Volvo XC40 elettrica nasce sicura con la batteria in gabbia

Volvo ha annunciato la XC40 come la più sicura e la più tecnologica mai creata dal brand. Sarà la nuova carta da giocare per le aziende, ma anche per paesi come la Cina, dove ad oggi la solida performance nella regione (109.512 immatricolazioni, +13,85% nei primi 9 mesi rispetto allo scorso anno) è dovuta soprattutto alla domanda di XC60 e S90 prodotti localmente.

Volvo Xc40 elettrica: i vantaggi

“Indipendentemente da ciò che guida un’auto in avanti, sia che si tratti di una macchina elettrica o di un motore a combustione, una Volvo deve essere sicura – afferma Malin Ekholm, responsabile della sicurezza di Volvo Cars -. La XC40 completamente elettrica sarà una delle auto più sicure che abbiamo mai costruito”. Tra le novità una batteria protetta da una gabbia, costituita da un telaio in alluminio, al centro della struttura della carrozzeria, che ha anche il vantaggio di abbassare il baricentro dell’auto e dare una migliore protezione contro i ribaltamenti. Non solo.

I tecnici hanno ridisegnato e rinforzato completamente la struttura frontale per far fronte all’assenza del motore termico. Inoltre, la XC40, concepita sin dalla sua nascita per l’elettrificazione, mostra un approccio ingegnoso e radicale anche nel design dell’abitacolo. Il pacco batterie, integrato nel pavimento dell’auto, del resto, consente maggior spazio a bordo.

A ciò si aggiunge anche uno speciale vano di carico sotto il cofano anteriore per uno stivaggio aggiuntivo di 30 litri: infatti, il motore elettrico è più piccolo di un motore a combustione interna. Una volta al volante, infine, ad accogliere il guidatore c’è un’inedita interfaccia utente per avere informazioni aggiornate sulla carica. Non per ultimo, allestimenti pronti a distinguersi dalla concorrenza per dettagli sportivi e rivestimenti realizzati con materiali riciclati.

Verso l’azionamento autonomo

In termini di sistemi di sicurezza attiva, Xc40 è anche il del primo modello Volvo dotato di una nuova piattaforma di sensori Adas (Advanced Driver Assistance Systems) con software sviluppato da Zenuity, la joint venture tra Volvo Cars e Veoneer.

Nello specifico una serie di radar, telecamere e sensori a ultrasuoni che, grazie alla loro natura scalabile, possono essere facilmente sviluppati, ponendo le basi per l’introduzione della tecnologia di azionamento autonomo. Uno step a cui il brand arriverà senza fretta, con l’unica promessa di azzerare morti e feriti sulle strade. Una filosofia che ad oggi sta dando i suoi frutti.

[Approfondisci qui con il premio alla sicurezza assegnato a Volvo Cars Italia e qui sulle nuove regole europee]

Volvo in salita nelle vendite

Intanto, la Casa segna un più 7,4% nei primi nove mesi del 2019. In totale sono state 507.704 le immatricolazioni nel periodo, guadagnando quote di mercato in Europa, Cina e Stati Uniti. Una performance supportata dalla continua e forte domanda per la gamma di Suv XC60, seguita dalla XC40 e dalla XC90.

Le vendite dell’azienda in Europa hanno raggiunto le 247.610 vetture nel periodo gennaio-settembre, con un incremento del 6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Qui la crescita dell’area è stata trainata soprattutto dalla performance del Regno Unito (+ 19,3%) e dalle vendite tedesche (+24,8%), grazie all’offerta di Care by Volvo, che ora ha registrato un trend di circa il 6% dei volumi totali del mercato.

Care by Volvo, la nuova frontiera del noleggio per tutti

Per la prima volta, a livello globale, Volvo propone l’auto come un “servizio”. Al cliente viene offerta la possibilità di scegliere il veicolo e sostituirlo ogni 12 mesi: un’opzione che permette di cambiare tra i modelli della gamma (nuovi o con massimo 5.000 chilometri all’attivo), e una proposta in grado di stuzzicare chi non vuole essere vincolato. Il prezzo tutto incluso, senza anticipi, comprende anche i servizi digitali.

qualità dell'aria in lombardia
Precedente

Auto aziendali in Lombardia, incentivi dal 16 ottobre con il nuovo bando

Noleggio auto lungo termine
Successivo

Noleggio auto lungo termine, studio Aniasa: quota diesel dal 75% al 66%