Dal giorno 1 luglio 2026, anche le auto elettriche dovranno pagare per accedere alle Zone a Traffico Limitato di Roma. La Giunta capitolina ha approvato la delibera lo scorso 27 febbraio, stabilendo un canone annuo di 1.000 euro — circa la metà di quanto già pagano i veicoli con alimentazione tradizionale. La misura nasce dall’esigenza di decongestionare il centro storico: attualmente sono circa 75.000 le vetture elettriche che entrano nelle ZTL gratuitamente, e il Comune ha ritenuto necessario mettere un freno a questo flusso.
Chi non paga la ZTL 2026 a Roma
Restano esenti dal pagamento i residenti nelle zone interessate, gli artigiani con laboratorio in ZTL, i genitori che accompagnano i figli nelle scuole del centro, i medici convenzionati, le aziende che svolgono servizi di interesse pubblico o di emergenza, e i veicoli del car sharing. Per tutti gli altri, il permesso annuale da 1.000 euro diventa obbligatorio.
Migliaia di auto aziendali dei professionisti in ZTL
È proprio su questo punto che interviene la CNA di Roma, la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, che pur apprezzando le esenzioni già previste per chi ha sede in zona ZTL, segnala un’importante lacuna: quella dei professionisti che non hanno un’attività in centro, ma che vi accedono quotidianamente per esigenze lavorative. Si tratta, secondo i dati della Confederazione, di circa 5.500 artigiani — manutentori, impiantisti, edili e tecnici — che entrano nelle ZTL per interventi specifici, spesso occasionali, e che non contribuiscono alla congestione del traffico.
Il segretario della CNA Roma, Giordano Rapaccioni, sottolinea come questi spostamenti siano essenziali per il funzionamento della città e come non abbia senso equiparare un mezzo da lavoro a un veicolo privato. Chi ha già investito nell’acquisto di un’auto elettrica, aggiunge, non dovrebbe essere penalizzato da una norma che non distingue tra mobilità privata e mobilità professionale.
Auto elettriche esenti se in strada per lavoro: la richiesta
La richiesta della CNA è chiara: includere tutti i veicoli aziendali elettrici nell’elenco delle esenzioni, tracciando una distinzione netta tra uso privato e uso lavorativo. L’associazione si dice disponibile a un confronto costruttivo con l’amministrazione per trovare soluzioni equilibrate.
La delibera dovrà ora passare al vaglio delle commissioni consiliari, in primis quella sulla Mobilità, offrendo alle categorie interessate la possibilità di presentare proposte di modifica. Sullo sfondo, resta aperta anche la questione dei possibili ricorsi legali: uno studio legale romano aveva già ottenuto in passato una vittoria contro il Comune sul tema della circolazione delle auto ibride nelle ZTL, e una nuova class action non è esclusa.













