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Smart working in hotel, nuovi trend dell’hospitality

Lo smart working in hotel diventa parte dell’offerta di hospitality per il business travel. Ci ha pensato subito Best Western mentre Hrs ha esteso al mercato italiano MeWork, piattaforma per prenotare camere in cui lavorare tranquillamente durante il giorno. L’iniziativa della catena alberghiera si chiama Smartworking Room e si rivolge a chi deve continuare a lavorare da remoto, avendo necessità di privacy e servizi efficienti. Invece per il fornitore tecnologico di soluzioni alberghiere si tratta di selezionare gratuitamente le strutture e inserirle nel programma. Un progetto partito già da due mesi in Germania. Gli albergatori aderenti si impegnano applicando alla tariffa giornaliera la medesima del pernottamento, dalla mattina alla sera.

Spiega Hrs: «Le tariffe delle camere d’hotel sono drasticamente diminuite e gli hotel sono alla ricerca di modi creativi per invogliare qualsiasi tipo di ospite a prenotare; di solito, le opzioni giornaliere divise per fasce orarie sono offerte da molte delle principali catene alberghiere in alcune strutture del centro città e degli aeroporti. Adesso, con un’elevata percentuale di posti vacanti e protocolli di igiene migliorati, gli albergatori di tutto il mondo, da Los Angeles a New York, dall’Europa all’Asia, sono sempre più propensi a offrire tariffe giornaliere».

Hrs identifica gli alberghi adatti nelle località giuste per le aziende. Presta particolare attenzione ai protocolli di sicurezza e igiene e che sia conforme alle normative sul distanziamento sociale. Sono garantite la rete wi-fi ad alta velocità, la possibilità di stampare documenti e la disponibilità di cibo e bevande.

smart working in hotel

Aziende che vogliono proporre lo smart working

Le aziende che desiderano fornire ai dipendenti questa opzione possono scrivere all’indirizzo mework@hrs.com. Le richieste vengono comunicate rapidamente ai team Hrs delle varie aree geografiche nel mondo. Non è necessario essere clienti di Hrs per partecipare. Le imprese devono indicare il numero di camere di cui hanno bisogno in ogni località e le esigenze particolari. A prescindere da scrivania e collegamento a internet.

Gli hotel pre-selezionati per Mework saranno successivamente disponibili per i dipendenti tramite un link di prenotazione online personalizzato.

Approfondisci con l’intervista a Luca De Angelis di Hrs.

Smart working in hotel da Milano a Ragusa

Sono 35 gli aderenti allo smart working in hotel con Best Western. Dalle grandi città come Milano, Roma e Torino insieme a location secondarie ma, in questo momento, altrettanto strategiche come Ferrara, Vicenza, Viterbo, Ragusa. Gli albergatori stanno ragionando su formule personalizzate in base ai servizi disponibili e alle disposizioni normative che seguiranno: parcheggio, palestra per uso individuale, ristorazione con room service. Chi vorrà prenotare un pernottamento potrà usufruire di una tariffa speciale scontata del 15%.

«Siamo arrivati a questa soluzione pensando ad aziende e professionisti che devono ritrovare la piena operatività dando priorità alla sicurezza delle persone – dichiara Sara Digiesi, chief marketing officer del gruppo – Metteremo a loro disposizione camere perfettamente sanificate, complete di tutto ciò che occorre per lavorare al meglio: connessione wi-fi alta velocità, prese multiple, una coffee station e ancora servizio concierge, ricevimento di corrispondenza e pacchi, solo per fare qualche esempio concreto dei servizi dell’hotel disponibili per i clienti del nuovo prodotto».

Senza dimenticare che gli alberghi avranno un nuovo format da proporre a potranno aprirsi a nuovi segmenti di domanda.

Inoltre, BW ha introdotto una polizza assicurativa per gli ospiti dal 1° giugno. Realizzata con Axa, fa parte del più ampio protocollo “BWH Special Protection”. Viene accesa per ogni singolo ospite, è attiva dal momento del check in e copre tutta la durata del soggiorno fino al check out.

smart working in hotel

Hotel BW Sangiusto a Trieste

Il lavoro agile sdoganato dal Coronavirus

Per quarant’anni bellamente ignorato, poi d’improvviso un must.

E’ un po’ la storia dello smart working altrimenti “lavoro agile” che il Decreto Rilancio ha detto possibile fino al 31 luglio 2020 per il settore privato. Perché questa data? E’ quella indicata da quando il Governo ha stabilito l’inizio dell’emergenza sanitaria, per sei mesi dal 31 gennaio. Comunque, non oltre il 31 dicembre 2020 (si può leggere qui).

Ricordiamo che i genitori con almeno un figlio minore di 14 anni ha diritto al lavoro agile. Purché la natura della prestazione lo consenta e che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito. Così come nei casi di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, infine che non vi sia un genitore non lavoratore.

In Lombardia il bando smart working esaurito

Ci sono stati alcuni bandi regionali di finanziamento alle imprese che volevano attivare questo modello organizzativo. E’ il caso della Lombardia, a partire dal 2 aprile. L’iniziativa ha incontrato un tale successo che il fondo è andato esaurito all’istante. Riguardava imprese con almeno 3 dipendenti.

Esso prevedeva (leggilo qui) due tipologie di voucher: uno da 15mila euro e l’altro da 7.500. L’uno per chi doveva studiarne l’attuazione. Quindi per la fruizione di servizi di consulenza, formazione e avvio di un progetto pilota e del relativo accordo aziendale. Il secondo per chi aveva le idee più chiare e doveva acquistare gli strumenti tecnologici, come computer portatili da assegnare al dipendente.

La dotazione finanziaria della regione Lombardia era di 6,5 milioni di euro. La procedura è rimasta aperta per pochissimi giorni, senza soddisfare perciò tutte le richieste.

Anche per la Pubblica Amministrazione è in vigore lo smart working e in questa pagina è visibile un monitoraggio regionale. Il Lazio tra le Regioni con il maggior numero di PA in lavoro agile, pari al 96,6%.

Si noti la differenza tra smart working e telelavoro. Il primo diramazione del secondo per effetto dell’economia digitale, diffuso dagli Anni Settanta.

Il telelavoro vincola il dipendente a lavorare da casa con le stesse responsabilità dell’ufficio o della fabbrica. A casa le responsabilità del datore sul dipendente sono identiche. Il lavoro agile consente di svolgere l’attività fuori dall’azienda, ma il lavoratore agisce in autonomia sui tempi e sui luoghi, senza una postazione fissa.

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