brand dell’automotive e dell’It dominano i top 100 di interbrand)
Un recupero di fiducia che passa inevitabilmente dall’individuazione dei responsabili della truffa;  sulla Bild si legge di come vari ingegneri abbiano già ammesso di aver partecipato nel 2008 all’installazione del software fraudolento e che, alcuni di essi, avrebbero indicato come responsabile Ulrich Hackenberg, in passato a  capo della divisione ricerca e sviluppo, fra i manager che nelle scorse settimane sono stati sospesi dall’incarico. L’indagine è stata affidata allo studio legale Jones Day, incaricato dal Consiglio di Sorveglianza di condurre l’indagine esterna.
Intanto da Verona, sede di Volkswagen Italia, arriva la comunicazione che sui siti delle rispettive marchi sono stati approntate pagine ad hoc così come sono stati attivati numeri verdi per capire se i possessori di auto con motori Diesel Euro 5 del tipo EA 189 sono interessati all’intervento di manutenzione service per la correzione delle caratteristiche delle emissioni di ossidi di  azoto (NOx) . Di seguito le pagine e i numeri verdi dedicati per ogni marchio:
La comunicazione riporta anche che, in alternativa, i Clienti potranno rivolgersi ai Concessionari o ai Service Partner della Rete Ufficiale di Volkswagen Group Italia.