Migliori citycar del 2026, la lista di ibride, termiche e elettriche

Nonostante abbiano dominato per decenni il mercato dell'auto, in seguito ad un evoluzione del trend di vendita, le vetture di segmento A - denominate anche come "citycar" - stanno gradualmente scomparendo dal panorama automobilistico, per far spazio ai segmenti superiori " B e C".

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Piuttosto che abbandonare la produzione, alcuni modelli come Yaris, Micra o Clio, hanno subito restyling strutturali che gli hanno concesso dimensioni più comode e un’omologazione valida per il segmento superiore; altre, addirittura, dopo anni di assenza sul mercato vi sono ritornate sotto forma di mini SUV: una tra queste è proprio Ford Puma , in origine (anni ’90) una piccola segmento A, ora un SUV di segmento B.

Ma allora, quali sono le vetture che possiamo davvero considerare come attuali citycar? E quali tra queste – benzina, ibride o elettriche – sono le migliori?

Le migliori citycar ibride

E’ passato poco più di un decennio da quando, per la prima volta, una citycar ha adottato un sistema ibrido: era il 2012 e la fortunata in questione fu proprio la Toyota Yaris, in seguito distinta dalla sigla FHEV (full hybrid). Quella del full hybrid applicato su un segmento così piccolo fu per diversi anni una trovata sposata solo dal marchio giapponese; recentemente, con le stringenti normative europee arrivate con il Green Deal del 2019, diversi costruttori hanno dovuto “rimboccarsi le maniche” e progettare un proprio sistema Hybrid.

A spopolare è stato senza dubbio il sistema MHEV (Mild Hybrid), un ibrido camuffato che fronteggia ben poco le emissioni e i consumi. D’altronde, essendo una tecnologia pratica – ma sopratutto economica per i brand – e in grado di omologare a libretto il modello come “autoveicolo ibrido”, ha avuto la meglio sul mercato.

La vera potenzialità dell’ibrido, oltre chiaramente a diminuire le emissioni di cO2, risiede nella capacità di affiancare il sistema termico dell’auto alternando la marcia tra elettrico e termico, finendo per diminuire drasticamente i tanto temuti consumi. Con una vettura full hybrid, in certi casi, è possibile tagliare di quasi il 50% l’impiego di carburante, mentre nei più diffusi sistemi Mild Hybrid, i consumi restano pressocché invariati rispetto al corrispondente modello ICE (benzina/diesel).

TOYOTA Aygo X – FHEV (A)

Fresca di presentazione, la nuova Aygo X Full hybrid mantiene le sue misure compatte (377 cm di lunghezza) e innalza l’asticella dei consumi a 27 km/l, un record per il suo segmento; niente male il design e la connettività a bordo. Più che onesto il listino prezzi che fissa la base di partenza appena sopra i 20.000€.

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FIAT 500 Hybrid – MHEV (A)

Dopo anni di assenza con la sola variante elettrica presente sul mercato, la piccola 500 termica fa il suo ritorno equipaggiata di una motorizzazione “tutta FIAT” con un 1.0 tre cilindri aspirato, affiancato ad una componente elettrica di tipo Mild Hybrid.

Decisamente non brillante per il suo scatto da fermo, la 500 promette ottima maneggevolezza in città e un design senza tempo. Oltre alla classica versione 3 porte, ne è presente anche una 3+1, caratterizzata da una piccola portiera con apertura a vento, posizionata su un lato della vettura, con il fine di facilitare l’ingresso nell’abitacolo. I consumi dichiarati dalla casa si aggirano intorno ai 18-19 km/l e il listino prezzi parte da 19.900 €.

FIAT PANDINA – MHEV (A)

Dopo anni di vuoto assoluto, in assenza di restyling, la FIAT Panda – che è rimasta invariata dal 2012 – ha ricevuto i giusti accorgimenti e, a febbraio 2024 – dopo una breve sosta all’anagrafe – è stata rilanciata sul mercato con l’acronimo di “Pandina hybrid”;  il tutto, per sostenere la nuova strategia di marketing, cambiata ad hoc per l’approdo in gamma della Grande Panda.

A differenza della sorellona, la Pandina rientra ancora nel segmento A e grazie alle sue misure compatte, rimane un’ottima alleata per la città. Le novità arrivate con il nuovo restyling, prevedono l’inserimento di un pacchetto ADAS, la sostituzione della vecchia strumentazione analogica che fa spazio ad un virtual cockpit, display digitale con connettività per gli smartphone e qualche accorgimento stilistico. Il prezzo ? a partire da 15.950€ (allestimento pop).

SUZUKI Swift Hybrid – MHEV (B)

Sebbene sia leggermente più assetata (22,5 km/l) della rivale di casa Toyota, la Swift HEV, per merito dell’ultimo restyling, sembra ora più tecnologica e al passo con i tempi. La lunghezza dichiarata è di 3.86 metri – dieci centimetri in più rispetto all’Aygo – che la rendono certamente più sfruttabile qualora vi fosse la necessità di viaggiare in quattro. Di pari passo con le dimensioni, cresce anche il segmento – non più A ma B – e il listino prezzi che per la nuova Swift parte da quota 21.000€.

RENAULT Clio E-tech – FHEV (B)

La storica utilitaria del marchio francese, che condividerà l’appellativo di “citycar” anche con R5, Twingo e R4, si rinnova attraverso l’arrivo della sesta generazione, con nuove motorizzazioni e un design del tutto inedito. Nonostante la crescita notevole (+ 7 cm in lunghezza, 4 cm in larghezza), la Clio rientra ancora a far parte del segmento B, divenendo – grazie alla nuova motorizzazione full hybrid  con i suoi consumi record (appena 3.9 L/100 km) –  una diretta rivale della Yaris Hybrid.

Le nuove linee e la tecnologia di bordo rinnovata, fanno di lei una vettura tutta da scoprire; migliorata anche l’abitabilità interna per favorire gli spostamenti più numerosi. Il listino prezzi della versione FHEV parte da una base di 19.000€, finendo per sfiorare i 28.500€ nella versione full optional “Alpine”.

Toyota Yaris 2024

TOYOTA Yaris FHEV (B)

Da anni la Yaris rappresenta nel segmento B “l’ibrida per antonomasia“, la vettura che più di tutte è riuscita a coniugare praticità ed efficienza. Con l’arrivo della quarta generazione, giunta sul mercato europeo nel 2020, la piccola bestseller del marchio Giapponese, è stata rivoluzionata cambiando proporzioni e design; a distanza di anni sono stati effettuati solo piccoli lifting estetici riguardanti la plancia ( infotainment e virtual cockpit) e i gruppi ottici. Il 1.5 tre cilindri turbo – adottato recentemente anche da Aygo X HEV – si dimostra ancora una volta un ottimo alleato per il sistema ibrido, garantendo consumi ridotti ( 3.3-3.9 l/100 km) e un’ottima risposta dell’accelleratore. Per l’allestimento base bastano poco meno di 25.000€.

Le migliori citycar ICE (benzina)

Con l’avvento dell’ibrido, sono state sempre meno le vetture equipaggiate con la sola unità termica, benzina o diesel che sia. Tra queste, la maggioranza è di derivazione segmento A e segmento B – tralasciando chiaramente alcune eccezioni nei segmenti più grandi.

KIA Picanto (A)

Anche la Picanto si aggiorna e segue il trend stilistico del marchio coreano: il frontale di nuova fattura – composto dai nuovi gruppi ottici – le dona maggiore personalità, sposando a pieno l’identità del veicolo. Le dimensioni rimaste invariate, le consentono di abbracciare ancora una volta il segmento A, custodendo –  ancora con certezza – l’appellativo di citycar. A muoverla troviamo un piccolo tre cilindri 1.0 aspirato, disponibile sia GPL che benzina; nonostante la scarsa potenza – e grazie alla massa ridotta della vettura, circa 940 kg – KIA  assicura consumi molto vicini ai 19 km/l per la versione a benzina e 15.5 km/l per la versione a GPL. Il listino, a primo impatto un po’ caro, parte da una base di 17.800€ e si spinge fino a quota 22.000€.

HYUNDAI i10 (A)

Perfettamente in linea con la Picanto, anche la piccola i10 – giunta alla terza generazione – mantiene un equilibrio ottimale tra dimensioni compatte, peso contenuto e una buona dotazione di base. Per competere al meglio con le rivali, anche HYUNDAI ha messo a disposizione differenti motorizzazionidue benzina e una GPL – al fine di accontentare al meglio tutta la futura clientela. Nonostante nella versione da 63 cv sia un po’ soporifero, il piccolo tre cilindri 1.0 – perfetto per la città – garantisce consumi brillanti piuttosto vicini alla soia del 20 km/l che aumentano in parte parte nella versione a GPL ( 16 km/l). Disponibile a partire da 18.500€.

DACIA Sandero (B)

Da quasi due decenni la DACIA Sandero si riconferma come una delle auto più vendute sul panorama europeo: questo successo è dovuto ad un mix di economicità, praticità funzionale e durabilità. Ancora oggi, con i prezzi delle auto in forte crescita, DACIA propone la sua segmento B (sia a benzina che a GPL) ad un prezzo di partenza poco superiore ai 14.500€ – giusto per capirci, circa 3.500 € in meno rispetto alle due “piccoline” di cui leggevate poco fa. Appartenendo a tutti gli effetti ad un segmento superiore, non manca lo spazio nell’abitacolo e nel vano portabagagli. Con l’arrivo del nuovo restyling è cresciuta la tecnologia a bordo grazie a un nuovo virtual cockpit da 7″ e un nuovo display da 10″.  I consumi dichiarati parlano di un 18 km/l per la versione a benzina e un 14,7 km/l per la GPL.

Le migliori citycar elettriche

Con l’avvento dell’elettrico e gli sviluppi seguiti in questi anni, a conquistare terreno nella classifica delle omologazioni BEV sembrano essere proprio le piccole citycar elettriche. Telaio compatto e peso contenuto sono stati solo alcuni dei fattori che hanno influito nell’ottimizzazione dei costi di produzione, della ricarica fast ma soprattutto dell’autonomia; ciò ha permesso ai costruttori di proporre un prodotto certamente più economico e piuttosto funzionale rispetto al passato.

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DACIA Spring (A)

Lanciata sul mercato nel 2021, la piccola Spring ha rivoluzionato l’intero segmento delle citycar elettriche grazie al suo status di vettura economica, efficiente e affidabile. In seguito al recente restyling anche lei ha potuto godere di un nuovo design, tecnologia più aggiornata e due motorizzazioni differenti. La capacità della batteria rimane invariata (26,2 kWh) e grazie ai consumi bassissimi ( appena 12,4 kWh/100 km) promette autonomie che spaziano tra i 250 km (nel misto), fino ai 330 km (in centro urbano). Prezzo di listino: A partire da 12.900€*.

LEAPMOTOR T03 (A)

Dopo il grande successo conseguito con l’operazione “incentivi“, non includere la LEAPMOTOR T03 nella lista sarebbe stata un’ingiustizia bella e buona. LEAPMOTOR (brand cinese) da anni condivide una percentuale societaria (40%) con il noto gruppo europeo STELLANTIS. Questa collaborazione ha permesso alla piccola citycar elettrica – considerata da molti un prodotto validissimo – di emergere e brillare sul mercato in seguito alla strategia economica degli incentivi statali. La T03 prende vita grazie ad un’idea centrata: quella di proporre sul mercato un’elettrica da città economica, completa nell’allestimento e funzionale nella percorrenza.

La piccola italo-cinese offre infatti 250+ km di percorrenza, la ricarica rapida e un allestimento di base, molto interessante; la connettività, sviluppata attorno al display da 10″, permette ai passeggeri di viaggiare connessi con Apple Carplay o Android Auto, il pacchetto ADAS – seppur limitato – garantisce molta sicurezza, mentre il design – al quanto simpatico – ricorda quello di una smart Forfour. Il prezzo di listino ora è fermo poco sopra i 15.000€, ma lo scorso inverno, con gli incentivi, è stata venduta ad un prezzo record di appena 5500€, uno scooter per intenderci.

RENAULT Twingo E-Tech (A)

Fedele al suo passato, la Twingo ha fatto un ritorno sul mercato da vera icona: design da “instant classic”, consumi contenuti (13,5 kWh/100 km)  e un’autonomia (263km) perfetta per una citycar. La versatilità all’interno è rimasta fedele a trent’anni fa: quattro posti secchi, con sedili ribaltabili che la trasformano in un vero letto da campeggio. Eredita alcune componentistiche dal mondo DACIA, come il display infotainment e gli accessori YOUCLIP; le linee iconiche la rendono un mezzo davvero appetibile per approdare al mondo delle citycar elettriche. Prezzo di partenza di 20.410€, che in configurazione quasi full optional supera di poco i 22.000€.

HYUNDAI Inster (A)

Dimensioni compatte e anima generosa; questi i due termini più appropriati per descrivere l’innovativa citycar elettrica del marchio coreano. Nata per offrire un’alternativa ancora più concreta alle vetture citate sopra, la Inster propone un design originale e simpaticissimo e fonda la sua identità sulla versatilità, all’interno e su strada.

La configurazione a bordo, studiata inizialmente su quattro posti, può essere modificata fino a trasformare l’abitacolo in un grande letto, capace di ospitare un materasso gonfiabile per due persone; lato strada – grazie ai capienti pacchi batterie da 42 o 49 kWh – è in grado di garantire fino a 370 km nel misto e oltre 500 km in centro urbano. Velocità di punta fissata a 150 km/h e ricarica rapida dal 10% all’80 % in soli 30 minuti, fattori che la rendono in grado di affrontare anche i viaggi più lunghi.

Con lei il listino lievita un po’:  circa 24.000€ per la versione con la batteria più piccola, poco meno di 30.000€ per la “full” con batteria da 49 kWh.

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