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Spesa per i viaggi d’affari: le 100 aziende che spendono di più

Anche la spesa per i viaggi d’affari ha una sua classifica di aziende e nella migliore delle tradizioni dei ranking è americana: viene stilata tutti gli anni da Btn, alias Business travel news. Ebbene, anche nel 2019 conferma Deloitte ai vertici degli acquisti di biglietti aerei per il business travel, pari a 583,1 milioni di dollari su 1,9 miliardi di T&E (travel and expenses). La Tmc è Bcd Travel.

Segue Amazon al secondo posto con Cwt come travel management company e 500 milioni di spesa aerea più le contestuali 5,4 milioni di tonnellate di anidride carbonica prodotte dalle trasferte aziendali.

Sul terzo gradino del podio c’è Ibm, che si avvale di Amex Gbt, come anche Google da quest’anno. Il colosso di tecnologia rimane pressoché stabile in termini di volume aereo prenotato negli Stati Uniti, con 415 milioni. Ha risparmiato circa due milioni implementando una nuova piattaforma (Ibm Travel Manager, offerta anche all’esterno dell’azienda, ndr) che utilizza il machine learning per aiutare i viaggiatori ad avere un approccio più dinamico nel reperimento di servizi alberghieri e aerei.

Il resto della Corporate travel 100 vede grandi brand come EY, Pwc, Apple, Microsoft, Mc Kinsey, Accenture e via via tutte le società globali del mondo con tecnologia e consulenti a dominare la scena. Facebook è solo quindicesima con 194 milioni di dollari di “volato” e una produzione di gas serra correlati in aumento del 9%. Tuttavia, l’inversione di tendenza è già annunciata. Mark Zuckerberg è stato il primo dei colossi ad avvertire che il divieto di riunioni in presenza con 50 o più partecipanti continuerà fino a giugno 2021.

Spesa per i viaggi d’affari per 11,8 miliardi in capo alle Top 100

I 100 programmi di viaggi d’affari della lista valgono 11,8 miliardi di dollari e sono riferiti solo alla spesa prenotata negli Stati Uniti (point of sales Usa, ndr). «E’ il volume più alto di sempre», scrivono gli analisti di Btn. Inoltre si amplia il distacco tra i big spender e le società più piccole.

La centesima posizione con 36,3 milioni è delle assicurazioni Liberty Mutual, che nel 2019 hanno rimosso una delle loro storiche restrizioni nella policy. Cioè il divieto ai dipendenti di salire a bordo dello stesso aereo nel numero massimo di 12.

Previsioni 2020 dei viaggi d’affari

Paradossalmente, nelle previsioni del 2020 «alcune delle aziende più sane potrebbero trovare la soglia dei 36 milioni di dollari del 2019, la più bassa nell’ultimo decennio, persino ambiziosa», è l’amara constatazione.

Tra le grandi corporation ad avere annunciato di quanto si è ridotta la spesa aerea ci sono anche i colossi dell’hardware e del pharma, che non sono proprio settori in crisi a causa del Coronavirus.

Intel, Pzifer e Merck per fare alcuni nomi.

L’azienda di processori passa da 95 milioni ai 10 di quest’anno. La multinazionale farmaceutica protagonista delle cronache per l’annuncio del vaccino Covid-19, puntualmente all’indomani delle elezioni americane, da 95,2 milioni a 20. Infine, la più antica casa farmaceutica del mondo (1668) da 116 milioni di biglietti aerei a 25 milioni.

Approfondisci sul business travel dopo il Covid-19 in Italia.

Le travel policy: le tendenze che rimarranno

Ma la pandemia non intaccherà solo la spesa per i viaggi d’affari.

Le travel policy cambieranno diversi processi per trovare la quadra nel contesto della ripresa del business travel in un mondo post Covid-19. Alcune restrizioni e cambiamenti adottati durante i lockdown rimarranno. Le riunioni sulle piattaforme virtuali, ad esempio, non scemeranno.

Dalle interviste sulle Top 100 aziende d’America per il business travel emergono altre tendenze che con probabilità si perpetueranno.

Le funzionalità tecnologiche che monitorano il fluttuare dei prezzi tutelando le aziende dai rincari alberghieri continueranno ad influenzare i programmi di spesa, ad esempio. Alcune aziende hanno esteso a più mercati la strategia di “spesa massima”. Si fa l’esempio di Accenture che ha negoziato tariffe di hotel più dinamiche per la prima volta nel 2019. Un’altra innovazione attuata l’anno scorso dalle società alto spendenti nel business travel statunitense – che rappresenta il benchmark universale – è l’introduzione di tool che controllano le tariffe (price assurance tool) anche nel settore air. In pratica, bloccano il prezzo secondo le disposizioni del travel manager.

Infine, lo sforzo di una maggiore sostenibilità ambientale ha rappresentato un mantra per le big come Deloitte e Microsoft. Ma di questo vi raccontiamo in un prossimo articolo.

Leggi qui il ranking Corporate travel 100 e le rispettive TMC.

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