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Viaggi d’affari internazionali in ritardo di 4 mesi: studio Mastercard

I viaggi d’affari internazionali sono in ritardo di circa quattro mesi rispetto ai viaggi di piacere. Lo dice l’ultimo monitoraggio del Mastercard Economics institute, che evidenzia “timidi segnali di ripresa”. Questi ultimi si riferiscono alle trasferte aziendali in Australia che hanno raggiunto quasi l’80% dei livelli pre-pandemia. Invece, negli Stati Uniti le trasferte domestiche sono tornate poco più della metà rispetto ai livelli medi del 2019.

Viaggi d’affari internazionali in ritardo: analisti concordi

Che il business travel sia in ritardo è dovuto a quanto Gbta va spiegando dall’inizio della pandemia e cioè che le imprese non possono sostenere rischi elevati per i propri dipendenti in trasferta né pianificare investimenti in spese di viaggio con un quadro regolatorio incerto come l’attuale.

Come riporta il 21esimo poll dell’associazione leader dei viaggi d’affari, attualmente sono i viaggi d’affari essenziali e domestici a riprendere.

Ma la ricerca “Recovery Insights: Ready for Takeoff?” di Mastercard offre altri spunti di riflessione.

La spesa per il carburante supera il picco 2019

Per cominciare, la spesa globale per il carburante è in aumento del 13% rispetto al 2019.

Come per tante crisi economiche o sociali, sono le destinazioni di prossimità ad attrarre i viaggi in auto. Mastercard rileva che il 25% dei noleggi di veicoli viene utilizzato per itinerari nel proprio Paese. Inoltre, la spesa per la benzina in tutto il mondo aumenta del +13%, superando il picco del 2019.

Altri risultati dell’indagine mostrano che Stati Uniti, Australia, Francia e Italia stanno superando il numero di prenotazioni di voli nazionali pre-pandemia. Canada, Thailandia e Nuova Zelanda sono ancora lontani dal raggiungerli anche solo parzialmente.

Lo studio di Mastercard Economics Institute si basa sulle transazioni anonimizzate e aggregate avvenute attraverso il network bancario. Il suo obiettivo è quello di elaborare previsioni sui futuri sviluppi del settore dei viaggi.

L’analisi individua inoltre le categorie di spesa che hanno registrato una crescita a seguito della maggiore libertà negli spostamenti che caratterizza il periodo vacanziero.

Gli italiani hanno cercato di fare più attenzione alle spese non necessarie, con un risparmio medio del 9% sui loro consumi a partire dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Mastercard considera centri di bellezza, barbieri e rivenditori di biciclette come i principali pattern di spesa legati al settore Travel.

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