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Pianificare un viaggio di lavoro o vacanza con l’AI

Il settore turistico sta attraversando una trasformazione profonda, e i numeri lo confermano: quasi sei viaggiatori su dieci usano già l’intelligenza artificiale per organizzare i propri spostamenti. Ancora più sorprendente è il dato sulla fiducia — il 41% dei Millennial e della Generazione Z si affida più a un algoritmo che al consiglio di un amico.

È quanto emerge da Gatewai 2026, la Conferenza nazionale sull’AI nel turismo tenuta in questi giorni a Milano.

Quanti usano la AI per i viaggi

Il sorpasso non si ferma al passaparola: sei utenti su dieci ricorrono all’AI anche per scegliere dove mangiare, scalzando strumenti ormai consolidati come Google Maps. Il modo in cui le persone si relazionano con la tecnologia sta cambiando in modo sostanziale — non si confrontano più opinioni, si delega direttamente a sistemi capaci di elaborare dati e preferenze in tempo reale.

Sul fronte dei numeri di business, il segnale è inequivocabile: una ricerca su tre avviata tramite AI si trasforma in prenotazione, contro meno dell’1% dei canali tradizionali. Il traffico organico dei siti web cala, mentre quello generato dagli agenti intelligenti cresce. Come ha sottolineato Edoardo Colombo, presidente di Turismi.ai, non si tratta più di cercare opzioni ma di chiedere a un assistente di costruire un’esperienza su misura.

Questo non significa però che il fattore umano sia destinato a scomparire: tre quarti dei viaggiatori dichiara ancora di preferire il contatto diretto durante il viaggio. E secondo le stime dell’OCSE, entro il 2030 saranno necessari oltre 40 milioni di nuovi addetti nel settore.

Sul piano istituzionale, il sottosegretario Alessio Butti ha annunciato a Milano un investimento pubblico di 20 milioni di euro destinato a modelli basati su dati e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di anticipare la domanda turistica e migliorare l’offerta territoriale. Anche la Regione Lombardia si muove in questa direzione, con un chatbot in fase di integrazione nel portale inLombardia.

La sintesi la offre Alessandra Priante, presidente di ENIT: il traguardo non è portare più turisti, ma portare i turisti giusti.

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