Il mondo del lavoro sta cambiando molto rapidamente, e con esso cambiano anche i ruoli che si occupano della gestione dei mezzi aziendali. In passato, il fleet manager e il mobility manager erano soprattutto delle persone che si occupavano di organizzare e controllare la flotta di veicoli aziendali, come le auto o i furgoni. Il loro lavoro era molto pratico: assicurarsi che i mezzi fossero sempre disponibili, in buone condizioni e utilizzati correttamente.
Oggi, invece, questi ruoli si sono trasformati in figure che svolgono una funzione strategica nettamente più complessa. Questo significa che non pensano più solo a gestire la flotta, ma devono integrare molti altri aspetti, come la sostenibilità ambientale, il controllo dei costi e l’adozione di nuove tecnologie. La loro attività influenza tutta l’organizzazione e contribuisce agli obiettivi di lungo termine dell’azienda.
Uno dei principali motivi di questo cambiamento è l’importanza crescente data alla sostenibilità. Le aziende non possono più guardare solo al profitto o all’efficienza a breve termine, ma devono prendersi cura anche dell’ambiente e della comunità, rispettando regole e standard che tutelano la natura e riducono l’inquinamento. Questo è chiamato “reporting ESG” (Environmental, Social, Governance), una serie di criteri che le imprese devono seguire per dimostrare quanto fanno per essere responsabili e sostenibili.
Un altro fattore di cambiamento è l’innovazione tecnologica. La diffusione di veicoli elettrici e la possibilità di monitorare i mezzi grazie a sistemi telematici avanzati hanno rivoluzionato la gestione della mobilità. Non si tratta più solo di acquistare e controllare auto, ma di creare interi sistemi intelligenti che migliorano la mobilità aziendale nel rispetto dell’ambiente.
Infine, questo ruolo si collega a diverse funzioni aziendali, come le Risorse Umane, che si occupano delle persone, l’Information Technology, che gestisce i sistemi digitali, gli Acquisti e la Finanza. Solo lavorando insieme a questi reparti si possono trovare soluzioni integrate ed efficaci, che migliorano la mobilità e controllano i costi.
Nuove competenze necessarie a fleet e mobility manager
Con tutti questi cambiamenti, il fleet manager e il mobility manager devono acquisire nuove competenze. Oggi è fondamentale saper gestire strumenti digitali, software e sistemi telematici che permettono di raccogliere e analizzare dati importanti sulla flotta e sugli spostamenti.
Questi dati aiutano a capire come utilizzare meglio i mezzi, come ridurre i consumi e l’inquinamento, e come organizzare una mobilità aziendale più sostenibile per i dipendenti. Inoltre, il manager deve conoscere le normative ambientali e le regole legate agli standard ESG, perché queste influenzano le scelte delle aziende.
Un’altra parte importante del lavoro è saper gestire il cambiamento. Quando si introducono nuovi veicoli, come quelli elettrici, o nuove abitudini di mobilità, è necessario aiutare tutti i collaboratori a capire questi cambiamenti e ad adattarsi gradualmente.
Il fleet manager deve quindi ripensare le politiche aziendali legate alla mobilità, chiamate “car policy”. Queste politiche devono dare sempre più spazio ai veicoli a basse o zero emissioni, come le auto elettriche o ibride. Inoltre, si stanno diffondendo nuovi benefit, come la possibilità di usare strumenti di mobilità alternativi alla macchina, ad esempio abbonamenti al trasporto pubblico o servizi di car sharing.

Il benessere e la sicurezza dei dipendenti al centro della mobilità
Un altro aspetto molto importante riguarda il benessere e la sicurezza dei dipendenti che utilizzano i mezzi aziendali. Guidare in modo sicuro e responsabile non è solo una questione di regolamenti, ma anche di cura vera e propria per le persone.
Per questo motivo, il fleet manager lavora in stretta collaborazione con le Risorse Umane per formare i conducenti. Si organizzano corsi su come guidare in modo ecologico (eco-driving), riducendo quindi consumi e emissioni, ma anche in modo sicuro, per prevenire incidenti e proteggere la salute delle persone.
Ridurre il numero di incidenti ha benefici economici evidenti per l’azienda, perché diminuiscono i costi legati a riparazioni, assicurazioni e assenze dal lavoro. Ma non si tratta solo di numeri: si lavora per migliorare l’esperienza quotidiana dei dipendenti che usano i mezzi aziendali, in modo che siano più soddisfatti, tranquilli e motivati.
Creatività e employer branding nella nuova mobilità aziendale
Un aspetto spesso sottovalutato ma fondamentale oggi è la capacità di comunicare l’attenzione dell’azienda alla sostenibilità e all’innovazione anche attraverso la gestione della flotta. Questo aiuta a creare un’immagine positiva dell’impresa, che viene vista come moderna, attenta all’ambiente e al benessere delle persone.
Questa immagine è molto importante per attrarre nuovi talenti, persone competenti e motivate che scelgono dove lavorare anche in base ai valori dell’azienda. Chi prende decisioni oggi cerca sempre di più imprese con una forte responsabilità sociale e ambientale.
Le politiche di mobilità diventano così uno strumento potente anche per migliorare la reputazione dell’azienda, aiutandola a distinguersi sul mercato grazie a scelte che uniscono creatività, tecnologia e sostenibilità.
L’impatto del fleet management sul bilancio di sostenibilità aziendale
Il lavoro del fleet manager influisce direttamente sul bilancio di sostenibilità, cioè su quei dati che indicano come l’azienda si sta comportando dal punto di vista ambientale e sociale.
Attraverso scelte responsabili, come l’acquisto e l’uso di veicoli elettrici, la riduzione dei consumi, la creazione di infrastrutture per la ricarica e la formazione dei driver, la flotta contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 e l’inquinamento. Questi risultati hanno un peso importante nelle valutazioni ESG, che sempre più spesso influenzano investimenti e rapporti con i clienti.
Inoltre, politiche di mobilità sostenibile aiutano anche a migliorare la sicurezza stradale, riducendo il numero di incidenti e quindi i rischi per chi guida, per l’azienda e per la comunità in generale.

Un cambiamento di visione e responsabilità
Oggi il ruolo del fleet manager va oltre il semplice controllo delle auto aziendali. Deve gestire un vero e proprio ecosistema di mobilità, che tiene conto delle persone, dell’ambiente, della tecnologia e dei costi. Questo richiede competenze nuove, capacità di lavorare in team con altre funzioni aziendali e una visione strategica di lungo termine.
Allo stesso tempo, anche le Risorse Umane non sono più semplici utenti delle politiche di mobilità, ma diventano partner attivi nella progettazione di modelli di mobilità innovativi, sostenibili e digitali, che mettono le persone al centro.
In questo modo, l’azienda si evolve diventando più responsabile, moderna e in linea con le esigenze di un futuro più attento all’ambiente e alle persone.
–> Sono aperte le candidature ai MissionFleet Awards 2026, tra i cui premi figura anche quello di Fleet Manager dell’anno












