tasse biglietto aereo

Tasse sul biglietto aereo addio: Ryanair festeggia lo stop della comunale

Addio alle tasse sul biglietto aereo, almeno all’addizionale comunale fino a dicembre 2021. La sospensione sui cosiddetti “diritti d’imbarco” negli aeroporti italiani con meno di un milione di passeggeri all’anno, secondo i dati del 2019, è frutto di un emendamento del Decreto Sostegni bis. Sono 20 gli scali interessati.

L’iniziativa viene accolta entusiasticamente da Ryanair. Per festeggiare, l’aerolinea low cost introduce nuove rotte.

Tasse sul biglietto aereo addio: Ryanair festeggia

La sospensione delle tasse sul biglietto aereo in capo ai Comuni è mirata a favorire la ripresa del comparto, ma dovrebbe essere estesa almeno fino al 2025 e a tutte le infrastrutture aeroportuali. Almeno così sostiene Ryanair che nei prossimi 4 anni accoglierà 210 nuovi Boeing 8-200.

«Se il Governo italiano dovesse rimuovere l’imposizione dell’addizionale  comunale, Ryanair potrebbe  realizzare un ulteriore investimento di 4 miliardi di dollari negli aeroporti e nel turismo italiani, basando fino a 40 nuovi aeromobili nei prossimi 4 anni e creando oltre 1.500 posti di lavoro in Italia», si legge in una nota.

Ciò consentirebbe al vettore irlandese di aumentare il numero di passeggeri annuali da/per l’Italia da 40 a 60 milioni di passeggeri, nel periodo indicato.

Addizionale comunale sui biglietti aerei: la storia della Legge

L’addizionale comunale sui biglietti aerei c’è dalla Finanziaria 2004.

E’ la legge del 24 dicembre numero 350 al comma 11 dell’articolo 2 che stabilisce l’imposta per la prima volta, che ammontava a un euro per passeggero in partenza dall’Italia. Il suo nome per esteso è “Addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri sulle aeromobili”. Lo Stato ne trattiene l’80%. Per cosa? Si legge nella normativa: “Per il finanziamento di misure volte alla prevenzione e al contrasto della criminalità e al potenziamento della sicurezza nelle strutture aeroportuali e nelle principali stazioni ferroviarie”. Solo il 20% va ai Comuni del sedime aeroportuale oppure confinanti.

Negli anni, la tassa è aumentata fino ai 6,50 euro da tutti gli aeroporti italiani. Da Roma Fiumicino e Ciampino si paga 7,50 euro. Della somma, 5 euro vanno all’Inps che, ad esempio, nel 2018 ha incassato oltre 400 milioni di euro. Altri 50 centesimi al servizio antincendio dello scalo. Infine, 1 euro va a Enav, l’ente di sicurezza dello spazio aereo italiano.

In inglese si chiama Council city tax e il suo codice sul biglietto è HB.

Lascia un commento

*