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Voli Covid free: così il mondo può tornare a viaggiare

I voli Covid free di Alitalia proseguono fino al 31 gennaio (la data viene aggiornata, precedentemente era fino al 31/10). L’attività di collegamenti aerei con a bordo passeggeri con un certificato di negatività dal Coronavirus rappresentano un’offerta di mercato da preservare, perciò la compagnia aerea informa che mantiene i due servizi giornalieri sulla rotta Milano Linate-Roma, dei 14 operati in totale.

Quali sono i voli Covid free?

I voli sui quali Alitalia effettua i tamponi rapidi sono, da Roma verso Milano, l’AZ 2038 delle ore 13:30, operativo tutti i giorni della settimana, e l’AZ 2092 delle ore 17:20. Quest’ultimo attivo dal lunedì al venerdì e dal 26 ottobre partirà alle 17:30.

Da Linate verso Fiumicino i voli Covid free di Alitalia sono l’AZ 2039 delle ore 10 e l’AZ 2061 delle ore 17. Entrambi operati dal lunedì al venerdì.

I passeggeri possono salire a bordo, dopo aver eseguito il test antigenico rapido prima di imbarcarsi. Oppure aver presentato la certificazione di un tampone molecolare (test Pcr) o antigenico effettuato nelle 72 ore precedenti la partenza.

C’è anche un numero di telefono da chiamare per chi non vuole prendere questi voli pur essendo già prenotati su di essi. Risponde allo 06.65859458. Questi clienti verranno trasferiti gratuitamente su uno degli altri collegamenti fra Roma e Milano.

Alitalia ricorda che è necessario sostituire la mascherina con una nuova ogni 4 ore di volo.

Il supporto finanziario e un’azione globale sui test rapidi sono necessari per salvare 46 milioni di posti di lavoro nell’aviazione

Il fallimento del Consiglio europeo

L’iniziativa di Alitalia è una misura oggettiva che contribuisce alla ripresa dei viaggi e del business travel in particolare. Purtroppo isolata, visto il fallimento – fin qui – delle sensibilizzazioni da parte di Iata e di tutti gli stakeholder dell’aviazione per istituire protocolli comuni di test negli aeroporti, almeno europei.

Per le linee aeree, infatti, l’accordo del 13 ottobre scorso per viaggiare in Europa attuando misure comuni sulle restrizioni legate alla pandemia non è una soluzione efficace.

Il settore dell’aviazione lo ha definito un fallimento e ha lanciato un forte avvertimento sulle potenziali conseguenze. Ovvero la perdita di milioni di posti di lavoro. I tre principali enti della categoria – Aci Europe (aeroporti), il sindacato Airlines for Europe (A4E) e Iata – hanno più volte sottolineato che le misure di quarantena vanno sostituite con i tamponi rapidi prima di prendere un aereo.

Approfondisci qui con la lettera delle associazioni a Ursula Von der Leyen, presidentessa dell’UE.

L’Europa dei protocolli a zone: ecco perché non funziona

Per gli addetti ai lavori del trasporto aereo, l’iniziativa dell’Unione europea non porterà alla ripresa dei viaggi tra i Paesi.

Ecco dove fallisce il metodo della mappatura in zone rosse, arancioni, verdi e grigie dell’Europa:

  • Non propone di sostituire le quarantene con i test, il che significa effettivamente che i confini rimangono chiusi
  • Lascia la possibilità agli Stati membri di rifiutare l’ingresso ai cittadini che viaggiano da altre nazioni EU. Non armonizza le norme applicabili ai viaggi transfrontalieri e nazionali
  • E’ in conflitto con il principio della comunicazione della CE del 13 maggio. Secondo la quale le restrizioni ai viaggi dovrebbero essere eliminate tra aree che presentano situazioni epidemiologiche equivalenti (o sufficientemente simili)
  • Ignora l’opinione dell’Ecdc secondo cui le restrizioni ai viaggi – e in particolare le quarantene – sono di “dubbia efficacia” quando la trasmissione nella comunità è in corso. Com’è attualmente in gran parte dell’Europa
  • Non crea una finestra di certezza sufficiente per i viaggiatori. Poiché gli Stati membri si sono impegnati a pubblicare informazioni sulle nuove misure solo 24 ore prima della loro entrata in vigore, invece dei cinque giorni proposti dalla Commissione

Voli Covid free: uno standard europeo di tamponi veloci

L’associazione A4E, la più importante delle aerolinee europee, scrive: «Queste carenze sono un fallimento politico. L’incapacità del Consiglio di andare oltre il coordinamento superficiale e stabilire un quadro veramente armonizzato e attuabile è ormai fuori da ogni dubbio».

Che si fa? Le aspettative per una soluzione efficace ora sono affidate alla Commissione europea, cioé l’organo esecutivo dell’Unione, presieduto da Von der Leyen.

Infatti, quest’ultima ha incaricato l’Easa – Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea  e l’Ecdc – Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – dello sviluppo di un protocollo di test per i viaggi.

Anche Skyteam, l’alleanza globale delle compagnie aeree in cui è inclusa Alitalia, sostiene la richiesta della International air transport association (Iata) per i test Covid-19 standardizzati prima della partenza.

I 19 membri stanno sostenendo il miglioramento e l’implementazione dei protocolli di test, sia prima della partenza che a destinazione ove necessario. Per consentire la riapertura sicura delle frontiere e offrire un’alternativa efficace alle quarantene.

A Londra Heathrow test rapidi ai terminal 2 e 5

Se in Italia i tamponi in aeroporto (non rapidi, ndr) sono diventati un servizio del cosiddetto new normal, lo scalo di Londra Heathrow ora esegue i test un’ora prima che i passeggeri salgano a bordo dell’aereo.

Un esame costa 80 sterline e si effettuano ai terminal 2 e 5, prenotandoli in anticipo. I risultati dopo un’ora.

British Airways, Virgin Atlantic e Cathay Pacific saranno le prime compagnie aeree a offrirlo. Quando richiederanno il certificato di negatività al Coronavirus prima della partenza per destinazioni come Hong Kong.

 

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