«Capienza al 100%», la richiesta dell’industry dei congressi in Italialive

  

Italialive, movimento di sostegno alla event industry, chiede al Governo la fine del distanziamento sociale e il ripristino della capienza delle location al 100% per eventi, congressi e meeting. La petizione arriva da 14 associazioni del settore.

La riduzione della capacità per l’industria degli eventi e i congressi live appare, difatti, anacronistica.

Anzitutto perché non tiene ancora conto del retrocedere della pandemia, grazie agli effetti positivi della campagna vaccinale e dell’applicazione del Green Pass, ormai da tutto agosto.

«Il comparto ha subìto una battuta di arresto durata più di un anno e solo ora sta cercando con fatica e con orgoglio di ripartire. Ma per farlo ha bisogno, e subito, di poter tornare a far vivere a capacità piena i suoi spazi». Questo è ciò che afferma Salvatore Sagone, media spokesperson di Italialive, Club degli Eventi e Live Communication.

Leggi anche: Italialive unisce l’industria degli eventi come mai prima d’ora.

I protocolli del MICE sono anacronistici

Per il Mice esistono ancora dei rigidi protocolli che contrastano con l’ottimale situazione attuale e il comportamento di altri settori.

Inoltre, benché le tecnologie digitali possano costituire un supporto, nella comunicazione niente può sostituire il valore della presenza e lo scambio tra le persone.

I professionisti del comparto concordano che sia necessario tornare ad investire negli eventi live, in sedi che non siano limitate dal numero di persone ammesse e dal distanziamento.

«Siamo pronti, come sempre, a dialogare con il Governo, ma chiediamo regole guidate dal buon senso e dal rispetto per il lavoro di migliaia di addetti», conclude Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi, portavoce di Italialive.

 

 

Qui la legislazione per eventi, fiere e congressi.

Federcongressi&eventi: l’industria dei congressi e degli eventi chiede la capienza all’80%

Anche Martina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria, si unisce all’appello.

«Considerata l’evoluzione positiva del quadro epidemiologico e che ormai cinema e teatri potranno contenere molte più persone e anche i musei riapriranno con capienza al 100%, non ci capacitiamo del perché per le sale congressi e le location per eventi non sia riservato lo stesso trattamento», osserva.

Portare la capienza degli spazi almeno all’80% rappresenta una misura fondamentale per incentivare le aziende e le organizzazioni a investire in eventi e congressi.

Infine, Albarelli ricorda che i convention center sono luoghi di lavoro sicuri. A tal proposito l’associazione ha redatto il Documento di valutazione del rischio biologico in sede di evento, diventato prassi Uni.

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