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Scacco matto agli hub europei: i numeri dell’asse Lufthansa-ITA-TAP e la nuova geopolitica del lungo raggio

Il panorama del trasporto aereo europeo e italiano viene ridisegnato dai dati finanziari dell’ultimo periodo, che fotografano un settore capace di macinare ricavi record e pianificare una massiccia espansione delle reti intercontinentali malgrado i venti contrari del caro carburante.

Il Gruppo Lufthansa si conferma un colosso finanziario in grado di assorbire gli shock macroeconomici: il terzo trimestre dell’anno ha registrato il fatturato record di 12,24 miliardi di euro, portando l’utile netto trimestrale a 1,26 miliardi di euro. Il Direttore Finanziario Till Streichert ha delineato previsioni solide per la chiusura dell’anno, stimando un utile operativo rettificato (EBIT rettificato) compreso tra 1,7 e 2 miliardi di euro, pur dovendo fare i conti con una spesa per il cherosene che toccherà i 9,3 miliardi di euro a causa della volatilità del prezzo del petrolio in Medio Oriente.

Questa solidità si riflette direttamente sulla controllata italiana ITA Airways, che mostra segnali di forte ripresa sul piano industriale e un netto cambio di passo rispetto ai primi sei mesi dell’anno. Nel terzo trimestre, la compagnia italiana ha agganciato l’utile operativo con un EBIT positivo di 94 milioni di euro, trainata da ricavi per 995 milioni. Estendendo lo sguardo ai primi nove mesi, il fatturato complessivo di ITA ha superato i 2,5 miliardi di euro, con un risultato operativo cumulato positivo per 98 milioni di euro (+65% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).

Il bilancio finale sconta ancora una perdita netta di 80,4 milioni di euro, che rappresenta tuttavia un netto recupero rispetto al rosso di 141,5 milioni registrato nel primo semestre, che era stato fortemente zavorrato dai costi dei leasing, dall’andamento sfavorevole del cambio euro-dollaro e dal cherosene ad alto prezzo.

Il dossier TAP Air Portugal: la nuova porta d’accesso per le Americhe

A sconvolgere i piani dei concorrenti europei (IAG e Air France-KLM in primis) è stata la firma dello storico accordo con cui il Gruppo Lufthansa e il governo portoghese hanno formalizzato l’acquisizione del 44,9% di TAP Air Portugal per un controvalore di 1,025 miliardi di euro. L’operazione punta a generare sinergie e risparmi strutturali fino a 450 milioni di euro, con i tedeschi che già caldeggiavano una futura privatizzazione totale per assumere la maggioranza assoluta dello scalo di Lisbona.

Per i passeggeri premium e i frequent flyer italiani si tratta di una svolta cruciale. TAP è storicamente radicata nella penisola, con collegamenti diretti verso Lisbona da sei grandi aeroporti (Malpensa, Fiumicino, Venezia, Bologna, Napoli e Roma). L’ingresso di TAP nell’orbita tedesca trasforma l’Italia in un enorme bacino di alimentazione per l’hub portoghese, porta d’accesso privilegiata e geograficamente imbattibile verso il Brasile, il resto del Sudamerica e l’Africa centrale.

La geopolitica degli scali milanesi: ITA sfida le “quinte libertà” a Malpensa

Queste grandi manovre internazionali finiscono per ridisegnare anche la storica e complessa rivalità tra gli scali milanesi. ITA Airways sta infatti pianificando un clamoroso ritorno a Milano Malpensa (MXP) con l’attivazione di una rotta intercontinentale diretta verso Lima, in Perù. Il piano prevede una rotazione strategica gestita “a W” con un moderno Airbus A350: la macchina decollerà da Roma Fiumicino verso Lima, rientrerà su Milano Malpensa, ripartirà alla volta del Perù sfruttando il ricco bacino business del Nord Italia e farà infine ritorno a Fiumicino.

La decisione segna una svolta radicale. Se Milano Linate (LIN) rimane saldamente il fortino del traffico point-to-point nazionale ed europeo dedicato alla clientela d’affari ad alta frequenza, il ritorno di ITA a Malpensa è una mossa dichiaratamente competitiva. L’obiettivo della nuova ITA targata Lufthansa è presidiare l’hub varesino per contrastare lo strapotere delle quinte libertà dei vettori del Golfo (come il prestigioso volo giornaliero di Emirates su New York), dimostrando che il mercato del lungo raggio del Nord Italia non è più terra di conquista esclusiva per le compagnie extra-europee.

La Road Map: cosa cambia per i viaggiatori nei prossimi mesi

L’integrazione tra i network e il completamento societario seguiranno tappe precise che i passeggeri abituali inizieranno a percepire molto presto:
  • Primo Trimestre 2027 (Il Closing Societario): Lufthansa formalizzerà il passaggio al 90% delle quote di ITA Airways, versando i 325 milioni di euro previsti nelle casse del Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano.
  • Metà 2027 (Programmi Frequent Flyer e Alleanze): Scatterà l’integrazione di ITA nel programma di fidelizzazione Miles & More e il progressivo ingresso ufficiale in Star Alliance (con l’uscita da SkyTeam). Per i viaggiatori si tradurrà nel pieno riconoscimento dello status (reciprocità per accumulo miglia, fast track e accesso alle lounge di Milano, Roma, Francoforte, Monaco e Lisbona).
  • Inizio Stagione Winter 2027 (Riorganizzazione Slot e Flotta): Per ottenere il via libera definitivo dall’Antitrust UE, il gruppo cederà una quota di slot storici sul corto raggio a Linate a vettori concorrenti (come easyJet). Questa parziale rinuncia accelererà lo spostamento degli aeromobili a lungo raggio (Airbus A350 e A330neo) su Malpensa e Fiumicino, ottimizzando le coincidenze transatlantiche verso il Sudamerica via Lisbona e Lima.

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